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Vecchio 15-02-2010, 14.35.16   #1
Uno
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Predefinito Outing è così una buona cosa?

Prendo spunto dall'ultima uscita di Cecchi Paone per affrontare un argomento che non vuole essere limitato al discorso gay.
Ieri, per chi non avesse seguito (io ho sentito qualche minuto), Cecchi Paone ha raccontato quando ha scoperto di essere bisessuale, di come un rapporto di amicizia si è trasformato in altro etc...
Fin qui nulla di strano anche se non darei un particolare connotato altruistico alla cosa, quello che Paone sembrava voler far intendere. Mi è sembrato piuttosto qualcosa di simile a quando qualcuno ti fa vedere le foto della comunione della figlia, le foto del matrimonio etc... cioè la voglia di condividere una esperienza che ancora non si è ben metabolizzata.
Quello che francamente ho trovato di cattivo gusto è nominare due persone, sempre nel mondo dello spettacolo, come possibili gay ed invitarli ad "uscire" allo scoperto.
Lo stesso Paone parlando di una delle sue ultime storie ha mostrato una foto mascherata (e meno male dico io) di questa persona, perchè questa non ha ancora potuto o voluto dichiararsi gay nel suo ambiente familiare.
Perchè per il suo ex fidanzato vale la possibilità di non voler o poter dire i suoi gusti sessuali ed invece i due personaggi pubblici devono per forza dare una spiegazione? Avendone fatti i nomi in un certo senso li costringerà, anche se ho l'impressione che lo manderanno a.... in dignitoso silenzio .

Stiamo parlando di gay, ma se parlassimo di eterosessuali il discorso sarebbe uguale. Non mi renderebbe particolarmente felice ed interessato che qualcuno in tv racconti la sua prima intimità con il/la partner.
Questo tanto per introdurre il discorso.... ma che cosa è questo outing e che connotati psicologici ha?
La parola significa letteralmente uscire, andare verso l'esterno.
Perchè farlo esplicitamente? Implicitamente lo facciamo vivendo tutti i giorni. Se adolescente, porto a casa una ragazza che dichiaro più o meno come mia findazata, mostro la mia inclinazione sessuale anche senza dire nulla. Se vado tutti i giorni a messa chi mi vede conoscerà la mia inclinazione religiosa anche senza che io dica nulla.
Se ho bisogno di una dichiarazione pubblica (non sto parlando di una cosa spontanea, naturale, fin "casuale") in un certo senso vado in cerca di un confronto, desidero che qualcuno mi approvi o mi contesti. In entrambi i casi potrò confermare la mia scelta, scelta di cui non sono sicuro.

Lo so che messa così sinteticamente sembra rigida come posizione, ma proviamo ad approfondire...
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Vecchio 15-02-2010, 15.31.52   #2
Era
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Quello che francamente ho trovato di cattivo gusto è nominare due persone, sempre nel mondo dello spettacolo, come possibili gay ed invitarli ad "uscire" allo scoperto.


La parola significa letteralmente uscire, andare verso l'esterno.
Perchè farlo esplicitamente? ...
Uscire allo scoperto è una scelta..in qualsiasi settore ci si trovi..almeno secondo me..
Nel caso specifico il pavone (scritto di proposito) pavoneggia..infatti nel mondo dello spettacolo più fai cretinate più parlano di te..vai a dirglielo quanto nel mondo 'nornale' sia difficile abbattere certi schemi o tabù..

Perchè uscire allo scoperto?
Ebbeh se chi mantiene un proprio segreto si sente con le spalle al muro proprio dalla situazione del silenzio/riservatezza..e da questo silenzio si sente minacciato..per salvare il salvabile lo farà esplicitamente..o forse forzatamente ma lo farà..

si capisce? se no metto giu uno dei miei esempi incomprensibili
__________________
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e la saggezza
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Vecchio 15-02-2010, 18.03.38   #3
Uno
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Uscire allo scoperto è una scelta..in qualsiasi settore ci si trovi..almeno secondo me..
Nel caso specifico il pavone (scritto di proposito) pavoneggia..infatti nel mondo dello spettacolo più fai cretinate più parlano di te..vai a dirglielo quanto nel mondo 'nornale' sia difficile abbattere certi schemi o tabù..

lo ha anche detto che lavora di più da quando è uscito la prima volta... e questo dovrebbe farci pensare mica poco.
In certi ambienti potrebbe essere un motivo per la domanda sotto, del resto Renato Zero, Amanda Lear ed altri ci hanno costruito una carriera all'inizio. Anche altri oggi non so se non avessero dichiarato la propria sessualità se avrebbero sfondato in certi campi, politica compresa.
Ma questo vale non solo per la sessualità. Una tessera di un certo partito, maniglie in una certa religione, o l'appartenenza a qualche particolare gruppo etc.. danno delle spinte immotivate ragionando in termini meritocratici.
Però il bisogno di outing non è determinato da questo, qualcuno scopre dopo di aver anche tale vantaggi (in certi ambienti però, non in ambienti normali... anche se ultimamente..) ma non è quella la molla, infatti chi parte costruendo una carriera, cioè con predeterminazione, su queste basi rimane nell'ambiguità, non si dichiara mai completamente
Quote:


Perchè uscire allo scoperto?
Ebbeh se chi mantiene un proprio segreto si sente con le spalle al muro proprio dalla situazione del silenzio/riservatezza..e da questo silenzio si sente minacciato..per salvare il salvabile lo farà esplicitamente..o forse forzatamente ma lo farà..

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Io propenderei per l'esempio
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Vecchio 15-02-2010, 18.19.48   #4
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Prendo spunto dall'ultima uscita di Cecchi Paone per affrontare un argomento che non vuole essere limitato al discorso gay.
Ieri, per chi non avesse seguito (io ho sentito qualche minuto), Cecchi Paone ha raccontato quando ha scoperto di essere bisessuale, di come un rapporto di amicizia si è trasformato in altro etc...
Fin qui nulla di strano anche se non darei un particolare connotato altruistico alla cosa, quello che Paone sembrava voler far intendere. Mi è sembrato piuttosto qualcosa di simile a quando qualcuno ti fa vedere le foto della comunione della figlia, le foto del matrimonio etc... cioè la voglia di condividere una esperienza che ancora non si è ben metabolizzata.
Quello che francamente ho trovato di cattivo gusto è nominare due persone, sempre nel mondo dello spettacolo, come possibili gay ed invitarli ad "uscire" allo scoperto.
Lo stesso Paone parlando di una delle sue ultime storie ha mostrato una foto mascherata (e meno male dico io) di questa persona, perchè questa non ha ancora potuto o voluto dichiararsi gay nel suo ambiente familiare.
Perchè per il suo ex fidanzato vale la possibilità di non voler o poter dire i suoi gusti sessuali ed invece i due personaggi pubblici devono per forza dare una spiegazione? Avendone fatti i nomi in un certo senso li costringerà, anche se ho l'impressione che lo manderanno a.... in dignitoso silenzio .

Stiamo parlando di gay, ma se parlassimo di eterosessuali il discorso sarebbe uguale. Non mi renderebbe particolarmente felice ed interessato che qualcuno in tv racconti la sua prima intimità con il/la partner.
Questo tanto per introdurre il discorso.... ma che cosa è questo outing e che connotati psicologici ha?
La parola significa letteralmente uscire, andare verso l'esterno.
Perchè farlo esplicitamente? Implicitamente lo facciamo vivendo tutti i giorni. Se adolescente, porto a casa una ragazza che dichiaro più o meno come mia findazata, mostro la mia inclinazione sessuale anche senza dire nulla. Se vado tutti i giorni a messa chi mi vede conoscerà la mia inclinazione religiosa anche senza che io dica nulla.
Se ho bisogno di una dichiarazione pubblica (non sto parlando di una cosa spontanea, naturale, fin "casuale") in un certo senso vado in cerca di un confronto, desidero che qualcuno mi approvi o mi contesti. In entrambi i casi potrò confermare la mia scelta, scelta di cui non sono sicuro.

Lo so che messa così sinteticamente sembra rigida come posizione, ma proviamo ad approfondire...
A me pare che l'outing di Paone sia la versione ''commerciale '' dell'affrontare l'OMBRA la propria ombra .
Dico commerciale perche' probabilmente il primo scopo di questi personaggi e' attirare l'attenzione per fini di carriera poi magari fanno l'uno e l'altro furbescamente .

Pero' puo' introdurci a parlare di questo argomento cioe' dell'ombra e di come si affronta ed e' interessante chiedersi se l'outing cioe' il confessare ad altri le proprie debolezze e' un modo di integrare l'ombra .
Del resto anche qui in forum lo si fa e credo che questo sia lo scopo piu' o meno cosciente di chi lo fa .
In effetti solo l'outing rende vivo il discorrere che altrimenti sarebbe come leggere un trattato di psicologia .
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Vecchio 15-02-2010, 22.32.45   #5
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Vecchio 16-02-2010, 00.38.28   #6
Ray
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Il discorso dell'ombra che fa Nike è interessante. Comunque io propendo anche per una ricerca, più o meno consapevole, di stabilizzazione. Che si riceva approvazione o disapprovazione, solitamente si ricevono entrambe, si trova comunque conferma dal feedback esterno.
Ossia, io dichiarandomi in un tal modo, grazie alle reazioni dell'esterno che sono basate proprio su quel tal modo, ricevo solidità nell'essere in quel modo.
Insomma dichiarare di essere ics è un modo per diventarcelo quando ancora potrei non esserlo.
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Vecchio 16-02-2010, 16.06.18   #7
RedWitch
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...................
Stiamo parlando di gay, ma se parlassimo di eterosessuali il discorso sarebbe uguale. Non mi renderebbe particolarmente felice ed interessato che qualcuno in tv racconti la sua prima intimità con il/la partner.
Questo tanto per introdurre il discorso.... ma che cosa è questo outing e che connotati psicologici ha?
La parola significa letteralmente uscire, andare verso l'esterno.
Perchè farlo esplicitamente? Implicitamente lo facciamo vivendo tutti i giorni. Se adolescente, porto a casa una ragazza che dichiaro più o meno come mia findazata, mostro la mia inclinazione sessuale anche senza dire nulla. Se vado tutti i giorni a messa chi mi vede conoscerà la mia inclinazione religiosa anche senza che io dica nulla.
Se ho bisogno di una dichiarazione pubblica (non sto parlando di una cosa spontanea, naturale, fin "casuale") in un certo senso vado in cerca di un confronto, desidero che qualcuno mi approvi o mi contesti. In entrambi i casi potrò confermare la mia scelta, scelta di cui non sono sicuro.

Lo so che messa così sinteticamente sembra rigida come posizione, ma proviamo ad approfondire...
In genere pero' si fa outing quando si è o ci si comporta in un modo non convenzionale, non riconosciuto completamente dalla società.. se prendiamo il discorso gay/etero, torniamo al discorso che facevamo un po' di tempo fa... chi fa outing si sente in qualche modo diverso da quelli che sono i normali canoni (o quelli che ritiene tali secondo il suo metro), dunque cerca un'approvazione o disapprovazione esterna... se faccio outing su qualcosa il problema quindi non è la società che non accetta la diversità ma è mio che non ho ancora ben chiara la mia scelta e quindi ho bisogno di renderla manifesta.

Questo rapportabile a tantissime cose al di là del gay/etero, su di me al volo potrei dire con la dieta e le sigarette, se sono in giro a pranzo o a cena anche se nessuno mi chiede niente sento il bisogno di dire che sono a dieta quasi a giustificarmi di quello che prendo da mangiare (e agli altri non frega niente ) , oppure se qualcuno solo nomina le sigarette mi vien da raccontargli come quando e perchè ho smesso, quando basterebbe dire "no grazie" ...

La cosa ha dei risvolti psicologici notevoli, perchè vista dall'altra parte potrebbe essere un'ottima spia per capire che qualcosa non è stata ancora ben metabolizzata e che quindi non si riesce a trattenere all'interno, ma si deve per forza portare fuori e rendere partecipi tutti quelli che capitano a tiro... nel caso della tv poi è amplificata.. ma che effetto fa fare outing? prendere "forza" dall'esterno per confermare una propria scelta serve davvero?
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Vecchio 16-02-2010, 23.16.10   #8
gibbi
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Ho avuta vicina una persona alcolizzata che ha trascorso la vita a negare con sè stessa e con gli altri il problema e che, presa la decisione di disintossicarsi ( dopo un lungo processo di interiorizzazione ) , ha avuto un incontrollato bisogno di esternare , di uscire allo scoperto e parlare del suo problema con tutti quelli che conosceva ( e con non poco imbarazzo per molti di questi) .Un bisogno di colmare anni di silenzio e per come l'ho percepita all'epoca , necessità di coinvolgere gli altri per ricevere la loro approvazione per quanto stava facendo, la loro solidarietà era ossigeno puro per questa persona , una fonte esterna di energia che letteralmente si beveva ( espressione davvero impropria per un ex alcolizzato , ma rende bene) . In questo caso l'outing è stato decisamente una buona cosa.

Nell'azione del personaggio famoso che rivela pubblicamente ,da un lettino virtuale , il proprio orientamento ( non esclusivamente sessuale ), vedo più un'utilizzazione della loro particolare posizione per influenzare l'opinione pubblica . Permettono che si parli in pubblico di argomenti tabù , è un aprire il sipario su certi argomenti e così ho sempre visto la confessione di Cecchi Paone ( oltre ad una oculata gestione della propria immagine pubblicitaria)



P.S. ho scritto direttamente in "verdana 2" , mah !

Ultima modifica di gibbi : 16-02-2010 alle ore 23.22.12.
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Vecchio 16-02-2010, 23.55.32   #9
logos
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A volte penso che paradossalmente chi non è sereno con se stesso, avverta l'impellente necessità di fare outing. Nel caso di Cecchi Paone c'è una sorta di ostentazione della propria bisessualità, omosessualità, che francamente a naso, per quanto mi riguarda, stride un po' con quella che dovrebbe essere la serenità consapevole di un uomo che si accetta per ciò che è.

Positivo secondo me è "uscir fuori" per condividere, altro sono i teatrini, altro è fare delle proprie inclinazioni sessuali una bandiera da appiccicarsi in testa. Cioè, in realtà, quello che penso realmente è che dire sono omosessuale, sono bisessuale, sono etero, etc... siano espressioni che non aggiungono niente, che non definiscono poi molto.

A volte fare outing è il tentativo di chi cerca approvazione, ma accettare se stessi è un percorso che non passa a parere mio attraverso gli occhi degli altri, ma attraverso il proprio sguardo interno.
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Vecchio 17-02-2010, 01.26.55   #10
Grey Owl
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Condivido in pieno tutto quello detto da logos. Ci si confessa in pubblico nella speranza di essere assolti (oppure no). Lo scopo è comunque quello di essere legittimati e se così non fosse si combatte una guerra fuori da se stessi per non farla dentro se stessi. Contro i mulini a vento, contro un nemico esterno e visibile perchè fa meno paura di un nemico invisibile, interiore.

Trovo positivo "uscir fuori" per condividere se stessi con gli altri ma solo dopo che ci si è accettati.

Grazie logos per aver scritto questa bellissima frase che mi ha molto colpito e che sento vera, accettare se stessi è un percorso che passa attraverso il proprio sguardo interiore.
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Vecchio 06-04-2010, 11.24.01   #11
'ayn soph
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E' successo anche stamattina, sentendo al volo la TV con l'immancabile paone ho saputo che anche martin si è rivelato: “È stato un processo molto intenso, angosciante e doloroso ma liberatorio” scrive il cantate. Nel 2008 è diventato papà di due gemelli, Valentino e Matteo, nati con un “utero in affitto“. Nel 2009 ha dichiarato di essere bisessuale. Adesso, come conclude nel suo comunicato “accetto la mia omosessualità come un dono che mi dà la vita. Mi sento benedetto per essere chi sono!”.

L'ho voluto riportare tutto per vedere a 360 gradi, dico è possibile fare questo? O esserne convinti? Poi mi sorge un dubbio che dovrebbe far parte più di esoterismo ma questa cosa "mi puzza" sia dal lato dello spettacolo per fare pubblicità ma soprattutto dal alto umano, ma andrei fuori tema.
Quello che voglio dire è: ma al prossimo cosa interessa quello che fa il singolo?
e poi l'essere omosessuale avrebbe una corsia preferenziale, visto quello che si rilascia?
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Vecchio 06-04-2010, 15.20.35   #12
stefano
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secondo me no.
non è una buona cosa.
mostra il fatto che ciò che si dice di manifestare non è quello che siamo (perlomeno non ancora)
è una sorta di provocazione inconscia che normalmente poi non siamo in grado di sopportare e quindi si tenderà a tentare di zittire chi ci da contro e a tendere a esaltare chi darà ragione.
allargato poi al fatto che perchè io faccio outing, tirò fuori qualche nome quasi quasi per costringerlo a farlo, è un modo come un altro che ha l'ego per mettere sul piedistallo se stesso.
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Vecchio 06-04-2010, 17.46.54   #13
William
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per me ci "marciano", molto probabilmente la situazione professionale si era livellata quale momento migliore di questo
per tirare fuori il rinforzino "the show must go on".
William non è connesso  
Vecchio 06-04-2010, 18.34.07   #14
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in effetti condivido l'idea di entrambi e forse ci sono anche altri sviluppi che ci sfuggono....
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Vecchio 06-04-2010, 21.21.44   #15
Uno
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Diversi sociologi Usa (non ricordo se l'ho già scritto, in quel caso scusatemi, l'età avanza -scherzo- e oggi è stata una giornata piuttosto pesante sul lavoro) dicono che da loro è già diventata una moda dichiararsi gay ed assumere atteggiamenti da gay in molti college ed università. Poi spesso alle dichiarazioni ed agli atteggiamenti non seguono reali tendenze e pratiche sessuali.
Qualcuno sostiene che il fenomeno si sta spostando e/o sta iniziando anche in Europa.

Non ho in mano dati comprovati per dire se siano studi coerenti con la realtà o tesi fantasiose, da quello che vedo in giro non mi sembrano poi così strampalati.

D'altro canto prendendoli per buoni bisognerebbe ammettere anche la possibilità che ci sia sempre stata una percentuale alta di omosessuali, ma che per diversi motivi rimaneva nascosta. Potrebbe essere....

Viceversa bisognerebbe credere che sia veramente una moda e come tutte le mode è irrazionale per la massa che vi aderisce ma ben studiata da chi la crea.
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Vecchio 06-04-2010, 21.26.43   #16
'ayn soph
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Viceversa bisognerebbe credere che sia veramente una moda e come tutte le mode è irrazionale per la massa che vi aderisce ma ben studiata da chi la crea.
Si, questa mi sembra plausibile, una moda.
Dove sarebbero o saremmo catapultati da questa moda?
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Vecchio 07-04-2010, 14.49.25   #17
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Stiamo parlando di gay, ma se parlassimo di eterosessuali il discorso sarebbe uguale. Non mi renderebbe particolarmente felice ed interessato che qualcuno in tv racconti la sua prima intimità con il/la partner.
Questo tanto per introdurre il discorso.... ma che cosa è questo outing e che connotati psicologici ha?
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Lo so che messa così sinteticamente sembra rigida come posizione, ma proviamo ad approfondire...
Fare outing è cosa buona? dipende.
Credo che conti molto l'intenzione,come in tutto anche qui..

Ora non so perchè il Cecchi abbia voluto confessarsi pubblicamente,ma penso che se non avesse avuto dubbi,o meglio,avesse trovato in se tutte le risposte, probabilmente avrebbe semplicemente vissuto le esperienze,anzicchè parlare ed a volte straparlare.

Quali connotazioni psicologiche ci vedo? haimè,incoscienza per ovvi motivi,paura di affrontare il giudizio altrui;bisogno di controllare le situazioni;molta importanza data alla propria immagine ed anche la ricerca di sicurezza.

Per adesso questo.
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Vecchio 02-06-2011, 21.52.01   #18
Astral
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L'outing o forse è meglio dire coming out (trovate molte fonte sul web con questa parola) è un processo che può essere utile alla persona omosessuale, sopratutto se adolescente di accettare/riconoscere la propria omosessualità. Non è ostentare o dichiarare qualcosa in modo diverso, o esibirsi, ma prenderne consapevolezza, perchè in una società dove ci sono certi modelli, non se ne può fare a meno, oppure si deve fingere.

Non è tanto quanto con chi si va a letto, quanto al fatto che nel caso di un ragazzo per esempio potrebbe essere il fatto che non potrà parlare di donne con gli amici, oppure non seguirà certi schemi, sopratutto se si tratta di realtà provinciali.
Tenersi tutto dentro quindi è solo deleterio, e quindi c'è la necessita di dichiararlo e farlo capire anche a chi succede intorno.
Tuttavia con l'omofobia presente in Italia e ripercussioni che si potrebbero avere nel lavoro ed in altri contesti, molto spesso questo non avviene. Altre volte non avviene perchè le persone non capiscono ed associano a luoghi comune Gay/borsetta, o lesbica/tuta da camionista.

Però... in televisione spesso è una mossa pubblicitaria: lo si deve nascondere all'inizio, sopratutto se l'omosessualità è maschile, per non perdere il target delle ragazzine e delle ragazze, una volta poi avuto successo, lo si dice per acquisire un nuovo target.
E' il caso per esempio di George Micheal e Ricky Martin.

Assumere atteggiamenti da gay, invece è una falsa mentale: l'orientamento sessuale non ha atteggiamenti, perchè quello che cambia non è l'identità sessuale (transessualismo) ma l'oggetto del desiderio.
Una ragazza gay, sarà cosi perchè si sarà innamorata di una ragazza, non di certo di qualcuna che emula atteggiamenti maschili.
Il dare invece una etichetta ed una connotazione serve per ghettizare, e stereotipare la cosa. Fa più odience (sia negativa che positiva) platinette o qualcuno vestito di rosa, che una coppia di uomini che si vogliono sposare, ma che esternamente tutti credono due amici.
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