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Vecchio 09-11-2007, 02.03.06   #1
Grey Owl
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Predefinito Il gioco non vale la candela

Questo modo di dire è conosciuto da molti... il gioco non vale la candela.
Per indicare che si decide di non "sprecare" tempo ed energia per fare una determinata cosa.

Infatti nel passato quando non era ancora stata inventata la lampadina e prodotta l'energia elettrica si utilizzava le candele a cera per illuminare gli ambienti durante le ore notturne. Questo detto risale presumibilmente a quel periodo.

Ma ci leggo anche un modo di fare che mi appartiene. Essendo un esperto paraculo di me stesso mi dico spesso questo detto per non impegnarmi nelle cose.

Credo che il gioco, se giocato bene vale sempre la candela. Quindi si tratta di mettere tutto me stesso in ogni gioco che inizio e non dare la colpa al fatto che il gioco in sè non vale la candela.

Troppo contorto?
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Vecchio 09-11-2007, 10.08.24   #2
Ray
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Solo una uriosità sull'origine del detto, senza intervenire nel discorso di Grey.

Viene dalle aste. Fino agli inizi dello scorso secolo se non sbaglio, ma forse anche dopo, quando sussistevano situazioni debitorie insolventi, il creditore aveva diritto a mettere all'asta i beni del debitore e tenersi il ricavato a copertura del debito.

Le aste funzionavano così. Veniva accesa una candela ad ogni battitura e finchè la candela stava accesa si potevano fare offerte, quando la candela ormai consumata si spegneva l'asta era terminata. L'onere economico della candela era a carico di chi organizzava l'asta, quindi il creditore. Il costo effettivo della candela era ovviamente irrisorio, la classica cosa che non costa praticamente nulla (non c'erano candele profumate di forme strane).

Dire il gioco non vale la candela significava che i beni del debitore erano talmente irrisori o nulli che non avrebbero coperto neanche il costo di organizzare l'asta, quindi quello della candela... a intendere che non valeva la pena, che non c'era modo di ricavarci qualcosa. E quindi si lasciava perdere.

In effetti il senso del modo di dire è ancora questo, anche se traslato. Il beneficio ottenibile non vale lo sforzo. Poi, chiaramente, valgono i ragionamenti su benefici e sforzi che a noi ci va di intraprendere...
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Vecchio 09-11-2007, 10.38.07   #3
RedWitch
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E' interessante l'origine di questo detto, non lo conoscevo, anche io associavo il "valore" della cera , della candela in sè al fatto che anticamente si usava per illuminare durante la notte, e si cercava di risparmiare il più possibile la materia prima, se non era necessario sprecarla.

Citazione:
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Ma ci leggo anche un modo di fare che mi appartiene. Essendo un esperto paraculo di me stesso mi dico spesso questo detto per non impegnarmi nelle cose.

Credo che il gioco, se giocato bene vale sempre la candela. Quindi si tratta di mettere tutto me stesso in ogni gioco che inizio e non dare la colpa al fatto che il gioco in sè non vale la candela.

Troppo contorto?
Non lo trovo contorto Grey, pero' credo che dipenda (come tutte le cose) da come lo si usa. Se lo si usa in tutte le situazioni "scomode", per evitare di fare fatica, diventa una buona scusa per non affrontare mai niente perchè "tanto non ne vale la pena".. Diversamente, nella vita, servono delle valutazioni, per decidere cosa sia meglio (o meno peggio) per noi in tutte le situazioni in cui è necessaria una scelta.
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Vecchio 09-11-2007, 11.15.14   #4
turaz
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giorno dopo giorno mi accorgo (non so voi) che la maggior parte di questi detti sono stati utilizzati prevalentemente "immedesimandosi" nella dualità e quindi dandone un significato prettamente non equilibrato.
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Vecchio 09-11-2007, 11.34.16   #5
RedWitch
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giorno dopo giorno mi accorgo (non so voi) che la maggior parte di questi detti sono stati utilizzati prevalentemente "immedesimandosi" nella dualità e quindi dandone un significato prettamente non equilibrato.
OT
Scusa Turi, ma secondo te, che ci stiamo a fare qui? In forum intendo. Se fossimo tutti equilibrati, o se preferisci con una visione oggettiva delle cose, probabilmente avremmo altri compiti, e magari nemmeno qui sulla Terra, e soprattutto non noi come piccole persone. Questo tuo commento è fine a sè stesso (come in moltissimi altri casi). Io non sono qui per filosofeggiare e fare finta di essere equilibrata o oggettiva quando non lo sono. Sono qui per imparare e per conoscermi e per scambiare quello che ho (o credo di avere poco importa al momento), con altri che lavorano per questo . Quindi se non ti interessa metterti in gioco, se pensi che il gioco non ne valga la candela (ci sta proprio bene qui), almeno potresti trattenere certi commenti, e non portare continuamente OT i discorsi.
Fine OT
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Vecchio 09-11-2007, 11.48.36   #6
turaz
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O.T.
ma perchè ora ti sei sentita accusata da un qualcosa che era solamente una mia riflessione sulla cosa?
una riflessione che mi è arrivata così e che ho messo per iscritto?
se sono qui e parlo un motivo ci sarà non trovi?
non mi pare di aver evitato di scrivere le mie sensazioni o pensieri su argomenti.
se la frase che ho scritto ti ha urtato chiedo scusa.
non era di certo mia intenzione in questo caso pizzicare qualche tasto ne altro.
mi sembra tanto una tua reazione esagerata in questo caso.
fine O.T.
riguardo al discorso "il gioco non vale la candela"
io sono concorde con Grey Owl in linea di massima.
penso cmq che la comprensione del fatto che ogni gioco se ben fatto valga la candela derivi da un certo percorso che passa almeno inizialmente dall'interessarsi ai giochi che la candela la valgono per poi passare pian piano anche a quelli che inizialmente la nostra mente taccia come "non utili"
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Vecchio 09-11-2007, 12.11.10   #7
dafne
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Dire il gioco non vale la candela significava che i beni del debitore erano talmente irrisori o nulli che non avrebbero coperto neanche il costo di organizzare l'asta, quindi quello della candela... a intendere che non valeva la pena, che non c'era modo di ricavarci qualcosa. E quindi si lasciava perdere.

In effetti il senso del modo di dire è ancora questo, anche se traslato. Il beneficio ottenibile non vale lo sforzo. Poi, chiaramente, valgono i ragionamenti su benefici e sforzi che a noi ci va di intraprendere...
Quindi se ciò che devo "mettere in campo" per ottenere un risultato è molto maggiore di quanto ottengo alla fine non ne vale la pena?
Può essere preso come una scusa, come dice Grey, non mi ci metto perchè tanto...la storia della volpe e l'uva ci stà?
oppure può essere anche un buon modo per affrontare le difficoltà, secondo me non sempre il gioco vale la candela...se fossimo in grado di considerare a priori che cosa otteniamo e che rapporto c'è con lo sforzo per ottenerlo non sempre ci butteremmo nel gioco no?..
perchè sappiamo cosa vogliamo ottenere altrimenti il gioco neanche lo inizieremmo, credo piuttosto che ci sfugga spesso il costo della candela...
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Vecchio 09-11-2007, 12.19.09   #8
turaz
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ma c'è qualcosa che non so se sia utile ma voglio aggiungere.
penso che a un certo stadio del percorso quando uno ha vagliato se questa affermazione è veritiera in ogni ambito arrivi a "scegliere" consapevolmente ove preferisce manifestare se stesso.
quindi a quel punto questa frase a mio avviso torna di nuovo a essere "duale" ma in un'accezione sicuramente più positiva.
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Vecchio 09-11-2007, 13.02.54   #9
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In effetti il senso del modo di dire è ancora questo, anche se traslato. Il beneficio ottenibile non vale lo sforzo. Poi, chiaramente, valgono i ragionamenti su benefici e sforzi che a noi ci va di intraprendere...
A volte pare che lo gioco non valga la candela ma lo sforzo che si mette per giocare in se stesso ci modifica.
Ad esempio nello sport uno può anche dirsi non diventerò mai un campione e allora non si impegna abbastanza e non ne ricava i benefici annessi.
Il gioco non vale sempre la candela quando è in favore degli altri (?) ma se è verso di noi credo che valga sempre la pena usare la nostra candela.
Specie per persone come me un po' pigrotte è un modo comodo di raccontarsela per rimanere li al calduccio.
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Vecchio 09-11-2007, 13.10.35   #10
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Non è per fare il bastian contrario, e neppure il "razionalista" equilibrato... non lo sono, ma cerco di evitare divagazioni pindariche e di attenermi alla "lettera" originaria.
Il detto ha una sua origine ed un suo significato preciso: si fa un bilancio, concreto anche se personale, fra i vantaggi che derivano da una azione ed il "costo" (= la candela) dell'azione, e si decide in base a questo bilancio. Poi si potrà discutere sulla soggettività del valore attribuito alla "candela" ed al "gioco", ma di lì non se ne esce...
Attribuire altri significati a questo detto, secondo me significa sconfinare; in particolare, per chi lo intende come "possibile alibi" per l'inazione, a mio parere lo si confonde con il "nondum matura est", la frase di Fedro nella favola de "La Volpe e l'uva", in cui la volpe giustifica ("razionalizza") la propria inazione, ed il proprio fallimento, nello sforzarzi a raggiungere il grappolo, con l'arbitraria conclusione che "tanto l'uva non è ancora matura"....
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Vecchio 09-11-2007, 13.23.40   #11
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Attribuire altri significati a questo detto, secondo me significa sconfinare; in particolare, per chi lo intende come "possibile alibi" per l'inazione, a mio parere lo si confonde con il "nondum matura est", la frase di Fedro nella favola de "La Volpe e l'uva", in cui la volpe giustifica ("razionalizza") la propria inazione, ed il proprio fallimento, nello sforzarzi a raggiungere il grappolo, con l'arbitraria conclusione che "tanto l'uva non è ancora matura"....
appunto, la volpe fa un suo bilancio, per quanto soggettivo e poco sincero, e stabilisce che non ne vale la pena.
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Vecchio 09-11-2007, 13.24.31   #12
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Diacono, non voglio difendere Grey (che oltre che aver voce per conto suo, ogni tanto ne spara qualcuna ), almeno credo che ti riferisca a lui (se sbaglio, pardon), ma proprio parlava di come soggettivamente lui (ma pure altri) usa questo modus pensandi per non impegnarsi in qualcosa.

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Vecchio 09-11-2007, 13.56.03   #13
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Diacono, non voglio difendere Grey (che oltre che aver voce per conto suo, ogni tanto ne spara qualcuna ), almeno credo che ti riferisca a lui (se sbaglio, pardon), ma proprio parlava di come soggettivamente lui (ma pure altri) usa questo modus pensandi per non impegnarsi in qualcosa.

Eheh... no, mi riferivo alle divagazioni (o, meglio, ritenute tali da me) in generale. Intendevo dire che il detto ha una sua origine ed un suo significato abbastanza concreti, quasi grossolani. Che poi si possa prestare ad applicazioni ed interpretzioni più sofisticate, è un altro discorso.
E, per rispondere a Daf
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appunto, la volpe fa un suo bilancio, per quanto soggettivo e poco sincero, e stabilisce che non ne vale la pena.
....lì la volpe non fa un vero bilancio: semplicemente, trasforma un fallimento e la conseguente rinuncia in una scelta personale: insomma, si "autoimbroglia". E' un preciso "meccanismo di difesa" che in psicologia si chiama, appunto, "razionalizzazione". Anzi, come esempio illuminante di questo meccanismo comportamentale difensivo viene appunto citata spesso quella favola..
P.S. Non sono psicologo. Ho dovuto occuparmi della materia con ben due stages pesantini...
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Vecchio 09-11-2007, 14.10.15   #14
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Non è per fare il bastian contrario, e neppure il "razionalista" equilibrato... non lo sono, ma cerco di evitare divagazioni pindariche e di attenermi alla "lettera" originaria.
Il detto ha una sua origine ed un suo significato preciso: si fa un bilancio, concreto anche se personale, fra i vantaggi che derivano da una azione ed il "costo" (= la candela) dell'azione, e si decide in base a questo bilancio. Poi si potrà discutere sulla soggettività del valore attribuito alla "candela" ed al "gioco", ma di lì non se ne esce...
Attribuire altri significati a questo detto, secondo me significa sconfinare; in particolare, per chi lo intende come "possibile alibi" per l'inazione, a mio parere lo si confonde con il "nondum matura est", la frase di Fedro nella favola de "La Volpe e l'uva", in cui la volpe giustifica ("razionalizza") la propria inazione, ed il proprio fallimento, nello sforzarzi a raggiungere il grappolo, con l'arbitraria conclusione che "tanto l'uva non è ancora matura"....
O.T.
ma se non si sconfina come si fa a vedere ciò che c'è oltre?
Sconfinare è aprire altre porte... divagare forse sembra un po' perdersi ma alle volte è proprio divagando che si ritorna al nocciolo con più argomentazioni....
Alle volte... non sempre....

..........

Proseguo nella lettura

cibo cibo...... ultimamente crepo di fame!

Piccolo edit: non so se si è capito ma "crepo di fame" è inteso che ho poco tempo per leggere ed argomentare...
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Vecchio 09-11-2007, 21.14.07   #15
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Boh, io la penso come Diacono sulla differenza tra dire il gioco non vale la candela e l'atteggiamento mentale assunto dalla volpe nei confronti dell'uva (di se stessa).

Se dico che il gioco non vale la candela mi riferisco (dovrei riferirmi) ad una valutazione oggettiva che faccio prima di intraprendere il mio tentativo. Il mio debitore possiede due stracci. Potrei metterli all'asta ma la candela è a mio carico. Oggettivamente non posso ricavare da quei due stracci nulla (o poco più), comunque meno della candela, figuriamoci coprire il debito. Certo, può sempre accadere l'imponderabile... metto all'asta i due stracci e arriva qualcuno che per qualche assurdo motivo me li paga a peso d'oro... tuttavia la probabilità è trascurabile e quindi rinuncio alla mia azione.

Invece la volpe dice che l'uva è acerba dopo aver tentato e fallito. Quindi aveva valutato che il gioco valeva eccome la candela... semplicemente l'asta è andata deserta e a lei secca pagare la candela.

L'unica cosa che non concordo è il termine "razionalizzare"... quel che fa la volpe con se stessa è mistificazione, non razionalizzazione. La razionalizzazione non prevede il mentire.
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Vecchio 09-11-2007, 22.24.32   #16
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...
L'unica cosa che non concordo è il termine "razionalizzare"... quel che fa la volpe con se stessa è mistificazione, non razionalizzazione. La razionalizzazione non prevede il mentire.
Eheheh... non concordo neanch'io su quel termine, ma è l'etichetta ufficiale attribuita dalla psicologia per indicare quello specifico "meccanismo di difesa"; quanto alla "menzogna", è parzialmente inconsapevole.
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Vecchio 09-11-2007, 23.21.34   #17
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Eheheh... non concordo neanch'io su quel termine, ma è l'etichetta ufficiale attribuita dalla psicologia per indicare quello specifico "meccanismo di difesa"; quanto alla "menzogna", è parzialmente inconsapevole.
Si è vero, è un etichettà ufficiale ma se ci pensate non è poi così fuori.
In pratica è come dire "me ne faccio una ragione".
O è sbagliato anche il vecchio modo di dire (io mi fido più di quello che di chi ha codificato la psicologia moderna , a parte qualche esponente ) oppure quadra.

Adesso però ho messo altra carne sul fuoco, non so se vale la pena di aprire un'altro thread o parlarne brevemente qui.

Perchè me ne faccio una ragione? Sti antichi eh? Ne sapevano eh....
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Vecchio 09-11-2007, 23.37.46   #18
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Perchè me ne faccio una ragione? Sti antichi eh? Ne sapevano eh....
Me ne faccio una ragione mi costruisco la ragione per mettermi il cuore in pace. Non è propriamente la verità ma è quello che penso/posso concedermi quindi mi costruisco una ragione per non stare male.
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Vecchio 09-11-2007, 23.58.09   #19
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Perchè me ne faccio una ragione? Sti antichi eh? Ne sapevano eh....
Forse perchè la mente ha bisogno di ancorarsi a qualcosa che sia una ragione o altro in caso di " sconfitta".
Deve assumere altro in sostituzione di ciò che non ha raggiunto, facendola passare come giustificazione.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 10-11-2007, 01.00.56   #20
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E' una ragione su molte possibili, indefinite. Ragione (razio) viene da dividere (f-razione... prossimamente in matematica... mai perdere occasione di far pubblicità). Farsi una ragione è dirsene una (anche vera) ed accontentarsi di essa (qui il mentire) facendo confluire in solo quella tutto il disagio. Anche se il detto magari si limita a riferirsi al primo pezzo.

Insomma è spezzettare in moltissimi frammenti la lastra di vetro e scegliere un pezzetto che non taglia.
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Vecchio 10-11-2007, 14.30.28   #21
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O.T.
ma perchè ora ti sei sentita accusata da un qualcosa che era solamente una mia riflessione sulla cosa?
una riflessione che mi è arrivata così e che ho messo per iscritto?
se sono qui e parlo un motivo ci sarà non trovi?
non mi pare di aver evitato di scrivere le mie sensazioni o pensieri su argomenti.
se la frase che ho scritto ti ha urtato chiedo scusa.
non era di certo mia intenzione in questo caso pizzicare qualche tasto ne altro.
mi sembra tanto una tua reazione esagerata in questo caso.
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penso cmq che la comprensione del fatto che ogni gioco se ben fatto valga la candela derivi da un certo percorso che passa almeno inizialmente dall'interessarsi ai giochi che la candela la valgono per poi passare pian piano anche a quelli che inizialmente la nostra mente taccia come "non utili"
so bene che Red non ha bisogno di avvocati difensori...
non la difendo infatti....ma chiedo a te:
cosa ti fa pensare che Red si senta accusata? nel suo OT ribadiva per l' ennesima volta il concetto che conosci alla noia ormai.....e per restare in tema...di mio ci aggiungo che qui chi si offende o ci resta male e se ne accorge...ha solo da guadaquarci....per gli altri (tu? )
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Ad esempio nello sport uno può anche dirsi non diventerò mai un campione e allora non si impegna abbastanza e non ne ricava i benefici annessi.
Il gioco non vale sempre la candela quando è in favore degli altri (?) ma se è verso di noi credo che valga sempre la pena usare la nostra candela.
Specie per persone come me un po' pigrotte è un modo comodo di raccontarsela per rimanere li al calduccio.
interessante questo....
se è così...si avvicina di molto alla paraculaggine che diceva Gray....(we guarda che io non mi tengo fuori)
per altro si dice spesso: costi quel che costi quindi se l' interesse...intenzione...finalità è importante anche la candela ...per tanto che costi....si "sacrifica" o no?

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Si è vero, è un etichettà ufficiale ma se ci pensate non è poi così fuori.
In pratica è come dire "me ne faccio una ragione".
O è sbagliato anche il vecchio modo di dire (io mi fido più di quello che di chi ha codificato la psicologia moderna , a parte qualche esponente ) oppure quadra.

Adesso però ho messo altra carne sul fuoco, non so se vale la pena di aprire un'altro thread o parlarne brevemente qui.

Perchè me ne faccio una ragione? Sti antichi eh? Ne sapevano eh....
perchè non potevo diversamente? dopo averci ragionato su arrivo a questa conclusione? quindi mi rassegno...oppure alimento ancora un alibi?

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so bene che Red non ha bisogno di avvocati difensori...
non la difendo infatti....ma chiedo a te:
cosa ti fa pensare che Red si senta accusata? nel suo OT ribadiva per l' ennesima volta il concetto che conosci alla noia ormai.....e per restare in tema...di mio ci aggiungo che qui chi si offende o ci resta male e se ne accorge...ha solo da guadaquarci....per gli altri (tu? )
in gioco non vale la candela

Abbiamo già esplorato questa cosa (se vai a vedere)..... e come non era per Turi questo il posto giusto non lo era neanche per te
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Vecchio 10-11-2007, 15.04.56   #25
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Abbiamo già esplorato questa cosa (se vai a vedere)..... e come non era per Turi questo il posto giusto non lo era neanche per te
essi hai ragione ma se permetti ho riportato il mio ot in tema quindi inerente alla discussione ah ho capito...non permetti
se poi "espandi" la discussione dalla candela al farsi una ragione e io sono assente ingiustificata come sempre rispondo quando rientro no? ok no!

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