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Vecchio 25-11-2007, 20.10.41   #101
falco
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Ciao Ray,anch'io sono molto curiosa sull'origine dei nomi...e anch'io vorrei sapere il significato del mio nome...appena puoi certo! il nome e' Deborah ,e se posso...posso?
quello di Greta,mia figlia ha deciso di chiamarsi cosi' dal secondo mese di gravidanza. Sara' vero che ci scegliamo i nomi? Un grosso grazie ciaoooo
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Vecchio 30-11-2007, 18.24.57   #102
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Ciao Ray,anch'io sono molto curiosa sull'origine dei nomi...e anch'io vorrei sapere il significato del mio nome...appena puoi certo! il nome e' Deborah ,e se posso...posso?
quello di Greta,mia figlia ha deciso di chiamarsi cosi' dal secondo mese di gravidanza. Sara' vero che ci scegliamo i nomi? Un grosso grazie ciaoooo
Eccoci qui cara Falco, meglio tardi che mai (anche se non rispondo subito chiedete pure, prima o poi mi ci metto) e grazie per l'opportunità che dai ad un chiacchierone di cianciare liberamente anche a lungo. Per la serie "largo ai giovani" iniziamo da Greta che è un nome che mi intriga parecchio.

Innanzitutto va detto che Greta (così come Gretel...quella della fiaba) è l'italianizzazione, nonchè diminutivo, del nordico Margerethe... che corrisponde, per derivazione e significato, al nostro Margherita, che vuol dire... perla.

Infatti il nome viene dal latino margarita (e a sua volta dal greco margarìtes) che significa appunto perla.
Nel tardo medioevo la parola ha iniziato a designare il fiore il quale tuttavia continua a mentenere il suo nome scientifico latino di Bellis Perennis. Questo cambiamento ha riguardato anche il nome... se prima veniva usato per augurare alle figlie la luminostà e la purezza delle perle, poi venne usato per augurare alle stesse la purezza e la luminosità delle margherite (fiori).

Il fatto che la parola latina abbia apparentemente all'improvviso mutato designazione è una specie di mistero che, nel tentativo di interpretare il nome, dobbiamo cercare di indagare.

Il simbolismo della perla (sul quale forse è il caso di aprire un tread specifico a parte) è particolare per costanza ed universalità di significato... ovvero è presente in tutte le culture del mondo e vuol dire sempre la stessa cosa.
Nata dalle acque e dalla luna, cresciuta in una conchiglia, la perla rappresenta il principio Yin, l'essenza del femminile e della femminile creatività. Il simbolismo sessuale della conchiglia, l'analogia perla-feto all'interno di essa, conferisce alla perla tutta la forza femminile e la collega alle sue valenze ostetricio-ginecologiche. Estendendo, la triplicità luna-acqua-donna conferisce alla perla le sue valenze magiche curative generiche, anche se particolari per le questioni legate al femminile. In India è considerata una panacea (emorragia, follia, itterizia eccetera eccetera) e antiche leggende (molto antiche) narrano di come i lidi dell'India siano stati abitati inizialmente proprio da cercatori di perle venuti dalla lontana "isola perduta d'occidente"... il che simbolicamente vale a dire che ci si stabilisce dove le correnti femminili sono più forti e quindi la proliferazione è più facile.

La margherita dal canto suo simboleggia la rignerazione della primavera. Il suo nome volgare, prima di appropriarsi della perla (e anche dopo la cosa è rimasta) era primaverina. Infatti fiorisce particolarmente ad Aprile... il mese dedicato ad Afrodite (vedi i nomi dei mesi in questa stessa sezione), quindi il significato della femminilità creatrice è richiamato. Nei vecchi calendari la margherita veniva utilizzata a simboleggiare il rinnovamento dell'anno e molti pittori, come il Botticelli, la infilavano in dipinti che raffiguravano la nascita del Cristo (o l'adorazione dei Magi) ad alludere alla "primavera" della Redenzione.
Nel Medioevo vennero attribuite a questo fiore facoltà profetiche soprattutto in campo amoroso (da cui il famoso m'ama-non m'ama) oltre che terapeutico generative. Ovvero ha assorbito in qualche modo le valenze della perla, come se fosse il suo corrispondente floreale... e come se si fosse spostata un certo tipo di attenzione dall'acqua alla terra.

Una curiosità sul m'ama/non m'ama: come molti sapranno il processo di accrescimento della margherita e quindi il numero dei suoi petali , così come moltissime sequenze floreali, segue la sequenza di Fibonacci, strettamente connessa col famoso numero aureo (di cui abbiamo già parlato altrove e continueremo a parlare). Questo fa si che in quasi tutte le magherite i petali siano 21, 34 o 55 (ce ne sono anche di 89) che sono numeri di Fibonacci. Come vedete ci son più dispari che pari... il che fa si che, se comincio da "m'ama" è facile che anche finisco con "m'ama". Il fatto che la margherita sia quindi più "propensa" a dare responsi favorevoli ha alimentato questa sua tendenza ada agevolare la fertilità e l'amore.
Sempre per curiosità, le spire delle conchiglie seguono la sequenza di Fibonacci...

Insomma chiamarsi Greta (o Margherita o altri derivati) conferisce una particolare vicinanza e affinità con le caratteristiche femminili, sia che pensiamo alla perla che al fiore. E' quindi su queste caratteristiche, dotate di particolare forza, che ci si dovrà "concentrare" per sfruttare al meglio le proprie possibilità di sviluppo, in qualsiasi senso si voglia intendere questo termine, soprattutto spirituale. E' chiaro che, per il rovescio della medaglia, saranno anche le caratteristiche maggiormente difficili da "imbrigliare"... come per tutto, ciò che non è dominato domina, e più forte è qualcosa, più dura è dominarla.

Concludo riprendendo una vecchia abitudine, ovvero quella di dedicare dove si può dei versi al nome in questione. Qui di seguito le splendide parole che il Pascoli ha dedicato al fiore:

Chi vede mai le pratellne in boccia?
Ed un bel dì le pratelline in fiore
empiono il prato e stellano la roccia.
Chi ti sapeva, o bianco fior d'amore
chiuso nel cuore? E tutta, all'improvviso,
la terra nera ecco mutò colore. [...]

O mezzo aperta come chi non osa,
o pratellina pallida e confusa,
che sei dovunque l'occhio mio si posa,
e chini il capo, all'occhio altrui non usa;
bianca, ma i lievi sommoli, di rosa;
tanto più rosa quanto più sei chiusa:
ti chiudi a sera, chi sa mai per cosa,
sei chiusa all'alba, ed il perchè sai tu;
o primo amore, o giovinetta sposa,
o prima e sola cara goiventù!

E' il verno, e tutti i fiori arse la brina
nei prati e tutte strinò l'erbe e il gelo:
ma te vedo fiorir, primaverina.
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Vecchio 30-11-2007, 20.10.29   #103
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Cosa dici del nome Esther e di Gabriele?
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Vecchio 30-11-2007, 22.26.19   #104
falco
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wow!! Grazie mille...questa si' che e' una risposta! Greta infatti e' stata concepita gl' ultimi giorni di marzo,quando inizia la primavera(la magica primavera),e' bella e solare...felice , canta,sicura di se',(fara' due anni due gioni prima di natale). Greta e' attratta da tutto quello che ha le ruote,e' scatenata,una vera escursionasta!!Ma il suo modo di porsi,gli approcci,e il cercare di convincerti di stare dalla sua parte,cioe' di averla vinta ..e' tutto al femminile.
Le avevo fatto fare l'oroscopo natale,ed e' anche venuto fuori,che la sua femminilita' e il suo futuro essere donna,potrebbe metterla in difficolta',se non gestita bene.
Si ,io sono confusionaria e mi allargo un po',ma ce' veramente un nesso tra il nome che portiamo e alcune nostre caratteristiche.. !?comunque ti ringrazio anche della poesia... ciaoo
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Vecchio 01-12-2007, 01.59.28   #105
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,ma ce' veramente un nesso tra il nome che portiamo e alcune nostre caratteristiche.. !?
Se non ci fosse che ci giochiamo a fare coi nomi? Un bacione sul testone della bella perla da parte mia... e alla prossima con Deborah.

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Vecchio 16-12-2007, 00.55.04   #106
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Predefinito Debora

Come prima cosa vorrei dire che esistono molte varianti di questo nome ed esse sono determinate dalla presenza e dalla quantità di "h" e di "r". Ovviamente si tratta dello stesso nome, con lo stesso identico significato e le variazioni sono variazioni di forma di origine linguistica. Dico questo perchè, curiosamente, pare sia caratteristico di chi si chiama Debora preoccuparsi di specificare la presenza o meno dell'acca a fine parola o quante erre ci sono, anche se non viene richiesto per necessita per esempio di scrittura. Magari questa è una leggenda metropolitana... però è mia esperienza di molte Debore che si presentano dicendo cose come "Debora con l'acca".

La forma italiana corretta è Debora in ogni caso. Essa viene dal latino Dèbora, adattato dal greco Deborra... che a sua volta è un adattamento. Infatti vengono tutti dall'ebraico Deborah che, come molte parole ebraiche, può avere vari significati... in linea di massima se ne dovrebbero considerare due: "colei che guida" oppure "ape" ... entrambi derivazioni della radice dbr, che indica la parola e ci collega col ... Verbo. Ma cerchiamo di fare ordine:

Nell'Antico Testamento Deborah era una profetessa che dava i suoi responsi sotto una quercia presso i monti di Efraim. Lei fu la responsabile della sollevazione degli Ebrei contro il re di Asor... spinse Barak a radunare i soldati e a dare battaglia.
La vittoria è celebrata in un carme nel Libro dei Giudici... un estratto di questo carme ci può dire molto: "Era cessata ogni autorità di governo, era cessata in Israele, fin quando sorsi io, Deborah, fin quando sorsi come madre in Israele".
La funzione di guida è qui ben chiara.

Come accennavo prima il nome ebraico dell'ape, dbure, deriva dalla radice dbr che significa la parola. Il termine che ho usato, "deriva", non specifica bene quel che avviene nella lingua ebraica. Le radici hanno dei significati e tutte le parole che si possono formare con quella radice - e quindi i loro significati - sono connesse alla parola diciamo originaria in modo assai stretto. Da un certo punto di vista sono la stessa parola. Come dire che sarebbe meno scorretto dire che "ape" significa "parola (dbr)" puttosto che dire che una deriva dall'altra. Per noi è una cosa un po' difficile da capire (e per me da spiegare)... diciamo che la connessione tra ape, parola e debora è a doppia mandata.

Il simbolismo dell'ape, basato un po' ovunque sulla laboriosità e l'industriosità di questo insetto, nonchè sulla sua capacità a collaborare, nella tradizione ebraica assume connotati solari e regali per via della connessione col Verbo. L'ape rappresenta la saggezza e l'ordine derivante da essa... è quindi l'Iniziato, il figlio della luce. Rappresenta anche l'anima collegata al divino quindi.
L'ape è anche un simbolo di vittoria, vittoria dello spirito... e questo ci collega con Deborah e il suo carme, che è un carme di vittoria.
In linea di massima, anche al di la della tradizione ebraica, l'ape era considerato un animale di natura ignea, di fuoco. Rappresentava lo Spirito, le sacerdotesse, gli Iniziati... l'ape purifica col fuoco e nutre col miele, cibo buono per i mistici. La puntura di ape è la rappresentazione dell'Iniziazione (o anche di quelle minori) probabilmente da tempo immemore... tanto da avere valenza archetipica... così sapete cosa pensare se ve lo sognate .

Dopo tutto questo discorso possiamo concludere che Debora è "l'Iniziata"... ovviamente il nome è un augurio. Chi vi dicesse che, per via delle connessioni con l'ape e quindi col miele, io nome può voler dire "la dolce" o "la dolcissima" sta forzando di parecchio la cosa... diffidate dico io.
Però però... una Debora, magari nata sotto qualche segno di fuoco (so che mi pentirò di questa cosa), magari addirittura Leone... beh avrebbe una natura dolce e un dolce modo di porsi... ma dentro un fuoco assai difficile da controllare.

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Vecchio 16-12-2007, 02.02.33   #107
falco
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oohh,,grazie Ray... ebbene si anch'io,ops..ho detto il mio nome..vabbe'! comunque anch'io preciso con l'acca ..ma ormai sembra che tutti lo sappiano e chiedono per primi "con l'acca o senza?"
spero sia di buon augurio..questo bel nome..
e poi no...sono un cancerino...si..ma miele a lune!!! ciao grazieeeeeeeeeeeeeee..
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Vecchio 08-01-2008, 13.33.29   #108
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Avrei una cosa da chiederti Ray, anzi più di una , per il nome Mattia tengo buona la descrizione di Matteo? E invece il significato del nome Fabio?
Marisa è l'insieme di Maria Luisa?
Se mi armo di pazienza e ti pago in abbracci e baci skioccosi mi regali anche il significato di Luciano e Enrico?
comincio subito

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Vecchio 08-01-2008, 16.02.47   #109
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Avrei una cosa da chiederti Ray, anzi più di una , per il nome Mattia tengo buona la descrizione di Matteo? E invece il significato del nome Fabio?
Marisa è l'insieme di Maria Luisa?
Se mi armo di pazienza e ti pago in abbracci e baci skioccosi mi regali anche il significato di Luciano e Enrico?
comincio subito

Si, Mattia e Matteo sono equivalenti, quindi vale la descrizione al post 47.
Marisa è Maria e Luisa... manca Luisa mi pare, in ogni caso per i nomi doppi qualcosina da dire c'è... non è sempre la somma pura e semplice dei due significati, anzi direi praticamente mai. Quindi due parole saranno dette con Luisa.

Ricapitolando in lista d'attesa ci sono:
Ester
Gabriele/Gabriella (forse prima questo di tutti perchè mi sta simpatico )
Fabio/a
Luisa (con Marisa)
Luciano/a
Enrico/a
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Vecchio 15-01-2008, 00.00.20   #110
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Predefinito Gabriele-Gabriella

Il nome, originario al maschile e derivato come femminile, è di origine ebraica.
Come ormai sapete, con l'ebraico ci sono sempre varie possibilità interpretative che vengono proprio dalle possibilità di derivazione e non solo dall'interpretazione specifica che si da ad una certa derivazione. Questo accade per via della struttura stessa della lingua ebraica, come ho già accennato.

In ogni caso, per quanto riguarda Gabriele, i dubbi sono ben pochi. Le possibilità da considerare sono sostanzialmente due:
Gabri'el o è un composto di gabar (essere forte) e El (Dio) o è un composto di gheber (uomo) e El (Dio).
Nel primo caso abbiamo un "Dio è la mia forza" o "La forza di Dio" (inteso come valido strumento di Dio).
Nel secondo caso abbiamo un "Uomo di Dio" o un ancora più interessante Uomo-Dio.

Ma vediamo un poì chi era, anzi chi è Gabriele.
Gabriele è probabilmente il personaggio non umano più presente dell'Antico e Nuovo Testamento. E' un angelo, anzi un arcangelo (prima schiera secondo coro se visti da sotto) e la sua funzione è quella di Messaggero... i messaggi che lui porta sono sempre speciali, annuncia del cambiamenti grossi, in qualche modo è foriero dell'agire di Leggi superiori nel piano inferiore. Insomma è un collegamento.
Questa funzione gioca senz'altro a favore della seconda intepretazione... Uomo-Dio, senza per questo escludere la prima.

C'è un fatto interessante che accomuna le apparizioni di Gabriele (ce ne sono molti in realtà, questo è uno) ed è la frase con cui esordisce al suo interlocutore (che lo vede via via in modi diverso... chi una colonna di fuoco, chi in forma umana eccetera). La frase è "non temere...". Ci si può immaginare facilmente perchè: nonostante l'interlocutore presumibilmente non è un tizio qualsiasi resta piuttosto comprensibile che l'apparizione di un Essere energeticamente e essenzialmente tanto superiore (viene visto comunque in modo soggettivo) deve per prima cosa spaventare.
C'è un'eccezione. In un caso il suo esordio è diverso. E' quando, come prima cosa, dice: Ave Maria, piena di Grazia, il Signore è con Te. In questo caso la superiorità pare non esserci, anzi...

Comunque, come Messaggero, come Agente divino in questo piano, è certamente "la Forza di Dio". Dire "Dio è la mia forza" è equivalente... è facendosi veicolo della forza di Dio (quindi rinunciando alla propria) che si è suo strumento "perfetto".

Portare questo nome è quindi benaugurante... l'augurio è quello di poter diventare "strumento", "forza" di Dio... o Uomo-Dio, come si vuole.

L'onomastico ufficiale è il 29 Settembre, in cui si festeggiano anche gli altri arcangeli Michele e Raffaele (l'ostracismo subito da Uriele ci lascia tutti perplessi ). Questa cosa però è recente, risale infatti alla riforma del calendario liturgico del 1970. Prima si festeggiava il 24 Marzo.
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Vecchio 22-01-2008, 03.42.13   #111
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Predefinito Fabio

Salto momentaneamente Ester in quanto lo stato attuale delle mie richerche mi ha portato a convincermi (per adesso) del fatto che il nome è ben più antico della Ester biblica... ne segue la necessità di un approfondimento.


Gli italiani Fabio e Fabia, così come i loro vari derivati Fabiano/a, Fabiola ecc. derivano dal nome latino gentilizio... la gens Fabia.
Il più famoso appartenente a questa importante famiglia romana è probabilmente Quinto Fabio Massimo, stratega detto "il temporeggiatore" il quale, durante la seconda guerra punica, riuscì a riconquistare Taranto, sconfiggendo il potentissimo esercito di Annibale senza affrontarlo mai in campo aperto.

Il significato del nome romano è tuttavia ignoto, data la sua origine etrusca. Purtroppo, quando retrocedendo nalla ricerca di un significato, ci si imbatte nel popolo etrusco è come trovarsi davanti ad un muro. Stop, la strada finisce qua. Di quella lingua nulla si sa.

Però...

Però in questi casi non è inutile adattarsi a metodi forse meno ortodossi, ma quasi sempre forieri di interessanti correlazioni e spunti. Uno di questi metodi è andare a dare una sbirciatina alle parole (in questo caso latine) di forma molto simile a quella indagata, sospettando o perlomeno non escludendo a priori una parentela.
Ne troviamo due: faber e faba.

La prima ci da uno spunto interessante e, se vogliamo, "facile". Faber in latino è l'artigiano, l'operaio (nel senso di colui che opera, colui che fa, non nel senso moderno di classe sociale). Usato specificatamente indica il fabbro (altri mestieri erano indicati da faber + il materiale... esempio faber ferrarius = fabbro ferraio) come a suggerire il fabbro quale artigiano per eccellenza o artigiano originario. In effetti si narrava che la fucina del fabbro fosse stata tramandata da Vulcano in persona, col suo ruolo di artefice. Ed è con questo significto di artefice che la parola fabbro viene usata nel proverbio "faber est suae quisque fortunae"... ognuno è artefice della propria sorte.

Se prendiamo questa derivazione ci appare un collegamento tra Fabio e "colui che fa", che poi è il Mastro o Maestro... gradi di perfezionamento spirituale che indicano la possibilità di Fare. Non è per nulla impossibile che la gens Fabia abbia preso questo nome gentilizio (secondo cognome) magari da qualche antico appartenente che ha instaurato così una Tradizione Familiare... è chiaro però che siamo nel campo delle ipotesi, se non delle fantasie... secondo le quali Fabio è quindi un nome augurale di quel grado di perfezionamento.

L'altra parola interessante... faba... vuol dire fava. Il legume. Isidoro di Siviglia ci assicura il nome latino derivante dal greco, addirittura per radice collegato al verbo mangiare, per farci intendere la portata della diffusione del vegetale in questione.
La simbologia della fava è piuttosto interessante. Molti sapranno della particolare avversità mostrata verso questo legume sia da Pitagora che nei Misteri Orfici. Vigeva la proibizione a nutrirsene.

La cosa forse si spiega in parte ad una tradizione contadina che offriva fave nei matrimoni. Esse rappresentavano i bambini maschi che nasceranno. In altra parte dai racconti di Plinio sappiamo che le fave contengono le anime dei morti. In quanto i primi frutti a sorgere in primavera, esse rappresentano le prime offerte del mondo dei morti verso quello dei vivi, il primo affiorare, il primo ritornare da sotto. Sono quindi veicoli di anime che rinascono. Da qui la proibizione a cibarsene... ci si sarebbe ancorati alla materia perdendo la possibilità di sfuggire ai cicli di riascita.
I Maestri quindi, assieme a coloro che desiderano perfezionarsi alla loro strgua, non mangiano fave.
In effetti, nella tradizione egizia, il luogo dove le anime attendevano la rinascita era chiamato "campo di fave"... la fava è quindi un'embrione... alchimisticamente zolfo improgionato nella materia.

Se ci agganciamo a questo, Fabio è colui che porta il seme... l'embrione, la possibilità di perfezionarsi e compiersi... il ri-nato. In qualche modo colui che aspira a diventare Maestro.
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Vecchio 22-01-2008, 10.50.11   #112
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grazie Ray
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Vecchio 07-02-2008, 01.10.54   #113
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Predefinito Luisa (Luigi) e Marisa

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Marisa è Maria e Luisa... manca Luisa mi pare, in ogni caso per i nomi doppi qualcosina da dire c'è... non è sempre la somma pura e semplice dei due significati, anzi direi praticamente mai. Quindi due parole saranno dette con Luisa.
Luisa è il derivato femminile dell'originario Luigi. Infatti l'altro femminile, Luigia (diminutivo Luigina) ne è l'equivalente.

Particolarita di questo nome è che ci sono molti altri equivalenti italiani di Luigi, come per esempio Lodovico, Aloisio e Clodoveo . Questo dipende dal fatto che tutti derivano da Hlodowig, un antico nome di origne germanica e di tradizione francone. In particolare un diminutivo di Hlodowig ha dato origine al francese Louis, da cui l'italiano Luigi.

Hlodowig è un composto. Le sue parti sono hluda (illustre, famoso, luminoso) e wigaz (combattente, guerriero).
Piuttosto banalmente quindi Luigi è il guerriero illustre... però, ricordandoci dei discorsi fatti in precedenza per altri nomi, e applicando il principio per il quale, se un nome è molto antico, il suo significato ha quasi certamente (metto il quasi per diplomazia) un aggancio tradizionale, va data un'occhiata più attenta a "illustre" e "guerriero".

Il guerriero è, assieme al sacerdote, la figura tradizionale maschile per eccellenza. Ogni grande Via tradizionale comprende una Via del Guerriero. Senza allontanarci dall'arcinoto si pensi ai Templari per il Cristianesimo, alla guerra santa islamica (quella vera non la strumentalizzazione moderna anti-tradizionale), ai samurai orientali.
Questo perchè la Via prevede una lotta. Uccidere il mostro, il doppio, andare in battaglia sapendosi già morto, vincere la morte e mille altri modi di dire la stessa cosa fan parte integrante del Cammino e ne sono una tappa fondamentale. Tanto che, l'esempio delle arti marziali è il più palese, la stessa tecnica del guerriero può costituire parte della pratica della Via.
Ecco che il Guerriero, quello con la G maiuscola, è assimilabile al Vincitore. Il Vincitore è colui che ha ucciso il suo Minotauro... un risvegliato si potrebbe dire.

Tuttavia un Guerriero non è per forza ancora Illustre... non è detto che brilli, faccia luce. Pur avendo vinto quella battaglia. La sua armatura non è ancora d'oro forse... in ogni caso appare evidente, dalla combinazione di termini che formano il nome, che esiste il Guerriero e che esiste il Guerriero Illustre... illuminato/illuminante.

Da questo punto di vista il nome è, come molto spesso troviamo, l'augurio del raggiungimento di tale grado di perfezionamento.

C'è da dire però che la forma, la predisposizione, il modo per così dire facilitato di questo raggiungimento è convogliato nettamente verso il "maschile" guerresco dell'individuo. Sono le sue energie "marziali" (da Marte) che possono fare la differenza. Va quindi intesa come un'importante indicazione.

E' chiaro che per una donna questo potrebbe risultare un mezzo intoppo. In realtà non è per nulla detto anzi... ovviamente parliamo di "energie maschili" di "guerreschità"... roba presente in diverse misure in tutti, compreso nel gentil sesso. Beh a dire il vero di donne agguerrite, soprattutto di questo tempi... più degli uomini mi sa. Certo è che potrebbero presentarsi delle fastidiose diciamo cozzature con le caratteristiche femminili.

Un composto quindi Maria (la Donna per eccellenza) e Luisa riequilibra bene la cosa prendendo il meglio da entrambe. La Donna Guerriera... ma senza conflitti, ben fusa... Mar-i-sa... quella i in comune è il punto d'unione. Se vi piace vedetelo simbolicamente... la i che di suo collega alto e basso qui collega anche dx e sx (maschile e femminile).


Vanno dette due parole (solo due perchè il post è lunghissimo ma meriterebbe di più) sull'erba luigia o erba luisa (aloysia tryphilla), meglio nota come verbena odorosa. Non va confusa con la verbena officinale, anche se in realtà ha caratteristiche molto simili ma più mitigate, forse più equilibrate. E' un tonico (buono per guerrieri/e) e cura il nervosismo (aumenta la resistenza dei nervi... se vi dice qualcosa) ... ah si, sa tantissimo di limone.
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Predefinito Luciano/a

Su Luciano-Luciana non c'è moltissimo da dire. Il nome originale è quello maschile, il femminile è suo derivato.

Tra i latini, Lucianus era un secondo cognome, una specie di soprannome, che un singolo poteva portare all'interno di una famiglia (gens) per distinguere una particolarità.

Viene da Lux-lucis, che significa luce... quindi Luciano è "nato al mattino", nel senso di prime luci dell'alba, oppure "di giorno", durante la luce.
Un'altra interpretazione lo vuole "figlio di Lucius (Lucio)" che però viene sempre da luce, quindi il significato è solo interposto.

Va però preso in considerazione il senso spirituale del nome che da a quel "venuto alla luce" un valore di nato in senso spirituale... quindi ri-nato. Nato finalmente alla luce e non nelle tenebre, ove avviene per tutti la prima nascita.
E' quindi un nome connesso al grado di perfezionamento spirituale corrispondente e, come tale, va inteso come un augurio.

Però, essendo usato in origine come secondo cognome, qualcosa che designava il singolo a differenziarlo dalla sua collettività/famiglia va pensato come a qualcosa di acquisito piuttosto che come caratteristica ottenuta per "genetica", ovvero un "nato con la camicia" molto sviluppato. Senso che invece veicolerebbe come primo nome, ovvero come si usa adesso.

Quindi, per sviluppo/modifica del significato, questo "venuto alla luce" si riferisce più a qualcosa di tramandato e ottenuto in partenza... una specie di "nato nella/dalla luce".


Discorso analogo ovviamente per il nome Lucio, anche se merita comunque un discorso a parte in quanto il suo femminile Lucia va distinto per una serie di dettagli non secondari.

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Vecchio 26-02-2008, 17.47.18   #115
dafne
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grazie ancora Ray
aspetto un pochino per chiederti... Giona?
ops..m'è scivolato
Pensa che era il nome che volevo dare al mio primo bimbo...poi l'ho associato alla balena che se lo mangiava e..ho optato per uno dei nomi che ti ho già chiesto

Una cosa che ho notato è che tutti i nomi in sè hanno il seme per qualcosa di meraviglioso, per un'evoluzione piuttosto che una conquista o un raggiungimento, nessun nome è di per sè normale o banale. Poi stà al possessore farne un "buon uso"
bello bello grazie mille per questo sforzo che fai per noi Ray
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Vecchio 26-02-2008, 18.13.35   #116
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grazie ancora Ray
aspetto un pochino per chiederti... Giona?
ops..m'è scivolato
Pensa che era il nome che volevo dare al mio primo bimbo...poi l'ho associato alla balena che se lo mangiava e..ho optato per uno dei nomi che ti ho già chiesto

Una cosa che ho notato è che tutti i nomi in sè hanno il seme per qualcosa di meraviglioso, per un'evoluzione piuttosto che una conquista o un raggiungimento, nessun nome è di per sè normale o banale. Poi stà al possessore farne un "buon uso"
bello bello grazie mille per questo sforzo che fai per noi Ray
Per voi... per voi è una parola grossa . Mi diverto e imparo. Lo faccio soprattutto per me. Poi se a qualcuno torna utile ben venga.

Si Daf, i nomi hanno quasi tutti un significato "importante", soprattutto da un punti di vista spirituale, che era il punto di vista principale degli "antichi". Come dire che, più il nome è antico, più è probabile che sia "importante".
La motivazione è piuttosto semplice. La cosa importante era il perfezionamento spirituale e, una volta si sapeva meglio di adesso, il Nome influenza decisamente chi lo porta.

Addirittura l'atteggiamento verso il nome era diverso da ora. Ora siamo convinti di dare un nome, sia alle persone che alle cose. Un nostro atto. Più umilmente invece - e quindi più "connessi" all'origine delle cose - anticamente si cercava, magari per ispirazione, il nome delle cose e delle persone. Come se il bambino che nasceva si portasse dietro un proprio Nome, che poi era esplicativo di caratteristiche, ed era compito di chi lo "dava" tradurre queste caratteristiche in un suono confacente alle condizioni particolari del luogo e del tempo.

Questo vale per utti i nomi, anzi per tutte le parole. Come ho detto prima, vale tanto di più quanto di più si va indietro nel tempo. Ad esempio la maggior parte dei nomi di piante veicolano importanti "segreti".

I nomi non si danno, si scoprono.


Ricapitolando il da fare:
Enrico
Ester
Giona
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Vecchio 21-03-2008, 14.12.43   #117
Ray
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Enrico (femminile Enrica o Enrichetta), come nome italiano viene dal latino Heinricus che però è una latinizzazione dell'originario germanico Haimirich.

Haimirich, come molti nomi, è un composto. Viene da haimi, che vuol dire sia casa che patria a seconda dell'ambito a cui viene associata la parola (tedesco Heim,Heimat inglese Home) e rik o rikia che significa ricco, potente se usato come aggettivo e signore, padrone se usato come sostantivo (italiano ricco).

Quindi Enrico è ricco, potente in patria... signore in casa (sua).
Se in ambito sociale il significato rimanda ad uno status ed un ruolo di esercizion di potere, da un punto di vista spirituale indica un particolare grado di perfezionamento nel quale si è appunto "padroni in casa" dove la casa siamo noi stessi. Il pieno dominio di se quindi, che richiede la piena conoscenza sempre di se ed una struttura adeguata ad accogliere il "padrone" che dicenderà ad assumere il comando in luogo del maggiordomo, per dirla con Gurdy.

Da questo punto di vista, come quasi sempre, il nome è sia di augurio (per la realizzazione dello stesso nome) sia indica una predisposizione di struttura per così dire, una possibilità.

Tornando a questioni linguistiche è necessario dire che Haimirich non ha generato, nella nostra lingua, solo il nome Enrico. Per diverso sviluppo e diversi passaggi (Enrico è passato come ho detto da latino) il nome germanico ha prodotto in italiano anche Arrigo ed Amerigo che vanno considerati degli equivalenti di Enrico. Anticamente pare non venissero proprio distinti... ad esempio Dante, parlando dell'imperatore Enrico VII (ultimo imperatore tdesco medievale che cercò di restaurare il potere imperiale in Italia riportando la pace) lo chiama "l'alto Arrigo".
Pare infatti che in Toscana la prima traduzione latina di Haimirich fu Arrigus, a differenza di quanto accaduto in altre regioni.

Il nome è famoso e diffuso in varie parti d'Europa, basti pensare alle tragedie di Shakespeare (Enrico VIII e Enrico VI), in Francia salirono al trono vari con questo nome. Il più famoso è Enrico IV, noto per il suo "Parigi val bene una Messa" (abiurò e si dichiarò cattolico per convenienza) che tanto ha inseganto a molti politici odierni maestri nel voltar bandiera a seconda del vento.
In Italia il nome si diffuse tra il popolo forse in seguito all'enorme successo del libro Cuore di Edmondo De Amicis (il bambino modello protagonista si chiama Enrico) che è divenuto in brevissimo tempo il secondo libro più letto al mondo dai bambini. Per curiosità: il più letto in assoluto è italiano anch'esso. Si tratta delle Avventure di Pinocchio di Collodi.
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Vecchio 21-03-2008, 14.23.51   #118
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Grazie Ray

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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 21-03-2008, 14.32.20   #119
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Grazie Ray

Figurati, mi diverto. Anzi, se vuoi (e aspetti la coda) potrei fare una ricerchina sul nome Jezebele...
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Vecchio 22-03-2008, 19.13.34   #120
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Mi metto in coda, quando puoi, mi piacerebbe conoscere i significati di Federica/o e Diana.

Grazie
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Vecchio 14-04-2008, 23.06.25   #121
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Predefinito Giona

Il nome italiano piuttosto raro Giona riproduce il latino Jona(s), che a sua volta riproduce il greco Ionàs il quale viene dall'ebraico Yonah.

Il significato è chiaro (cosa non abituale per l'ebraico) perchè corrisponde al nome comune yonah che significa colombo/a.

Giona è quindi assimilabile alla colomba, ovvero ne assimila la caratteristiche. Mai come in un caso come questo è quindi necessario andare a scavare nel simbolismo della colomba.

Come è noto, nella tradizione cristiana la colomba è il simbolo dello Spirito Santo e lo personifica nelle raffigurazioni della Trinità. E' quindi anche lo Spirito di Dio che aleggia sulle acque primoridiali, cioè la sostanza indifferenziata da cui è tratto il cosmo.
Questo collegamento a doppia mandata con lo Spirito Santo ne fa il simbolo di purezza per eccellenza. Nel Vangelo inoltre è simbolo di semplicità, caratteristica assimilabile alla purezza con cui il cosmo è stato fatto (semplice come opposto di complesso, riferente alla Struttura).

L'episodio dell'arca di Noè che vede la colomba portatrice del ramo di ulivo è una particolare specificazione del suo ruolo di portatrice di vita (sulle acque) e la associa a pace e concordia.

Anche in Grecia era portatrice di presagi favorevoli (quindi di vita) come il rametto di ulivo e profetizzava dalla quercia della foresta di Dodona... quercia consacrata a Zeus sulla quale volavano le colombe sacre, simboli della Grande Madre... a suggerire la stessa antca ierogamia dello Spirito sulle Acque che ha prodotto il Cosmo.
Era anche sacra ad Afrodite e veniva data in dono agli amanti, pur essendo un simbolo di castità (d'altra parte lo Spirito Santo feconda l'immacolata concezione)... interessante come augurio.

Per capire meglio sta cosa si può tenere presente che tutti gli animali alati rappresentano la sublimazione degli istinti e la vittoria dello spirito su di essi... la colomba è l'emblema di ciò, rappresentando la purezza rappreseta anche la più perfetta di queste vittorie.

L'evoluzione di questi significati ha portato la colomba a simboleggiare l'anima, in particolare l'anima affrancata, pura, dell'Iniziato o del Santo. A questo proposito è interessante notare che in molti bassorilievi funebri la si vede abbeverarsi ad un vaso che rappresenta la memoria (da cui l'importanza di farsi una "copia" della memoria prima di finire in un monumento funebre).

Ci sono vari racconti relativi a Santi ai quali al momento della morte esce una colomba di bocca... a rappresentare la nascita dell'anima alla morte del corpo. Anche in alcune raffigurazioni alchemiche si vede accadere questo all'iniziato, in particolare nelle rappresentazioni della putrefazione, la fine del regime al nero (morte iniziatica)... il colore della colomba richiama la fase successiva.
La colomba inizia a volare le sue ali simboleggiano la partecipazione alla natura divina e quindi sono rapportabili alla Grazia dello Spirito Santo.

Facendo un frullato di tutto ciò il nome Giona indica l'augurio al Risveglio/Rinascita, alla nascita dell'Anima, alla Purezza... insomma al grado di perfezionamento spirituale che simboleggia. Indica anche in qualche modo una predisposizione, con conseguente "consiglio", sulla via da seguire... non v'è dubbio che sarà della mano destra.

Per la curiosità di Dafne la faccenda della Balena collega la colomba a quanto dicevo sia a proposito delle Acque sia a proposito del dominio degli istinti... l'anima è dapprima catturata, inghiottita dalla balena, l'uscita di Giona rappresenta la seconda nascita, quella alla vera Vita.
Il simbolismo della balena è molto interessante da approfondire ma qui non c'entra... era solo per dire che non si limita al ruolo che ha nella storia di Giona.


Ricapitolo il da farsi (scusate per i tempi, spero di essere più svelto d'ora in poi):
Ester (che sono in dirittura am ci vuole ancora un po')
Federica
Diana
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Vecchio 28-04-2008, 23.36.42   #122
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Predefinito Federico/a

Altro nome di origine germanica... la forma italiana viene da quella latina Fredericus (ha perso la "r" a differenza del francese Frederic e del tedesco Friedrich) che a sua volta deriva dalla forma germanica originaria Frithurik.

Come moltissimi nomi è un composto: frithu, fridu significava in orgine "protezione, sicurezza" ma anche "possesso" (difeso e recintato) e come significato secondario (quindi acquisito) "pace".
L'altro pezzo, richi, significava "signore, potente (nel senso di padrone), ricco".

Ma attenzione a mettere assieme i pezzi in modo frettoloso, si rischiano traduzioni improbabili come "potente nell'assicurare la pace", come ho trovato in giro. Semmai con la pace, per mezzo della pace, ma mi convince poco.

Sono più propenso a qualcosa come "colui che domina il suo possesso (recintato)" e quindi, semmai, produce e mantiene la pace all'interno dello stesso.

Portando questa traduzione nel micro (dove sta il nome) e rapportandola al nostro modo di vedere le cose (che non esclude in nessun modo gli altri), "colui che domina il suo possesso" è la descrizione di un particolare e specifico grado di perfezionamento spirituale... l'Uomo, come abbiamo visto per molti altri nomi.
E' però interessante quel particolare del recintato... in effetti, se ci si pensa e si fanno le debite trasposizioni, l'uomo comune che non ha il dominio di se non ha neanche dei limiti ben precisi, dei "recinti", dei contenitori stabili, ma scambia continuamente con l'esterno anche la "materia" stessa che lo compone a certi livelli.
Colui che domina invece, lo fa anche grazie al "recinto" all'interno del quale ha delimitato il suo "possesso" ed ha il controllo su ciò che è dentro, su ciò che esce e su ciò che entra. Determina gli scambi in base a ciò che è, invece di essere determinato dagli scambi.

Come sempre in questi casi, il nome è un augurio.

A titolo di curiosità aggiungo che il nome ha preso piede in Italia probabilmente grazie all'enorme fama che si era conquistato il Federico più noto... l'imperatore chiamato il Barbarossa che, disceso dalla germania, tentò invano di restaurare l'impero. La sua fama, in particolare presso i tedeschi, era tale che, nonostante sia morto annegato durante una crociata, si diffuse la credenza per la quale egli era in realtà immerso in un profondo e magico sonno nel cuore della montagna del Kyffahufer della Turingia. Alla fine dei tempi riemergerà da queste profondità per una mistica restaurazione dell'Impero.
Molto noto in Italia anche suo nipote, Federico II, Imperatore del Regno di Sicilia e di Puglia. Un simpatizzande dei nostri interessi a quanto pare, dato che raccolse alla sua corte, oltre a moltissimi poeti, anche astrologhi, mistici e alchimisti. Fu alla sua corte che nacque la poesia "volgare" ed egli ne fu uno degli autori.

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Vecchio 29-04-2008, 17.59.22   #123
RedWitch
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Portando questa traduzione nel micro (dove sta il nome) e rapportandola al nostro modo di vedere le cose (che non esclude in nessun modo gli altri), "colui che domina il suo possesso" è la descrizione di un particolare e specifico grado di perfezionamento spirituale... l'Uomo, come abbiamo visto per molti altri nomi.
E' però interessante quel particolare del recintato... in effetti, se ci si pensa e si fanno le debite trasposizioni, l'uomo comune che non ha il dominio di se non ha neanche dei limiti ben precisi, dei "recinti", dei contenitori stabili, ma scambia continuamente con l'esterno anche la "materia" stessa che lo compone a certi livelli.
Colui che domina invece, lo fa anche grazie al "recinto" all'interno del quale ha delimitato il suo "possesso" ed ha il controllo su ciò che è dentro, su ciò che esce e su ciò che entra. Determina gli scambi in base a ciò che è, invece di essere determinato dagli scambi.

Come sempre in questi casi, il nome è un augurio.
Grazie Ray, mi sembra veramente un bell'augurio il significato di questo nome

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Vecchio 26-05-2008, 00.12.08   #124
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Predefinito Diana

Nome esclusivamente femminile, anzi come vedremo dal significato, è forse il nome femminile per eccellenza.

Per i latini Diana era il nome della dea della caccia, nonchè la divinizzazione della Luna. Il culto della dea era diffusissimo in tutto il territorio latino, infatti in molte lingue neolatine "Diana" ha dato origine a delle parole, come il rumeno zana (fata) o l'albanese zane (ninfa o fata montana)... (non me ne vogliano i puristi, non dispongo qui dei caratteri neessari a scrivere le parole albanesi e rumene correttamente).

Varrone sostiene che la forma originale del nome era Diviana. La cosa non pare certa, ma pare invece certo che, oltre alla connessione della dea al culto della Luna, si possa trovare nella parola la stessa radice di dius, che vuol dire divino e luminoso. La connessione passa da un'antica forma italica... divia... che era un epiteto della divinità lunare. Da qui l'etrusco Tiv (Diana), affine a tivr (Luna e mese).
La parola dius (divino, luminoso, celeste) è di origine indoeuropea ed è connessa al sanscrito divyah (celeste) e al greco dios (divino).

Insomma Diana è La Dea... con l'accento sia su dea che su "la", ossia sul femminile. Chiaramente possiamo anche tradurer "la luminosa" o "la celeste"... ma per capire meglio dobbiamo andare a vedere chi era questa dea.

La dea italica Diana, divinizzazione della Luna e dea dei boschi, vergine protettrice della gestazioni, per queste caratteristiche, dal V secolo in poi fu assimilata alla greca Artemide.
Artemide era figlia di Zeus e sorella gemella di Apollo, il Sole. Quindi il sole e la luna... yang e yin... già qui è postao come principio femminile.
Rappresenta la donna selvaggia e indomabile, cacciatrice accompaganata da una muta di cani (istinti dominati e usati) uccide cervi e cerbiatti (chi si è lasciato dominare dalle passioni) a meno che non siano ancora puri, nel qual caso li protegge come sacri (energia sessuale ancora intatta)... è infatti dea vergine e protettrice della verginità.

Da un certo punto di vista è l'opposto di Afrodite, o meglio l'altra faccia rispetto ad Afrodite di una Donna completa... analiticamente il conflitto tra Afrodite e Diana è quel conflitto esistente in tutte le donne tra due aspetti opposti che però vanno conciliati.

Senza approfondire ulteriorimente gli aspetti mitologici (magari in altro tread specifico) questi pochi dati ci bastano per identificare in Diana il "punto di arrivo" di una Via femminile della mano destra.

Il nome è un augurio ad arrivare a far splendere la propria anima di quella luminosità e quel colore della luna più bella...
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Vecchio 01-07-2008, 23.31.40   #125
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Predefinito Ester

Oggi è il primo Luglio, onomastico per tutte coloro che si chiamano Ester. La chiesa festeggia proprio colei dalla quale il nome deriva, ossia il personaggio biblico che da addirittura il nome ad un libro dell'Antico Testamento: il libro di Ester (appunto). Quale miglior giorno quindi per chiacchierare di questo nome... soprattutto dopo che ho fatto aspettare così tanto (il motivo è che mi sono perso a cercare delle cose che non ho trovato, sigh, ma ve lo spiego alla fine).


La protagonista del libro, donna ebraica "di belle forme e aspetto avvenente" è scelta dal re babilonese Assuero come sua favorita. Era rimasta orfana ed era stata allevata da suo cugino Mardocheo. Quando Aman, ministro di Assuero, ottiene dal re il permesso di perseguitare gli ebrei, Mardocheo la prega di intercedere presso di lui. Lei osa e, contro tute le usanze e regole dell'epoca, invita il re ad un banchetto e lo illumina sulla crudeltà del suo ministro, ottenendo così la libertà per il suo popolo.

I commentatori ebrei hanno sempre considerato il nome Ester di origine persiana, ossia l'hanno assimilato a (i)stareh... che vuol dire stella.
Pare quindi derivare da un'antica parola indoeuropea *ster- che vive in parecchie lingue: antico persiano star-, greco aster-astron (da cui il latino astrum e l'italiano astro), tedesco Stern, inglese star e il latino stella (che però presuppone una forma ster-la, da cui l'italiano stella).
In Persia il nome Stareh o Sitareh, corrispondente al nome comune (i)stareh era piuttosto diffuso (si chiamava così anche la madre di Avicenna).
Tuttavia alcuni sostengono che l'avvicinamento della parola persiana stella al nome Ester sia stato effettuato molto più tardi della redazione del libro... libro che però è considerato da molti un documento storico e uno dei motivi di ciò è che riporta gli annali dei Medi e dei Persiani... quindi ritengo che, anche se l'accostamento esplicito è stato verbalizzato in seguito, è da tenersi in seria considerazione.

C'è un'altra strada: appare piuttosto evidente l'associazione tra Ester e Mardocheo e... Ishtar e Marduk ... le divinità assiro-babilonesi.
Ishtar è una divinità estremamente complessa... anche se venne associata a Venere come dea dell'amore e della sensualità, ciò avvenne molto tardi nella storia del suo culto. In origine era la Dea per eccellenza, il principio femminile, e racchiudeva in se tutti gli aspetti delle divinità femminili. Era quindi dea della natura, ma anche dea guerriera (veniva raffigurata con arco e faretra ritta tra due leoni) e quindi dea dalle attitudini anche infere... insomma la Dea massima.

Le varie tradizioni associano la divinità alle stelle... non solo i signoli dei ai singoli astri... questa corrispondenza è più profonda e si estrinseca nel grado, nella posizione che questi esseri hanno nel cosmo. Una divinità è un essere sviluppatro fino al grado di astro (si può vedere anche all'opposto ovviamente), ovvero sono esseri che per le loro caratteristiche, per la loro struttura, producono "luce" (energia) dal loro stesso "corpo" (grazie alla combinazione di gravità e impulso... potremmo dire un equilibrio tra trattenere e spingere in un sistema ad altissima energia) e la emettono in tutte le direzioni indistintamente. Questa caratteristica, assimilabile all'amore incondizonato verso chiunque (tutti uguali agli occhi di) è specificatamente divina.
Andrebbe notato che la Ester biblica "illumina" la mente del suo re, fecendogli vedere la "verità" grazia al suo osare splendere, salvando chi si rivolge a lei.

Concludendo... è vero che Ester vuol dire Stella... ma Stella vuol dire Dea. Il nome è quindi sia un augurio a raggiungere questo grado di perfezionamento, sia indica l'analogia micro-macro tra la persona e l'astro, a specificarne l'Origine del suo nucleo più profondo.


Ciò che mi ha fatto esitare a lungo è stata una certa intuizione da me rincorsa che mi ha fatto cercare una certa connessione della quale sono tuttora insospettito ma di cui non ho potuto trovare connessioni certe. Si tratta della connessione con l'Egitto, come avviene per molti nomi ebraici (vedi Maria) che mi faceva assimilare "a naso" Ester (Ishtar) a Iside... pazienza.


Ultima modifica di Ray : 02-07-2008 alle ore 00.23.48.
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