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Vecchio 13-02-2012, 19.20.44   #1
RedWitch
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Predefinito Ottimismo vs pessimismo

Oggi leggevo un articolo scritto da una persona fondamentalmente ottimista, diceva che, lei, per natura, davanti ad un ostacolo, invece che perdere tempo a commiserarsi, cerca di guardarlo da tutti i punti di vista, e per poi trovare la soluzione e andare avanti. Che davanti ad ogni situazione c'è una soluzione, e che non bisogna mai abbattersi, e, che, se si fa così la fortuna, gira a proprio favore.

Secondo voi è davvero così? Razionalmente, direi che sì, è verissimo, l'atteggiamento positivo, gioca sicuramente a favore davanti agli ostacoli che la vita ci pone davanti, il problema, pero' per me personalmente è che tendo a sprofondare quando mi accade qualcosa di non bello, tendo a farmi trascinare giù e poi risalire a volte, è davvero faticoso.

L'ottimismo, o anche più semplicemente il non lasciarsi andare, è qualcosa che dal mio punto di vista fa parte del modo di essere, di come si è anche caratteriamlmente, ma, forse, si puo' anche imparare, anche perchè, fondamentalmente commiserarsi non serve a niente.

Credo che un atteggiamento positivo verso la vita, ne migliori significativamente la qualità, ma
imparare l'ottimismo si puo'? in che modo? o qualche volta, è davvero necessario toccare il fondo per poi risalire?
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Vecchio 13-02-2012, 21.41.14   #2
luke
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Intanto una domanda che mi facevo...prendiamo il pessimismo, quale è il suo opposto, il suo contrario ed il suo complementare?

Sul discorso di Red....credo che l'ottimismo e il pessimismo portati all'eccesso siano entrambe situazioni "non sane" che rischiano di sconfinare nell'abbattimento continuo o nel voler vedere a tutti i costi solo la parte positiva o quella che noi consideriamo tale, non vedendo la cosa nella sua interezza, quello lo chiamerei più realismo...

Purtroppo non si scegli di essere ottimisti o pessimisti come si sceglie che vestito mettersi la mattina, in granparte ci si trova più o meno immersi in una o nell'altra situzione, in base forse a qualcosa di innato, più l'ambiente in cui ci si trova immersi nei primi decenni di vita, le situazioni che la vita ci mette davanti ecc
Quando tutti questi fattori vanno tutti nello stesso verso è difficile dire di poter avuto una possibiità di scelta.

Teoricamente si dovrebbe essere fortunati nel ritrovarsi nel campo dell'ottimismo, dico teoricamente perchè non ci sono mai passato ma visto dall'esterno in individui che si dichiaravano tali non mi sembra che poi sia questa assicurazione infallibile contro i capitomboli, se questi sono di grado basso pure pure, ma in altri casi se l'ottimismo era troppo forzato, nel caso di brusche e decise virate del vento mi pare, dall'esterno ripeto , che poi si rischi lo stesso di ritrovarsi per terra e di botto senza più la spinta ottimistica che si aveva.

Per il pessimismo....sono indubbiamente guai, scoramenti, abbattimenti, ansie a profusione, timori che le cose andranno sempre male o se vanno bene presto torneranno ad andare male.

E' vero che spesso questa cappa impedisce di muoversi, ma in alcuni casi il non agire può rivelarsi positivo quando non si era nelle condizioni di farlo in modo sano, poi certo arriva il momento in cui si vuole s-cappare e ci si accorge, dopo unpò che ci si muove, di aver maturato col tempo una capacità di resistenza superiore alla media...come uno che deve andare sempre contro vento alla fine sarà abituato a metterci un vigore maggiore di chi è abituato a camminare senza vento o addirittura col vento a favore....e si pensa che se qualche cavolo di volta il vento girasse in modo deciso anche per noi, si potrebbe quasi volare, perà visto che si è pessimisti non si crede che possa mai accadere....
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Vecchio 13-02-2012, 21.56.34   #3
Astral
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Molti corsi per esempio insegnano la felicità e l'ottimismo, si perchè nessuno è ottimista, anzi tutti piuttosto pessimista. Chi segue un percorso spirituale devozionale, sa che la fede e l'aiutati che Dio ti aiuta sono le chiavi.

Non saprei se il realismo sia una soluzione, tendiamo a vedere la realtà comunque come qualcosa di crudo di reo appunto e quindi sempre in modo pessimistico.

Bisogna essere ottimisti, ma non ignorando i problemi, ponendo rimedio.

I fiori di bach gorse e gentian, descrivono lo stato d'animo che ti prende Red, forse facendo una ricerca su questi fiori, potresti capire vari aspetti , anche senza prendere i fiori.

Tra l'altro mi capita pure a me, scocciarmi quando ho una piccola contrarietà e perdere la fiducia.
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Vecchio 13-02-2012, 23.59.39   #4
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Teoricamente si dovrebbe essere fortunati nel ritrovarsi nel campo dell'ottimismo,
Cioè dici che la miopia è preferibile all'astigmatismo? Chissà... magari è pure vero, però io penso che meglio di tutto è vederci bene.

La metafora ci sta più di quel che può sembrare perchè pessimismo e ottimismo sono modi di vedere le cose, anzi di guardare. L'ottimista vuole vedere solo o quasi i lati positivi delle cose, o perlomeno darci più importanza, il pessimista vuole viceversa.
Quindi è un questione di temperamento fino ad un certo punto... è più uno scegliere da che parte stare, e ovviamente ognuno sceglie la parte in cui si sente più al sicuro.

Realismo invece è sapere e avere il coraggio di dare il giusto peso sia ai fattori positivi che a quelli negativi... ma un punto secondo me molto importante, torno sulla miopia, è che chi non è realista si perde un pezzo di realtà. Come con la cosa del bicchiere: l'uno lo vede (si sforza di vederlo) mezzo pieno, l'altro mezzo vuoto. Ovviamente hanno torto entrambi: la visione realista dice che il bicchiere è...

Per altro, come in parte è già emerso, c'è il rischio, io direi certezza, sia per il pessmista che per l'ottimista, di cascare dall'altra parte. E' una questione di equilibrio, ma bon, magari approfondiamo un pezzo alla volta.
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Vecchio 14-02-2012, 00.16.05   #5
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Non saprei... se parliamo di visione, forse dobbiamo attenerci alla realtà ma se parliamo di modi in cui affrontare la vita, allora sicuramente questa va a favore dell'ottimismo e della positività, sono due cose diverse.

Un conto è chi vede o rosa o nero e allora ha due visioni distorte, un conto è chi affronta la vita senza entusiasmo focalizzandosi solo sui problemi, e chi invece creativamente trova le soluzioni.

Avere una visione della vita realistica e pragmatica, rischia di renderti una persona asettica, forse non soggetta da ottimismo o pessimismo, ma comunque una persona asettica.

Poi si parla di lati positivi, lati negativi, ma positivi per chi? Negativi per chi?

uno stesso lato può essere sia positivo che negativo. Comunque visto che l'Universo dovrebbe andare verso l'evoluzione delle cose, anche noi dovremmo seguire l'energia positiva se vogliamo evolvere, se invece vogliamo rimanere e attaccarci all'energia di questa terra, possiamo farci trascinare dal pessimismo.

In chiave cattolica, potrei dirti che la disperazione e lo sconforto vengono sempre da Satana. Gesù disse: io sono venuto per confortare gli afflitti e per portare la speranza, non ha detto io sono venuto affinchè siate meno ottimismi e guardate il mondo con più realismo...
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Vecchio 14-02-2012, 00.22.20   #6
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Tanta roba hai messo che mi verrebbe da commentare e approfondire, intanto prendo questa:

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Poi si parla di lati positivi, lati negativi, ma positivi per chi? Negativi per chi?
Ovviamente per chi guarda. E' sempre relativo, ma non per questo insensato.

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uno stesso lato può essere sia positivo che negativo.
Beh no, un lato o è positivo o è negativo, una cosa non può essere in un modo e contemporaneamente nel modo contrario. Invece ogni cosa ha almeno un lato positivo e uno negativo, questo si.
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Vecchio 14-02-2012, 00.36.24   #7
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In chiave cattolica, potrei dirti che la disperazione e lo sconforto vengono sempre da Satana. Gesù disse: io sono venuto per confortare gli afflitti e per portare la speranza, non ha detto io sono venuto affinchè siate meno ottimismi e guardate il mondo con più realismo...
Però non ha detto neanche io sono venuto a portarvi l'ottimismo, anch eperchè mi darebbe più la sensazione di uno slogan di qualche politico, che non di un Maestro....

FOrse la speranza è un concetto diverso , più forte e profondo dell'ottimismo....
Come avevo già detto prima e mi pare concordi anche Ray, si tratta di due modalità diverse, chiedevo se opposte o contrarie infatti, però di base non "giuste" , un pò come avari e prodighi....

L'ottimista può avere anche una paura di fondo che lo porta a voler trovare sempre un aspetto positivo, una via quasi di fuga o comunque nei casi estremi si finisce per avitar edi affrontare una situaizone sul serio, accampandosi su un iipotetico aspetto positivo trovato. Il pessimista magari cerca la fuga con modalità diverse , dicendo che tanto non serve a niente, tanto finirà male lo stesso ecc.

Fondamentalmente sono, a mio avviso, due atteggiamenti che bisogna trascedere se poi si vuole andare avanti sul serio.
Io sto vedendo come trascendere il pessimismo, lo scoramento di base, su come trascendere l'ottimismo non so che dire....
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Vecchio 14-02-2012, 00.45.24   #8
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Io non giustifico l'ottimismo, però l'essere positivi si, che è diverso. Diciamo che l'ottimismo a mio avviso deriva dall'ingenuità, ma può derivare anche dal sopravalutare le proprie capacità e da una certa superficialità.
Ad esempio apro un negozio come va va, tanto spero che va bene, è ottimismo puro.
Il pessimista invece non spera più in nulla, si fa prendere dallo sconforto e spesso è cinico, non si aspetta nulla di buono dalla vita, oppure spesso manca di autostima.

Si parla di Fede, Speranza Carità, sono tre virtù teologali e non parla di atteggiamenti neutri o trascesi.
Entrambe ci fanno capire che comunque uno deve andare verso un atteggiamento più positivo alla vita.

La speranza non è l'illusione dell'ottimisma, ne la disperazione del pessimista. La fede non è la creduloneria dell'ottimista, e la dubbiosità del pessimista. La carità non è ingenuità dell'ottimista o il l'aridità del pessimista.
Si la posizione sembra centrale, sebbene però poi si deve tendere al positivo.

Se l'esempio è troppo romanticamente religioso, ve ne faccio uno più pratico.

il bilancio annuale di un azienda è in negativo o in positivo, se invece sta sullo 0, comunque è sempre un risultato negativo anche se neutro.

Quindi il fatto che io stia sullo 0, o su una posizione neutra tra i due, non vuole dire che sia positivo o negativo.

Ecco un altro paradosso per Ray, essere neutri è una cosa positiva o negativa?

Comunque convengo con voi, bisogna sapere vedere il bene ed il male. Pensa che brutto se vedessimo solo il male, non ci accorgeremo della bellezza del mondo, e pensa ad un ragazzo puro che vede solo il bene, e non discerne che quello sconosciuto sull'auto potrebbe essere la sua fine.
Se intendete questo, con trascendere tutti e due, allora si sono daccordo con voi.

Però poi ritorna sempre il discorso che occorre contenere il male e mostrare il bene, alla fine il momento della scelta si propone sempre, e non possiamo evitarla.

p.s per Luke: la tua firma è un personaggio del signore degli anelli?
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Ultima modifica di Astral : 14-02-2012 alle ore 00.48.55.
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Vecchio 14-02-2012, 01.04.55   #9
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p.s per Luke: la tua firma è un personaggio del signore degli anelli?
No, significa conosci te stesso...è scritto in greco
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Vecchio 14-02-2012, 01.32.25   #10
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il bilancio annuale di un azienda è in negativo o in positivo, se invece sta sullo 0, comunque è sempre un risultato negativo anche se neutro.

Quindi il fatto che io stia sullo 0, o su una posizione neutra tra i due, non vuole dire che sia positivo o negativo.
Realismo non è l'annullamento dell'ottimismo e/o del pessimismo, ma la somma dei due più altro.

Spesso da quello che dici pare che vedi le posizioni superiori come quelle inferiori, come se si annullassero degli opposti. Il saggio risulterebbe un apatico mezzo zombie. Non è così, l'opposto semmai. Il saggio, anche se non mostra emozioni, ne vive più e più intensamente degli altri. Il realista comprende in se sia l'ottimismo che il pessimismo, ma va oltre (quella del saggio è solo un esempio, ma pensaci).
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Vecchio 14-02-2012, 12.26.45   #11
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Non è così, l'opposto semmai. Il saggio, anche se non mostra emozioni, ne vive più e più intensamente degli altri. i).
OT

E' questo concetto che digerisco poco, perchè cozza con qualsiasi forma di arte, che è espressione anche emotiva. Nel canto e a teatro c'è proprio l'espressione e la comunicazione emotiva.
Non interessa quante emozioni hai dentro, ma quelle che riesci a tirare fuori e a trasmettere agli altri.
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Vecchio 14-02-2012, 12.31.50   #12
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OT

E' questo concetto che digerisco poco, perchè cozza con qualsiasi forma di arte, che è espressione anche emotiva. Nel canto e a teatro c'è proprio l'espressione e la comunicazione emotiva.
Non interessa quante emozioni hai dentro, ma quelle che riesci a tirare fuori e a trasmettere agli altri.
Però oltre che trasmettere bisogna anche vedere quelle che siamo in grado di suscitare...
Se io sono arrabbiato a trasmettere rabbia non ci vuole molto...
ma se volessi suscitarti, provocarti rabbia o altra emozione in modo per te utile e costruttivo sarebbe più difficile, più da "saggio"...
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Vecchio 14-02-2012, 12.38.56   #13
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Vecchio 14-02-2012, 14.02.11   #14
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il bilancio annuale di un azienda è in negativo o in positivo, se invece sta sullo 0, comunque è sempre un risultato negativo anche se neutro.

Quindi il fatto che io stia sullo 0, o su una posizione neutra tra i due, non vuole dire che sia positivo o negativo.

Ecco un altro paradosso per Ray, essere neutri è una cosa positiva o negativa?

Ne conosco diversi di imprenditori che se si trovassero con uno zero in bilancio si riterrebbero comunque soddisfatti.
Soprattutto di sti tempi.
La cosa è relativa come vedi, dipende da come la guardi e dal contesto in cui la collochi.

Il bicchiere non è mezzo pieno e non è mezzo vuoto.
Nel bicchiere c'è dell'acqua, punto.

Una cosa può essere positiva o negativa. O può essere un semplice accadimento.

Ottimo e pessimo sono due superlativi irregolari, derivano da buono e cattivo (tel chi..sempre loro ) verrebbe da chiedersi perchè c'è la forma regolare (buonissimo e cattivissimo) e una forma irregolare. Idem per il comparativo, forse c'è un perchè ma forse no.

Sono comunque eccessi, sicuramente tra i due mali scelgo il minore, quello che tende al bene ma teoricamente, in un percorso di evoluzione, si dovrebbe stare in mezzo e non perchè la filosofia orientale faccia tendenza ma perchè minori sono le oscillazioni tra i due poli maggiore è la probabilità che si riesca a rimanre fermi.
Si dice centrati per qualcosa secondo me.

Se tiriamo in ballo la religione e Gesù in particolare, Egli stesso si definì il sale della vita. Non è colpa sua se poi ci siamo inventati slogan come l'ottimismo è il sale della vita.
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Vecchio 14-02-2012, 14.34.22   #15
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Sono comunque eccessi, sicuramente tra i due mali scelgo il minore, quello che tende al bene ma teoricamente, in un percorso di evoluzione, si dovrebbe stare in mezzo e non perchè la filosofia orientale faccia tendenza ma perchè minori sono le oscillazioni tra i due poli maggiore è la probabilità che si riesca a rimanre fermi.
Si dice centrati per qualcosa secondo me.
Secondo me invece è il motivo di tante ansie, e depressioni, non viversi le emozioni, se si rimane sempre in uno stato di neutralità si rischia di rimanere in una campana di vetro.
Basta pensare alla musica che è inizio tensione e risoluzione, non una melodia piatta.

Io credo che si deve scegliere sempre il positivo, quindi la verità piuttosto che la menzogna, la bontà piuttosto che la cattiveria, la determinazione, piuttosto che l'insicurezza.
A Dio i tiepidi non sono mai piaciuti.
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Vecchio 14-02-2012, 14.56.20   #16
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Il bicchiere non è mezzo pieno e non è mezzo vuoto.
Nel bicchiere c'è dell'acqua, punto.
Neanche questa è la visione del realista... è più equilibrata ma si perde un pezzo. Il bicchiere è tutto pieno, per metà d'acqua e per metà d'aria. Non c'è alcun vuoto per il realista (poi in realtà è tutto vuoto ma questa è un'altra storia).
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Vecchio 14-02-2012, 15.44.47   #17
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Cioè dici che la miopia è preferibile all'astigmatismo? Chissà... magari è pure vero, però io penso che meglio di tutto è vederci bene.

La metafora ci sta più di quel che può sembrare perchè pessimismo e ottimismo sono modi di vedere le cose, anzi di guardare. L'ottimista vuole vedere solo o quasi i lati positivi delle cose, o perlomeno darci più importanza, il pessimista vuole viceversa.
Quindi è un questione di temperamento fino ad un certo punto... è più uno scegliere da che parte stare, e ovviamente ognuno sceglie la parte in cui si sente più al sicuro.

Realismo invece è sapere e avere il coraggio di dare il giusto peso sia ai fattori positivi che a quelli negativi... ma un punto secondo me molto importante, torno sulla miopia, è che chi non è realista si perde un pezzo di realtà. Come con la cosa del bicchiere: l'uno lo vede (si sforza di vederlo) mezzo pieno, l'altro mezzo vuoto. Ovviamente hanno torto entrambi: la visione realista dice che il bicchiere è...

Per altro, come in parte è già emerso, c'è il rischio, io direi certezza, sia per il pessmista che per l'ottimista, di cascare dall'altra parte. E' una questione di equilibrio, ma bon, magari approfondiamo un pezzo alla volta.
Mi ha colpito questo affermare che l'uno o l'altro "vuole" stare dove sta , che sceglie... non hai detto "sta da una parte o dall'altra, intendo come dato di fatto " , hai precisato che vuole .... hai anche detto che il temperamento di una persona non incide poi molto su tale scelta ....quindi io ora scelgo di essere ottimista , so che è un estremo , ma riconosco di non avere equlibrio e quindi nella scelta prendo l'ottimismo che mi pare il male minore .
Bando alle ciance , mi farebbe piacere se tu riuscissi a spiegare meglio questa cosa , questo scegliere di stare dove ci si sente più sicuri ...più oltre hai addirttura detto che uno si "sforza" di vedere il bicchiere ....
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Vecchio 14-02-2012, 16.27.34   #18
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Mi ha colpito questo affermare che l'uno o l'altro "vuole" stare dove sta , che sceglie... non hai detto "sta da una parte o dall'altra, intendo come dato di fatto " , hai precisato che vuole .... hai anche detto che il temperamento di una persona non incide poi molto su tale scelta ....quindi io ora scelgo di essere ottimista , so che è un estremo , ma riconosco di non avere equlibrio e quindi nella scelta prendo l'ottimismo che mi pare il male minore .
Bando alle ciance , mi farebbe piacere se tu riuscissi a spiegare meglio questa cosa , questo scegliere di stare dove ci si sente più sicuri ...più oltre hai addirttura detto che uno si "sforza" di vedere il bicchiere ....
Beh, se non si potesse in qualche modo scegliere da che parte stare questa discussione, che almeno in parte verte sullo stebilire se è meglio essere ottimisti o pessimisti, avrebbe lo stesso senso di cercare di stabilire se sia meglio avere gli occhi blu o marroni... dato che non posso decidere la discussione è meramente accademica (un modo gentile di dire "inutile"). Invece, se si cerca di stabilire se sia meglio mettere o meno il pepe in cottura nella carbonara (posto che sia determinabile oggettivamente) ecco che una sua utilità ce l'ha.

Detto questo, ogni atteggiamento che assumiamo (termine da meditare) ha una sua convenienza personale, conscia o inconscia che sia. E l'ottimismo-pessimismo non fa eccezione. Per un motivo o per l'altro "preferiamo" porci in uno dei due modi, dopodichè cerchiamo delle motivazioni razionali che giustifichino la nostra scelta e magari ci diciamo pure che sono alla base della stessa... in realtà vengono dopo.
In linea di massima si sceglie un atteggiamento in base a ciò che non si vuole vedere/provare/affrontare eccetera. E anche per come ci si vuole mostrare agli altri, se si ritiene che questo abbia una convenienza in termini di relazioni. Ossia come mi pongo scaturirà diverse reazioni in chi mi sta vicino... oltre che permettermi di non toccare ciò che non mi va e/o di non fare come non mi va. E si, si arriva a sforzarsi di essere in un modo anche quando l'indole manifesterebbe l'altro.

Bon, in caso vediamo esempi, ma sono sicuro che guardando bene ognuno trova in se sia un nucleo pessimista che uno ottimista da esplorare...
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Vecchio 14-02-2012, 17.30.20   #19
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Forse mi è sfuggito qualcosa , ma non mi pareva che si desse per scontato che fosse una scelta . Ho letto i primi interventi in cui si parlava di tendenze caratteriali , di modi di essere , Luke ha precisato che "purtroppo non si scegli di essere ottimisti o pessimisti come si sceglie che vestito mettersi la mattina, in granparte ci si trova più o meno immersi in una o nell'altra situzione, in base forse a qualcosa di innato, più l'ambiente in cui ci si trova immersi nei primi decenni di vita, le situazioni che la vita ci mette davanti ecc" .
Considerazioni che condivido perchè credo ci sia una "predisposizione" che porta una persona al sorriso piuttosto che al pianto , all'allegria piuttosto che alla malinconia eccc. .

Alla domanda se è meglio essere ottimisti o pessimisti ,pur nella giusta considerazione che non è bene nessuno dei due estremi , la risposta par quasi ovvia e se si potesse scegliere credo che la bilancia si spezzerebbe sotto il peso dell'ottimismo .

Ora dire che a fronte di una tendenza pessimistica , Lavorare significa anche sforzarsi di guardare meglio il bicchiere e anche se non riuscirò a vederlo pieno per mezzo di acqua e per mezzo di aria , lavorando seriamente sulla mia tendenza ( negativa) al pessimismo riuscirò a vederlo almeno mezzo pieno , mi trova d'accordo.

Tu hai introdotto il concetto di scelta , anzi di volontà nello scegliere una cosa o l'altra , hai escluso che il temperamento potesse influire più di tanto .....
Dopo le tue precisazioni mi sembra più chiaro quello che intendevi e .....un po' più morbido .
Rileggerò con più attenzione anche le considerazioni sulla convenienza che guiderebbe il porsi in un modo anzichè in un altro , sembra quasi che ciascuno di noi abbia un proprio piano strategico per raggiungimento del quale adegua i propri atteggiamenti ....

Ultima modifica di gibbi : 14-02-2012 alle ore 17.41.16.
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Vecchio 14-02-2012, 22.33.46   #20
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Secondo me il discorso si è un po' fuoriviato, e come al solito si è finito sul fatto che tutto deve essere equilibrato, nella non dualità, etc. etc.

La domanda di Redwitch mi sembrava più orientata sul tipo di atteggiamento e la risposta è ovvia.
A voi a chi piacerebbe stare più vicino ad una persona solare, positiva, che risolve i problemi creativamente, che nonostante le difficoltà ha grinta e non demorde, o a qualcuno che vi butta sempre giù, sconsigliandovi tutto, arrendendosi subito o che si fa prendere dallo sconforto.
Poi in teoria c'è la terza persona che non è ne l'uno ne l'altra sicuramente finchè rimane obbiettiva nell'inquadrare la realtà ok.

Ma essere ottimisti, e positivi è un altro discorso, di certo può essere utile veramente vedere una prigione per quello che è, ma forse chi ha un atteggiamento positivo riesce a scappare o a rendere persino bello quel tempo li, chi ha un'atteggiamento distruttivo e pessimista no.

Se non sbaglio c'era un esercizio di Steiner che diceva appunto di soffermarsi più sul lato bello.
Se ci pensate anche i telegiornali cercano di farci fissare sul lato brutto, che per carità esiste, ma se uno si fissa li... forse si perde anche le cose belle...
Si red, si può imparare ad essere più positivi, prima di tutto però bisogna togliere gli schemi negativi, basterebbe un registratore o una telecamera, per capire quante espressioni spesso sono dettate dallo sconforto, dal dubbio, dalla paura.

Infine: meglio essere ottimisti avendo torto, che pessimisti avendo ragione (A.Einstein)

Si poi c'è il discorso che io posso essere ottimista nel lavoro e pessimista nell'amore.

Ed è questo forse lo squilibrio, quando parlo di atteggiamento positivo, intendo in tutto quello che fai nella vita, che abbraccia a 360 gradi sia le cose che vanno bene che quelle che vanno male.

Poi ovviamente ci sono i dark che scelgono il pessimismo, ed infatti se senti i loro discorsi, il mondo ce l'ha con loro, succede tutto a loro, e via discorrendo.
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Astral
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Vecchio 15-02-2012, 00.31.26   #21
dafne
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C'era un film, quando ero piccola, da cui poi hanno tratto dei cartoni e sono certa derivi da un romanzo che era tutto incentrato su questo gioco.
Pollyanna era una bimba orfana alla quale il papà pastore aveva insegnato un gioco. In ogni cosa anche negativa doveva cercare di trovare un lato positivo.

Ora, riflettendoci, forse questo filone newage di pensa positivo mette un pò sulle difensive ma non è concettualmente sbagliato, anzi..magari!
Allora come conciliare con la neutralità?
Penso che la questione della neutralità, o del realismo definito da Ray, possa essere visto come la base centrale d'appoggio su cui partire.

Ho una gamba rotta.
per un ottimista guarirò in fretta e senza conseguenze per un pessimista sicuramente sorgeranno delle complicazioni (esempio al volo).

Il realista, o il neutro, per come la vedo io penserà che andrà tutto a posto ma cercherà di fare dei controlli e assicurarsi che la guarigione segua il suo corso.

Poi ci sono gli estremi. C'è chi si cura con il basilico un tumore e chi con l'antibiotico uno sternuto ma sono casi limite secondo me.

Poi Red fà una bella domanda. E' possibile diventare ottimisti? E, soprattutto, è possibile senza toccare il fondo?

Alla seconda domanda non so rispondere, credo che sia soggettivo, alla prima io direi di si.
In fondo anche astigmatismo e miopia si correggono..con delle lenti (quasi quasi stò paragone mi piace..).

Come imparare l'ottimismo? Correggendo le abitudini, prendendo esempio da chi lo è magari facendosi dei riferimenti personali.

Pensando alle lenti direi spostando il fuoco, il punto della messa a fuoco..si dai...stò paragone mi piace anche se ci devo lavorare su.
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Vecchio 15-02-2012, 00.36.57   #22
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Non so bene perchè ma se toccassi il fondo del pessimismo e diventassi poi ottimista non mi piacerebbe.....
Se tocco il fondo poi volgio diventare altro, più forte, più vero più vivo.
C'è la tormenta di neve? la vivo, esco spalo, sto bene anche se so che mi posso rompere una gamba e ci sono pericoli, ma voglio sentire tutto compresa la paura ed il rischio ...
Non so essere ottimista è come se tralasciassi comunque qualcosa , non vivessi appieno qualcosa...se non sono più miope voglio vederci bene....
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Vecchio 15-02-2012, 02.01.48   #23
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Ma essere ottimisti, e positivi è un altro discorso, di certo può essere utile veramente vedere una prigione per quello che è, ma forse chi ha un atteggiamento positivo riesce a scappare o a rendere persino bello quel tempo li, chi ha un'atteggiamento distruttivo e pessimista no.
Ecco, questo della prigione è un bell'esempio. Metti di essere in una prigione dorata (tutte le prigioni lo sono in un modo o nell'altro).
Il pessimista dice. è una prigione.
l'ottimista dice: è dorata
il realista dice: è una prigione dorata.

Da vedere a fare non dipende solo se siamo pessimisti o ottimisti... quale di questi tre secondo voi cerca di scappare, quale di adattarsi, quale prova a migliorare le condizioni di prigionia e se non ci riesce cerca di scappare, quale cerca di scappare e se non ci riesce cerca di miglioraqre le condizioni di prigionia eccetera eccetera?
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Vecchio 15-02-2012, 02.05.20   #24
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Il realista, o il neutro, per come la vedo io penserà che andrà tutto a posto ma cercherà di fare dei controlli e assicurarsi che la guarigione segua il suo corso.
Realista e neutro sono due perosne diverse. Il realista dice: ho una gamba rotta, per ovviare posso fare ics e ipsilon, zeta non dipende da me. Faccio ics e ipsilon e vediamo come va.
Il neutro facile che dica qualcosa del tipo: le cose vanno come devono andare quindi non faccio niente e provo a far si che non me ne importi niente (i tiepidi che non piacciono ad Astral).
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Vecchio 15-02-2012, 02.22.16   #25
gibbi
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Vedo il realismo come la capacità di considerare i dati reali , oggettivi ma cercando in essi la positività ,pur senza negare gli aspetti negativi di una data situazione e la ricerca di quella positività evita il neutro.
Cercavo di vedere come opera in me il pessimismo, una cosa che ritrovo spesso è considerare le cose che in quel momento sono negative come permanenti , durature e questo mi schiaccia .
Il più delle volte mi sento responsabile di quello che non va , in un modo o nell'altro ne sono la causa . Altro aspetto è generalizzare , estendere quel negativo come una macchia d'olio su tutto , il nero è predominante tanto da coprire tutti gli altri colori.

Ultima modifica di gibbi : 15-02-2012 alle ore 02.25.53.
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