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Vecchio 02-12-2010, 19.17.34   #1
RedWitch
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Predefinito Cibi e rituali : periodo natalizio

Le tradizioni alimentari , fanno parte delle celebrazioni solstiziali, e di quel percorso introdotto da Sole nell'altro thread (il percorso di Natale).
Cosi, come per la luce che cala per poi aumentare, così è previsto un periodo di astinenza da certi cibi, e digiuni e a seguire un periodo di esuberanza ed abbondanza, di ricerca di cibi elaborati (vedi cenoni, e pranzi luculliani) e l' introspezione e solitudine, lasciano il posto ad una convivialità, anche eccessiva.

Sempre connesso a quanto diceva Sole il periodo che va tra l'inizio di novembre e i primi di gennaio morte e rinascita si congiungono, il regno dei vivi e quello dei morti si confondono, e secondo alcune credenze , alcuni cibi sono associabili ai defunti, ed altri ai vivi, e da questo derivano le usanze di lasciare cibo per i defunti e lo scambio conviviale, ovvero i festeggiamenti collettivi.

Ritroviamo l'usanza di lasciare cibo per i defunti in molti luoghi, ad esempio si lascia la crusca (nota anche come la farina del diavolo) per l'asino di Santa Lucia, sul libro che sto leggendo c'è un'interessante analogia: la crusca considerata come l'ombra della farina (la crusca per i defunti, la farina per i vivi..).

Altre usanze simili si possono trovare nella tradizione napoletana dove si "apparecchia per il morto" , ovvero per i familiari morti durante l'anno che sta per terminare, e ancora nella tradizione irlandese, dove la tavola natalizia si lascia apparecchiata a fine pranzo per permettere ai morti di cibarsi, e altre ancora.

Allo stesso modo cibi dedicati ai morti vengono nel periodo delle festività introdotti nell'alimentazione dei vivi: ogni genere di seme e la frutta secca: nocciole, mandorle, noci, pinoli etc. e ancora: le fave, le lenticchie, la melagrana, tutti cibi connessi con la fertilità, l'abbondanza, il rinnovamento e la rinascita.

La cosa che mi affascina, è vedere come cercando appena un po' si possano trovare collegamenti ad altri ambiti che apparentemente c'entrano poco, a quanto tutto sia connesso...

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Vecchio 02-12-2010, 20.36.08   #2
griselda
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Predefinito La leggenda del panettone

Si narra che il panettone milanese nasca da una antica tradizione.

Il padrone di casa era solito preparare per il Natale un grosso pane con il quale avrebbero cenato tutti i famigliari. Questo pane era molto grosso e gli veniva incisa sopra, prima di infornarlo, un grossa croce che il padrone di casa faceva in segno di Benedizione.

Poi si passava al rito del ciocco.
Prendeva un grosso ciocco di legno e una fascina di ginepro sulla quale lo adagiava poi accendeva il fuoco.
Prendeva del vino e ne spruzzava un poco sul fuoco che avvapava poi ne sorseggiava passandolo poi a tutti i commensali.
Successivamente prendeva delle monete, una la gettava nel fuoco e le altre le divideva tra i presenti.

Poi gli venivano dati altri tre pani, di frumento, di questi ne tagliava un parte piccola e la riponeva dove sarebbe rimasta sino al Natale successivo.

Esiste tutta una simbologia sul rituale dei pani associata alla S.S. Trinità e sul potere guaritore di quei grossi pani. ( Forse quello di cui si parla pai il due di febbraio il giorno di S.Biagio? )
Il ceppo verrebbe accostato all'albero del bene e del male e il fuoco al Fuoco Sacro.
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Vecchio 10-12-2010, 23.17.51   #3
Sole
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Allo stesso modo cibi dedicati ai morti vengono nel periodo delle festività introdotti nell'alimentazione dei vivi: ogni genere di seme e la frutta secca: nocciole, mandorle, noci, pinoli etc. e ancora: le fave, le lenticchie, la melagrana, tutti cibi connessi con la fertilità, l'abbondanza, il rinnovamento e la rinascita.

Se il seme riesco a vederlo come collegamento alla rinascita il frutto secco non tanto.
L'unica cosa che per ora mi viene in mente è che il secco è privo di acqua e che senza acqua non c'è vita, ma non so.

Quote:

La cosa che mi affascina, è vedere come cercando appena un po' si possano trovare collegamenti ad altri ambiti che apparentemente c'entrano poco, a quanto tutto sia connesso...
Si ti capisco bene
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Vecchio 11-12-2010, 00.25.47   #4
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Se il seme riesco a vederlo come collegamento alla rinascita il frutto secco non tanto.
L'unica cosa che per ora mi viene in mente è che il secco è privo di acqua e che senza acqua non c'è vita, ma non so.


Si ti capisco bene
Ma la frutta secca in guscio non tostata non è anch'essa semente?

Poi comunque la frutta secca è importante anche al di là della simbologia perchè contiene degli oli importantissimi e alto valore energetico e come tutti i semi contengono la vita in fase latente (quindi molto importante per la pelle ad esempio ma per tutto il corpo, inoltre credo porti con se e in se il fuoco il ricordo del sole) come la vegetazione invernale che poi alla primavera con il disgelo e quindi l'acqua rivive e rinasce.
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Vecchio 13-12-2010, 19.41.39   #5
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Se il seme riesco a vederlo come collegamento alla rinascita il frutto secco non tanto.
L'unica cosa che per ora mi viene in mente è che il secco è privo di acqua e che senza acqua non c'è vita, ma non so.
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Ma la frutta secca in guscio non tostata non è anch'essa semente?
Si, infatti anche a me risulta che la frutta secca sia semente.

Le spiegazioni che ho letto si rifanno a due motivi, che non avevo scritto perchè di uno non saprei proprio dire se possa essere o meno, ma comunque, c'era scritto che in parte l'usanza deriva dal fatto che questi cibi hanno come proprietà quella di durare a lungo, essendo appunto, essiccati, l'altra cosa che ho letto invece si rifà alla medicina cinese, secondo cui i semi sono gli alimenti con più alta concentrazione di energia vitale, quindi simbolicamente conterrebbe un nuovo progetto di vita... Attraverso il seme il vecchio ciclo di vita si rinnova ..

Se qualcuno sa qualcosa di più lo leggo volentieri
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Vecchio 13-12-2010, 22.37.04   #6
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Le spiegazioni che ho letto si rifanno a due motivi, che non avevo scritto perchè di uno non saprei proprio dire se possa essere o meno, ma comunque, c'era scritto che in parte l'usanza deriva dal fatto che questi cibi hanno come proprietà quella di durare a lungo, essendo appunto, essiccati, l'altra cosa che ho letto invece si rifà alla medicina cinese, secondo cui i semi sono gli alimenti con più alta concentrazione di energia vitale, quindi simbolicamente conterrebbe un nuovo progetto di vita... Attraverso il seme il vecchio ciclo di vita si rinnova ..
E' bellissima questa immagine. Non ci pensavo. E' vero che i semi contengono in potenza tutta la forza vitale. Pensa che da un solo seme nasce un albero che potrebbe diventare anche una sequoia millenaria. Per cui è bellissimo il simbolismo del seme a Natale. Tutta la vita e la spinta energetica in una cosa così piccola e chiusa in un guscio duro al buio.
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Vecchio 24-12-2010, 11.23.14   #7
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La nostra Griselda dillà (QUI) ci ha postato la ricetta del tronchetto di Natale (ormai è tardi ma l'avrei preparata volentieri per stasera o domani, sarà per la prossima volta) e proprio stamattina legevo della sua tradizione e ve la racconto.
Questa del tronchetto di Natale è una tradizione che trae la sua origine da usanze antiche e pagane francesi.
Si usava tagliare dal tronco la parte più grossa che veniva conservato in legnaia per poi essere acceso la vigilia di Natale dal capofamiglia. Serviva simbolicamente per riscaldare il Bambin Gesù e doveva ardere senza spegnersi mai fino a Capodanno. Per questo motivo venivano usati legni di quercia o di castagno che sono molto lenti a bruciare. Poi le ceneri venivano usate come rito propiziatorio per gli alberi da frutto del nuovo anno.

Ci trovo tante cose da approfondire nel simbolismo di questa tradizione, ma anche solo fermandoci al solo rito del capofamiglia che accende il tronco fa già Natale.

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Vecchio 24-12-2010, 12.52.07   #8
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Nel trevigiano dove sono nata , la sera della vigilia di Natale viene acceso nelle case che dispongono del caminetto , il nadalin , un grosso ceppo di legno stagionato che viene lasciato ardere tutta la notte e riacceso (meglio ravvivato perchè non si spegne mai) ogni giorno per vedere le fiamme sopra le braci , fino all'arrivo della befana .
Il nadalin e il palo che viene utilizzato per il panevin ( il falò dell'epifania) non possono essere usati e un detto dialettale dice che ti ci siedi sopra rischi la crescita di "grossi bruschi sul dadrio".
Una scheggia del nadalin deve essere rigorosamente conservata per accendere il panevin .
Molti capi famiglia utilizzavano la cenere del nadalin e la spargevano sui campi , come ha detto Sole , con gli stessi riti propiziatori delle ceneri del panevin.
Nadalin è chiamato anche un dolce povero ,a forma di tronco appunto, che allietava le tavole alle feste di Natale al posto dell'odierno Panettone.

Edit : il nadalin è il corrispondente dello yule-log dei paesi scandinavi

Ultima modifica di gibbi : 24-12-2010 alle ore 13.10.51.
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Vecchio 24-12-2010, 17.40.46   #9
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Che belle queste tradizioni natalizie, grazie ad entrambe
La cosa che non si puo' fare a meno di notare è che sebbene le usanze cambino un po' a seconda dei luoghi, sono comunque molto simili, e tutte alla fine convergono...

A me piace molto l'usanza di appendere una scopetta scacciaguai dietro la porta di casa (ma va bene anche sul caminetto o in cucina). Non sono riuscita a trovare l'origine di questa simpatica cosa, ogni inizio anno la scopetta va rinnovata e buttata via quella vecchia. La scopa spazza via i guai, e li tiene lontani..

Cercandone il simbolismo, che magari possiamo poi vedere nella giusta sezione, l'unica cosa che ho trovato che si avvicina a questa usanza è che nell'antico Messico si teneva una festa, chiamata Ochpaniztli, ovvero festa della scopa e dello spazzare, in onore di una dea , allo scopo di scacciare guai e malattie.
Tradizionalmente la scopa è anche strettamente legata alle streghe... e la scopetta scacciaguai è la rappresentazione in miniatura della scopa classica, in saggina .

(ps: dovremmo cambiare il titolo del thread )
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