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Vecchio 14-02-2012, 10.04.43   #1
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Predefinito Forzare

Lo metto quì anche se mi sarebbe piaciuto sperimentarmi in esoterismo, ma non ci provo, non so nono sicura di avere compreso lo spazio di ragionamento o di azione che questa misteriosa parola racchiude.

Lo sforzo mi ha permesso di realizzare delle cose che se aspettavo mi venssero facili e spontanee non avrei mai fatto.

Immagino che ci sia sforzo dove c'è resistenza.

La questione che mi pongo, visto anche che qualcuno mi ha detto di apprezzare molto la persona che forza, è quando sia positivo in assoluto. Lo dico perchè è vero che sono una che se non forza non vince sulla pigrizia di fondo, ma poi ho adottato di dovere fermarmi per recuperare. Annullo l'allenamento? Funziona come con i muscoli?
Io sento invece che a forzare troppo con la volontà si depredi qualcosa al nostro essere.
Per semplificare diciamo che la parola "forzare" mi rimanda ad altre parole come per esempio "durezza".
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Vecchio 14-02-2012, 10.33.11   #2
Uno
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Intanto io al posto tuo indagherei sulle differenze tra forzare e sforzare
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Vecchio 15-02-2012, 11.08.40   #3
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Ad una ricerca superficiale sul dizionario li trovo come sinonimi.
Provo a cominciare con ciò che mi viene in mente.

Caso 1: forzare la serratura.
Potrei pensare che la apro impiegando più energia di quanta ne servirebbe rispetto all'uso del congegno di cui è stata dotata normalmente. Non è però detto che la rompo.

Caso 2: sforzare il motore. Quì immagino che impongo di produrre maggiore lavoro ottenendo però un danno fisico al motore stesso.
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Vecchio 15-02-2012, 11.42.42   #4
luke
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Tina se cerchi mi sembra in forum se ne sia parlato, non ricordo se in un 3d apposito, però qualcosa dovresti trovare
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Vecchio 15-02-2012, 14.32.10   #5
Sole
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A volte i modi di dire ci vengono in aiuto e me ne vengono in mente due:

"se ti sforzi un pò di più vedrai che ce la farai"

" meglio non forzare la mano, potrebbe distruggere gli sforzi fatti"
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Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
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Vecchio 15-02-2012, 15.21.12   #6
griselda
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Forzare - Sforzare

Forzare è ottenere il risultato in modo sbagliato con la forza invece che con i giusti tempi o con i giusti mezzi, vedi serratura che forzi quando non hai la chiave giusta, vedi forzare la natura quando la manopoli, in pratica è un uso improprio della forza
Usi la forza punto

Sforzare la usi su di te la vedo riflessiva la esse davanti, la esse davanti al nome mi da l'idea di energia che passa attraverso....di far si che si muova quella energia per poter fare, arrivare a qualcosa, l'energia la fai girare più in fretta ed ottieni un risultato che prima sembrava impossibile senza il suo girare

Fai si che la forza diventi energia per fare
Bon la visione che mi è venuta è questa
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Vecchio 15-02-2012, 21.05.29   #7
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Tina se cerchi mi sembra in forum se ne sia parlato, non ricordo se in un 3d apposito, però qualcosa dovresti trovare
In effetti non ci avevo nemmeno pensato, ho trovato un thred che parla di sforzo consapevole, dove ciò che ho chiesto è anche trattato. Vi ho dato una lettura sommaria, ma voglio leggerlo meglio perchè c'è parecchia roba che merita un pò di tempo in più.


Sole, è vero, i detti popolari spesso hanno saggezza, verità, però mi capita di trovarne altri che dicono magari il contrario. Per esempio: "Batti il ferro finchè è caldo" . Io lo associo al forzare, come quando stiamo ottenendo dei risultati, il tempo è scaduto, ma forzando un pò l'orario, o la disponibilità che ci viene dall'esterno, riusciamo a terminare una cosa che magari poi sarebbe rimasta incompiuta. Però quì sorge il problema come dici che, se si forza troppo la mano, si perde tutto. Direi allora che dipenderà magari da quanto si forza.


La questione potrei vederla anche come: "Chi forza chi" .
Se forzo su un oggetto o una persona otterrò qualcosa che con normale energia, non otterrei, ma non è detto che sia uno sforzo, sto utilizzando una risorsa che ho a disposizione che ritengo troppo forte per chi la riceve, ma mi serve usarla lo stesso. Mi è capitato tante volte con mio figlio quando lo facevo studiare per non farlo bocciare. Se avessi impiegato una energia minore ma costante nel tempo non avrei poi avuto bisogno di forzare per non farlo bocciare, ma è un'altra questione; sul momento ho dovuto.

Ma posso forzare anche me stessa, una parte di me stessa che non risponde come vorrebbe alla "me" che è più razionale e vuole di più. Ho sperimentato che la parte pigra ha la meglio su quella che vuole agire e ci sono ambiti in cui non c'è volontà che basti. Che faccio? Adotto le strateggie, magari prendo impegni formali che non posso poi rimandare, a mente fredda, sapendo che mantenerli mi costerà uno sforzo notevole, ma per intanto per me è forzare le cose in quel modo, cioè una parte di me decide di adottare una forzatura negli impegni perchè so che posso farcela, poi l'altra parte se la sbrigherà a trovare il tempo e l'energia per superare la refrattarietà allo sforzo. Una parte forza, l'altra si dovrà sforzare.

Diciamo che per intanto leggere dello sforzo consapevole mi ha aiutata avedere in modo meno negativo lo sforzo in se. Sul forzare avevo i dubbi di chi con idee romantiche pensa che l'armonia, l'equilibrio nel vivere, non andrebbero daccordo mai con qualcosa ha che fare col forzare.
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Vecchio 15-02-2012, 23.38.11   #8
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Forzare - Sforzare

Forzare è ottenere il risultato in modo sbagliato con la forza invece che con i giusti tempi o con i giusti mezzi
E' proprio questo il punto che desidero chiarire, anche io sforzare lo vedo in genere usato in modo riflessivo, anche se in lingua italiana come verbo è anche transitivo. Poichè io adotto il forzare per ottenere più risultati, visto la pigrizia di fondo che ho verso le cose ripetitive che mi caratterizza, mi chiedo se da qualche altro lato c'è da pagare un prezzo nel tempo. E' una strada che ho preso, che mi dà certi risultati, ma...
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Vecchio 16-02-2012, 01.07.44   #9
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Adesso scrivo ciò che ricordo di aver letto e poi vado a verificare se lo ricordo giusto (il contrario è troppo facile finisce che non imparo mai.)

Per quel che ricordo forzare è fare qualcosa usando tutta la forza che si ha a disposizione.
Sforzare invece richiede di recuperare dell'energia che sia non in possesso, estranea a quello che ci appartiene.

Fare uno sforzo rende abbastanza bene, per ottenere un risultato devo s-forzare, trovare energia che non ho, andare oltre alle mie disponibilità (infatti è una faticaccia).
Tra forzare o sforzare un oggetto invece rende meno.

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Vecchio 16-02-2012, 01.28.32   #10
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E' una strada che ho preso, che mi dà certi risultati, ma...
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Io sento invece che a forzare troppo con la volontà si depredi qualcosa al nostro essere.
.
Se lo senti...quando lo senti puoi rallentare un po' credo

Quando uno fa ginnastica sforza un po' poi per un po' continua così fino a che non è diventato normale quello sforzo, poi più avanti ne fa un altro....senza esagerare perchè ci si può strappare i muscoli a me pare che i due detti che ha messo Sole esprimano bene questi concetti
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Vecchio 16-02-2012, 09.51.27   #11
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Fai uno sforzo con la volontà per forzare sulla pigrizia, ad esempio.
Forzi un limite usando la tua energia al massimo della resistenza, energia che togli ad altro fino a nuova ricarica. Se fai lo sforzo vuol dire che quell'energia ce l'hai, la raccogli in giro, da quella che alimenta altre parti. Mentre il forzare è superare il limite stabilito da te o dall'oggetto. In genere si forzano le chiusure, a volte forzate...

Mi sembra una buona domanda Tina la tua, chi forza chi? chi sente chi?
C'è questo sentire di mezzo di cui non sempre conosciamo la provenienza. C'è un sentire tante cose, e tutto l'opposto, a chi dare ascolto?
Non sempre noi siamo in grado di ascoltare noi stessi, motivo per cui si chiede ad altri, perchè si ha il dubbio sulla provenienza del proprio sentire.
Ci sono condizionamenti molto forti che occultano la provenienza del nostro Vero sentire. Non ultimo gli insegnamenti di chi pensiamo abbia un'autorevolezza e quel che professa è oro colato e ci piaccia o no è quello.
Da qui la discussione dei vari maestri ecc...
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Vecchio 16-02-2012, 10.25.03   #12
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Ho preso queste righe dal thread che in effetti è " Lo sforzo cosciente ".
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Lo stress che fa male, il “grande nemico” della società occidentale moderna, fa male perchè è indotto e subito e quindi ad esso si oppone una resistenza automatica di cui non ci si rende conto (quel che chiamiamo stress è il logorio dovuto a quella resistenza). Invece una costante tensione autoprodotta e misurata è indispensabile all' “allungamento” (l'esempio dello stretching può essere forse chiarificante)
Subendo quel tipo di stress per molto tempo, poi nel tentativo di provare ad essere persone più libere si è costretti a fare scelte anche radicali, ma per molto molto tempo ci si accorge che la resistenza allo sforzo è troppo dura a morire. Cioè, a me è capitato così.
Ritengo di avere abbastanza forza, ma la reattività verso la fatica che la vita vuoi o non vuoi ti impone, è stato un ostacolo alla utilizzazione di questa forza per molto tempo.

Forse è una illusione riuscire a dominare la pigrizia totalmente, e qualche scuola di pensiero dice che come la paura, sta di fondo ad ogni essere, ma spesso quando si inizia un lavoro su di se, la prima cosa che apprendi volentieri è che bisogna pensare a se stessi, che è meglio fare ciò che desideriamo etc...ma il messaggio che invece è passato a me era che dovevo infischiarmene non appena potevo delle esigenze del mondo esterno, dei doveri; naturalmente ho scelto il compromesso, di fare le cose necessarie e nel frattempo sperimentarmi in ciò che mi piaceva, di tutto e di più, col risultato come ho descritto in "Ordine e metodo", che mi sono incasinata la mente la giornata e la vita intera.

Forzando e sforzando sto combattendo il caos.


Tea ti leggo solo ora,riprenderemo dopo.
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Vecchio 16-02-2012, 10.50.45   #13
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I
La questione potrei vederla anche come: "Chi forza chi" .
Esatto, no "anche", solo come
chi o cosa forza chi o cosa

e
chi o cosa sforza chi o cosa
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Vecchio 16-02-2012, 11.53.45   #14
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Esatto, no "anche", solo come
chi o cosa forza chi o cosa

e
chi o cosa sforza chi o cosa
Questa cosa del forzare-sforzare dopo anni non mi è ancora chiara, questo a me fa pensare che posso forzare qualcosa di esterno a me, mentre lo sforzo è mio, interno. Cambierebbe quindi la direzione e il soggetto/oggetto...

Esempio: forzo una serratura
mi sforzo di fare qualcosa
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Vecchio 16-02-2012, 16.02.00   #15
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Questa cosa del forzare-sforzare dopo anni non mi è ancora chiara, questo a me fa pensare che posso forzare qualcosa di esterno a me, mentre lo sforzo è mio, interno. Cambierebbe quindi la direzione e il soggetto/oggetto...
Dal momento che sono una entità non riesco ad immaginare nemmeno io che me forza tutta me stessa, mentre di certo posso forzare qualcosa di me, esempio: ho poca fame ma siccome la pappa mi piace ne mangio fino a forzare la capacità del mio stomaco solo per golosità.
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Vecchio 16-02-2012, 16.22.45   #16
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Se invece hai mangiato poco o hai poco appetito perchè sei stata ammalata ad esempio ti sforzi a mangiarne un altro pò, perchè sai che ti serve riabilitare il corpo, la capienza dello stomaco al fine di far entrare quello che ti necessita.

Parlare di certe cose che non vuoi sentire o affrontare potrebbe essere una forzatura sul tuo limite imposto.
Tante volte diciamo "è una forzatura per me fare o dire una cosa..."

Forzo o sforzo per me agisce in qualche modo sulle chiusure/aperture, quindi sul punto limite.
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Vecchio 18-02-2012, 14.28.24   #17
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Posto che "il chi forza chi" a cui mi riferisco in questo momento sta dentro di me, mi fa pensare che ci sarà un ideale del Se che impone di fare un certo lavoro contro voglia rispetto ad un'indole tendente alla pigrizia.

Io non amo lo sforzo, di qualunque natura sia, non amo la disciplina e nemmeno la costanza, cose che apprezzo molto se le mantengono gli altri però, ma....c'è una parte dentro di me che le ricerca di continuo e deve forzare sull'altra alla quale devo concedere continue tregue perchè altrimenti si sforza e si fa male.
Sarebbe interessante distinguere le due parti, sarebbe bello diventassero un'unica cosa.


Ritornando al forzare pensavo che non sempre è contronatura, vedi il parto nella donna, quasi sempre si deve spingere con forza, forza che finchè è a disposizione si deve anche controllare. Quando è solo sforzo allora si può anche non farcela.
Va beh poi Il fatto che gli altri mammiferi normalmente devono mettere meno forza dipenderà pure dal rapporto che ha la testa col corpo, e quì si entra in certi discorsi, c'è una maggiore complessità nel cranio dell'uomo(e anche della donna..) etc...che non vuol dire necessariamente evoluzione in natura...insomma nella donna si vennero a creare le condizione per il dovere forzare nel parto e spesso arrivare allo sforzo se non allo sfiancamento.

Forse guarda caso ad una maggiore specializzazione segue il forzare.

Tento in effetti di definire meglio la differenza tra forzare e sforzare.
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Vecchio 13-03-2012, 10.34.58   #18
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Finita così?
Mi tocca forzarvi....

Vi siete accorti che non avrei potuto dire (in maniera corretta): "mi tocca sforzarvi"?
Come ha in parte intuito Red, posso forzare altri ma non posso sforzarli, altri possono forzarmi (il risultato poi dipende dagli strumenti che hanno e dalla mia resistenza ad essi) ma non sforzarmi.

Forzare implica il tentare di usare una cosa in maniera diversa da quella strutturale di questa cosa. Se forzo una cassaforte tento di prenderne o vederne il contenuto senza essere in grado di aprire la porta, cioè il normale modo derivato dalla struttura della cassaforte.

Sforzare invece implica il tentativo di spostare un limite pur senza cambiare il funzionamento originale, non direttamente almeno.
Se sforzo un motore (diciamo che io sforzo, ma in realtà accelero soltanto, è lui che si sforza realmente, ma visto che parliamo di oggetto la lingua ci fa credere di essere noi a compiere tutta l'azione mentre invece soltanto l'inneschiamo) non ne cambio l'uso, cerco di vincere il più possibile la resistenza che lo fa arrivare fino ad un certo punto.

Se ragionate bene sul concetto vi potreste chiarire meglio le idee sul "famoso" non sforzo delle filosofie orientali. Concetto trasportato male in occidente (come quasi tutti) ma con delle basi molto solide.
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Vecchio 13-03-2012, 10.36.10   #19
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Quindi forzare dall'esterno, forzare dall'interno.
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Quindi tu mi forzi se io mi sforzo
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Vecchio 13-03-2012, 19.10.31   #21
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Forzare implica il tentare di usare una cosa in maniera diversa da quella strutturale di questa cosa. Se forzo una cassaforte tento di prenderne o vederne il contenuto senza essere in grado di aprire la porta, cioè il normale modo derivato dalla struttura della cassaforte.

Sforzare invece implica il tentativo di spostare un limite pur senza cambiare il funzionamento originale, non direttamente almeno.
Se sforzo un motore (diciamo che io sforzo, ma in realtà accelero soltanto, è lui che si sforza realmente, ma visto che parliamo di oggetto la lingua ci fa credere di essere noi a compiere tutta l'azione mentre invece soltanto l'inneschiamo) non ne cambio l'uso, cerco di vincere il più possibile la resistenza che lo fa arrivare fino ad un certo punto.

Se ragionate bene sul concetto vi potreste chiarire meglio le idee sul "famoso" non sforzo delle filosofie orientali. Concetto trasportato male in occidente (come quasi tutti) ma con delle basi molto solide.
Se forzo rompo o cambio la struttura se sforzo vado oltre il limite.

Aurobindo a dire il vero parla moltissimo di sforzo e da sempre mi colpisce molto questa cosa, ma credo lo voglia intendere come impegno, sacrificio e dedizione.

Provo a tirar fuori qualcosa. Se sforzo è perchè sto ascoltando una certa resistenza e mi ci oppongo con una forza interiore.
La S di s-forzare potrebbe essere in questo caso negativa, cioè tolgo la forza (?) Se fosse così potrebbe voler intendere: tolgo la forza della resistenza che non mi fa andare oltre il limite.
Lo sforzo così mi appare in maniera diversa, cioè non più come un atto di forza che applico in me contro la resistenza... che potrebbe essere dannoso (penso a me in particolare quando ho voluto andare oltre il limite in una Asana e mi son fatta male) ma diretto verso la resistenza esterna.

Manca ancora qualcosa però...
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Vecchio 14-03-2012, 16.51.00   #22
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Vecchio 17-03-2012, 10.26.44   #23
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Se ragionate bene sul concetto vi potreste chiarire meglio le idee sul "famoso" non sforzo delle filosofie orientali. Concetto trasportato male in occidente (come quasi tutti) ma con delle basi molto solide.
Mi piacerebbe saperne di più.

Ho abbandonato perchè mi sono persa nel tentativo di definire chi forza e chi si sforza, sono ancora confusa.
Per ora mi riferisco all'uomo che utilizza energia per compiere un qualche lavoro.
Pensavo che normalmente forza la parte che ha energia, mentre si sforza la parte deve sottrarre energia a qualche altro posto. Entrambe le cose possono rompere, sfasciare, se si esagera.

Ci sono poi le azioni che possono compersi senza sforzo, senza che si forzi nessuno e niente, come una sorta di travaso. Non so se il concetto di "non sforzo" era riferito a questo.

Ritornando all'essere, giusto per farmi capire, mi pareva che per ogni muscolo che forzo c'è una parte dentro di noi che forza, che forza dietro l'imput dalla motivazione che non può mancare a monte dello stesso sforzarsi, altrimenti sarebbe violenza e non è di questo che vorrei parlare.

Noi premiamo l'acceleratore, i motore si sforza. Ma vorrei lasciare perdere l'esempio, perchè nell'uomo è diverso, dato che dopo uno sforzo il sistema mente corpo spirito normalmente ripara e recupera.

Domanda, anche in riferimento al "non sforzo" : ammesso che si possono fare molte cose senza forzare, e che anzi si tende per via naturale a farlo di continuo, non riguarda questo una situazione in cui niente cambia ma tutto viene mantenuto così com'è nel bene e nel male?
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