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Vecchio 17-01-2010, 17.42.28   #26
Era
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Non dico che sia facile ma rimanerci incastrati tutta la vita , non mi pare il caso ne' mi pare giustificato
Scusa ti ricito perchè mi ha colpito questa frase

Hai visto qualcuno che ci si è incastrato per una vita?
Il fatto che una persona ha condiviso questa esperenza vuol dire parecchie cose...tra queste forse il fatto che parlandone vuol capire superare e chiudere..
Non ti sembra?
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Dio mi conceda
la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare
il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare
e la saggezza
di distinguere tra le une e le altre
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Vecchio 17-01-2010, 17.57.52   #27
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Ad esempio alla mia domanda (con tono non più rancoroso ma di ricerca cosa che cambia un milione di meccanismi): mamma perchè ti ricordo sempre così fredda e senza sorriso con me bambina?
La sua è risposta è stata impensabile per me e cioè: perchè tu non mi volevi dalla prima volta che ti ho preso in braccio.
Riprendo questo tuo periodo, perchè è stato il caso di mia sorella che fin da piccina mostrava fastidio verso mia madre, tanto che da lei non si faceva toccare quando piangeva nel cuore della notte, disperata senza alcun motivo apparente!

Credo che non sia possibile che una madre risponda così, come fa una figlia di pochi mesi a decidere di non voler essere toccata dalla propria madre?
E' un problema che ricade tutto intero sul genitore che, pur sforzandosi, non ha compreso l'esserino che ha messo al mondo! I suoi meccanismi interiori, i suoi disagi li abbiamo anche compresi da adulte ma il danno lo ha creato lei come madre!
Da parte mia ho avuto la fortuna di avere un padre che ha supplito anche alla figura materna, la mia infanzia la ricordo serena, mia madre, giovanissima...innamoratissima del marito, di me si preoccupava ben poco, tipo raccontini, favole, coccole, avevo però la sensazione di stare bene, in un mondo sereno, che comunque mi proteggeva!
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Vecchio 17-01-2010, 18.15.58   #28
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Scusa ti ricito perchè mi ha colpito questa frase

Hai visto qualcuno che ci si è incastrato per una vita?
Il fatto che una persona ha condiviso questa esperenza vuol dire parecchie cose...tra queste forse il fatto che parlandone vuol capire superare e chiudere..
Non ti sembra?
Certo che l'ho visto se no non l'avrei detto .
Sono anche certo che non basta dire basta ma basta vuol dire non piangersi addosso e muoversi .
Vuol dire non dar piu' la colpa alla pur vera situazione familiare che vedo molto comune .
Non parlavo di alcuno del forum .
Ma e' molto facile rimanere incastrati in queste situazioni.
Come disse Uno altrove , spesso solo la morte del genitore ti libera.
Ti pare giusto?
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Vecchio 17-01-2010, 18.28.42   #29
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Certo che l'ho visto se no non l'avrei detto .
Sono anche certo che non basta dire basta ma basta vuol dire non piangersi addosso e muoversi .
Vuol dire non dar piu' la colpa alla pur vera situazione familiare che vedo molto comune .
Non parlavo di alcuno del forum .
Ma e' molto facile rimanere incastrati in queste situazioni.
Come disse Uno altrove , spesso solo la morte del genitore ti libera.
Ti pare giusto?
Scusa Nike ma non sono mica d'accordo con te.
Tu a quanto dici, sempre se ho capito bene altrimenti ti domando già adesso scusa, non hai subito mancanze da parte di tua madre, ecco il punto. Se tu sei stato accolto con amore, sei stato accudito, sentito protetto logico è che non puoi comprendere, non capire eh ma comprendere chi come tua sorella non ha avuto dalla madre (parte femminile che insegna l'accoglienza l'accettazione etc) gli stessi doni che hai ricevuto tu.
Anzi ho quasi la sensazione che a te dia fastidio, ti senta quasi in colpa, di questo tanto che non cerchi di capire tua sorella e dici è passato è ora di smetterla! Può smettere di odiare la mamma, di avere sentimenti di gelosia verso di te, perchè oggi è passato, il passato ma in lei il passato esiste come ferita mai cicatrizzata e li manca della pella magari che conterrebbe quello che lei non ha a causa della mancanza che tua madre non ha potuto riempire.
E' solo un esempio perchè le cose hanno sempre più punti di vista.
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Vecchio 17-01-2010, 18.41.10   #30
nikelise
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Scusa Nike ma non sono mica d'accordo con te.
Tu a quanto dici, sempre se ho capito bene altrimenti ti domando già adesso scusa, non hai subito mancanze da parte di tua madre, ecco il punto. Se tu sei stato accolto con amore, sei stato accudito, sentito protetto logico è che non puoi comprendere, non capire eh ma comprendere chi come tua sorella non ha avuto dalla madre (parte femminile che insegna l'accoglienza l'accettazione etc) gli stessi doni che hai ricevuto tu.
Anzi ho quasi la sensazione che a te dia fastidio, ti senta quasi in colpa, di questo tanto che non cerchi di capire tua sorella e dici è passato è ora di smetterla! Può smettere di odiare la mamma, di avere sentimenti di gelosia verso di te, perchè oggi è passato, il passato ma in lei il passato esiste come ferita mai cicatrizzata e li manca della pella magari che conterrebbe quello che lei non ha a causa della mancanza che tua madre non ha potuto riempire.
E' solo un esempio perchè le cose hanno sempre più punti di vista.
Brava Gris , e' vero quello che dici , forse e' cosi', forse mia madre non e' stata capace ma ha fatto quello che poteva , ha fatto quello che un'orfana di padre sin da quando aveva 4 anni poteva fare .
Certo non capisce e non capira' mai , per lei quelle preferenze non esistono non se ne accorge nemmeno tanto chre lo fa anche con i miei figli ,uno maschio una femmina .
Non posso pensare pero' che non ci si puo' mettere una pezza .Che non si possa comprendere ad oltre 50 anni.
Possibile che si sia condannati a vita?
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Vecchio 17-01-2010, 18.43.56   #31
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Basterebbe dire basta?
Subito anch'io ho detto..no!!
Poi però non ho potuto fare a meno di notare che una parte di me lo vorrebbe fortissimamente.
Quindi?

Quindi forse non è sul dire o non dire basta che mi concentrerò ma sul perchè mi sembra quasi di aver bisogno di non dirlo.

E di questo mi sà che ne abbiamo parlato in giro parecchio, del bisogno di coltivare il dolore per esempio, del meccanismo della dipendenza ecc.

Mia mamma così com'è oggi è anche piacevole.
Lo scorno scatta quando una frase o un gesto mi ripombano nel "solito suo atteggiamento"
E' quello che è rimasto indietro a farmi fare una sorta di balletto modello yo-yo

Ma ancora, e più ancora, non è neanche il fatto in sè, se prendo un avvenimento critico non mi sale più la rabbia per quella cosa specifica (tipo non avermi creduto su una cosa molto grave che mi era capitata) ma quello che quel fatto ha "bucato" in me.

Mamma non mi crede-= io non sono credibile.

Si è fatto altrove questo gioco ...tu sei stupido---tu hai fatto una stupidaggine.

E me la prendo con lei perchè lei era presente e artefice di quel momento di crisi ma lei, in effetti, non c'entra più..la "cosa" è dentro di me.
Non sò se stò sbalconando ma continuo a pensarci.

In ogni caso dire basta e ignorare il problema potrà risolvere in apparenza ma la pressione sfogherà altrove....penso
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Vecchio 17-01-2010, 19.00.49   #32
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Possibile che si sia condannati a vita?
No, ma o si ha una grazia divina, oppure si deve sudare e Lavorarci sopra. Io lo sto facendo da quattro anni e mi pare sempre di non fare un passo in avanti, si vede che devo ancora Lavorare e ancora Lavorare ed imparare a farlo sempre meglio.
Uno diceva da qualche parte che c'è un metodo per riparare i buchi ma ancora non ho compreso bene ahahahah

P.S.(Capo quanta pazienza devi avere con me spero che non finisca eh? )
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Vecchio 17-01-2010, 19.19.46   #33
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La sua è risposta è stata impensabile per me e cioè: perchè tu non mi volevi dalla prima volta che ti ho preso in braccio.
Questa cosa mi ha fatto pensare ad un passo di un libro letto, quando una bimba di quattro anni, non riconosce i genitori come i Veri genitori.
Come se all'ultimo passaggio nel fiume Lete un piccolo ricordo passato fosse rimasto immutato e trasportato in un presente sconosciuto. Anzi se ci penso nel Vangelo di Tomaso Uno ha detto che siamo ancora collegati alla Fonte sino ai primi sette giorni mi pare. Interessantissima questa cosa.
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Vecchio 17-01-2010, 20.08.09   #34
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Riprendo questo tuo periodo, perchè è stato il caso di mia sorella che fin da piccina mostrava fastidio verso mia madre, tanto che da lei non si faceva toccare quando piangeva nel cuore della notte, disperata senza alcun motivo apparente!

Credo che non sia possibile che una madre risponda così, come fa una figlia di pochi mesi a decidere di non voler essere toccata dalla propria madre?
E' un problema che ricade tutto intero sul genitore che, pur sforzandosi, non ha compreso l'esserino che ha messo al mondo! I suoi meccanismi interiori, i suoi disagi li abbiamo anche compresi da adulte ma il danno lo ha creato lei come madre!
Da parte mia ho avuto la fortuna di avere un padre che ha supplito anche alla figura materna, la mia infanzia la ricordo serena, mia madre, giovanissima...innamoratissima del marito, di me si preoccupava ben poco, tipo raccontini, favole, coccole, avevo però la sensazione di stare bene, in un mondo sereno, che comunque mi proteggeva!
Concordo.
La frase della madre di Sole in se è assurda e ottiene un senso per la figlia che cerca solo in quanto illuminante in termini di proiezione. Nella figlia che non vuole la madre è in realtà proiettata la parte della madre che, incapace di comprendere i bisogni della figlia e di farci fronte adeguatamente, si spaventa e non la vuole.

Che poi la stessa madre, con ogni probabilità, riceverebbe la sua una risposta del tutto simile forse è un altro elemento utile alla comprensione.
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Vecchio 17-01-2010, 20.15.39   #35
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Basterebbe dire basta?
Ha ragione Nike, è sufficiente dire basta.

Solo che hanno ragione anche Era, Gris eccetera... per arrivare a dire basta ognuno ha bisogno di un duro lavoro, che per ognuno è diverso e che consiste, a volerlo molto banalizzare ma per fini discorsivi, ad affrontare e superare due grossi scogli. Spesso, come dice Nike, ci si arena al primo e si rischia di passarci tutta la vita... su questo scoglio mi pare tutti abbiano un'idea chiara: molti dei nostri meccanismi coi quali sguazziamo nell'autolimitazione dipendono dal mancato nutrimento ricevuto dai genitori, spesso mammina per quelli più radicati. Il dolore di questa consapevolezza purtroppo (o forse per fortuna) va vissuto tutto, ma il rischio se ci si arena su questo primo scoglio, è riviverlo molte volte, in continuazione e inutilmente.

E il secondo? Il secondo è quello che Nike chiama dirfe basta. Ossia rinunciare per sempre a quel nutrimento mai ricevuto, smettendo quindi di continuare a chierderlo a chi non ce l'ha dato all'epoca e/o a tutti quelli che ci capitano a tiro. Rinunciarci con un taglio netto... smettere di guardare indietro e sbirciare avanti.

Il rischio di frlo troppo presto e che quindi poi in certe occasioni torni fuori? Magari anche c'è... ma bon, quando tornerà fuori ci ritufferemo, intanto camminiamo. D'altra parte se non è ben fatto certi tratti di camminata non si riescono ad affrontare e quello sarà il segnale.
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Vecchio 17-01-2010, 20.16.16   #36
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Ciao Rebecca,
a dire il vero ho asserito la stessa cosa sia in questo 3D che in quello dei bimbo di ieri, ma come avevo sospettato, l'ho anche scritto, non si capisce.
Sintetizzando direi che cambiando il punto vista si possono osservarne altri, ma anche vivendo certe esperienze dalla parte opposta, del tipo prima l'ho vissuta da figlia/o, poi l'ho vissuta da madre e il quadro diventa più completo. Inoltre sono tanti i fattori che vanno tenuti in considerazione.

Se ti va invece potresti raccontarci la tua di esperienza, visto che sottolinei questa cosa sicuramente avrai degli spunti interessanti, sempre se ti va chiaramente.
Sono andata a leggerti di là dove trovo hai espresso chiaramente il tuo pensiero molto vicino al mio.
Scusa se mi permetto, ma mi ha colpito il contrasto di ruoli , quello tra la Griselda-figlia che scrive qua su e la Griselda -madre accogliente e comprensiva delle difficoltà strettamente connesse al ruolo di madre che scrive nell'altro tread.
No ho mai desiderato di sopprimere mia madre , ma il nostro rapporto è stato molto contrastato e comunque le mamme delle mie amiche erano sempre perfette rispetto la mia che vedevo come un coacervo di mancanze e di inadeguatezze . Continuavo a ripetermi che non sarebbe mai stata in grado di capirmi , che non ne aveva le capacità ne il tempo tutta presa dal suo lavoro ( obbligata a farlo trattandosi di impresa familiare) , la vedevo combattere giornalmente e piangere in silenzio , impegnata in un difficile rapporto con una figlia difficile , mia sorella , arrabbattarsi tra momenti di sconforto e rassegnazione e momenti di rabbia e aggressività il più delle volte immotivata (per me).
Non è stato sufficiente crescere perchè il rapporto migliorasse , solo quando sono diventata mamma e la vita , anche se in contesti diversi , mi ha portato a vivere molte delle sue esperienze e situazioni , solo allora ho compreso e mi sono trovata e rivivere molti episodi del passato rivisitandoli da un'angolazione più vicina alla sua . Non ho più rinvenuto la cattiveria che sentivo immancabilmente presente nei suoi comportamenti e nelle sue decisioni e non ho più trovato tutte quelle mancanze di cui era costellato il suo relazionarsi con me , non c'erano più mancanze perchè finalmente vedevo che non c'erano volontarie privazioni in qualcosa o per qualcosa da parte sua nei miei confronti.
Solo errori , anche tragici errori , ma ora li guardo e li valuto con senso critico , mi sforzo di non metterci altro .
Piano piano ho imparato ad apprezzarla , a riconoscerle qualità che pur essendo state da sempre davanti ai miei occhi non volevo vedere e mi sono trovata a sperare come Shanti , che almeno qualcosina di quanto vedo ora in lei mi sia comune.
Non è stata capace di essere la mamma tutta dolce accogliente e comprensiva che non giudica mai e che emana solo amore , ma non sono stata capace di esserlo nemmeno io e per quanto mi impegni costantemente per fare le cose al meglio, il mio percoso con i figli è altrettanto costellato di errori , ma di una cosa sono certa e cioè che amo profondamente i miei figli tanto quanto lei ha amato i suoi.
Ora è anziana e vive lontano da me , ma mi lascio abbracciare teneramente da lei ogni volta che posso .

Ultima modifica di rebecca : 17-01-2010 alle ore 20.19.46.
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Vecchio 17-01-2010, 20.16.47   #37
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Se invece si volesse andare oltre bisogna darsi una mossa .
Non dico che sia facile ma rimanerci incastrati tutta la vita , non mi pare il caso ne' mi pare giustificato
Si certo ma darsi una mossa non è reprimere, e a volte il colpo di spugna lasciando il passato alle spalle potrebbe essere più dannoso che rimestare. Un conto è taglliare davvero, un conto e non voler più star male e accontentarsi di un finto patteggiamento.
Conosco una persona che rifiuta di guardare indietro nel passato perchè lo ritiene più dannoso di guardare avanti, dice: tanto.... quel che è stato è stato, non cambia. Ed è ferma lì incastrata ugualmente nel rancore che tanto è stato e nel presente che non sa vivere e in un futuro che non vede.

Comunque quel che volevo dire era che dal tuo punto di vista non c'è nulla per cui rimestare ancora da adulti o dopo anni ecc ecc, ma se le domandi lei magari ne ha di ragioni che sono troppo grandi emotivamente per lasciarle al passato, e le emozioni degli altri non sono misurabili con la nostra tara. Questo volevo dire...

p.s. non ho letto gli altri post sotto il quote di Nike
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Vecchio 17-01-2010, 20.29.16   #38
stella
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Ci ho pensato molto prima di entrare in questo argomento, ci vorrei provare vediamo se ne può uscire qualcosa.
Vorrei scrivere dal punto di vista della mamma, una mamma che si è sentita più volte dire dalla figlia maggiore che se si ritrova a trent'anni con dei problemi irrisolti, è perchè mi dice che non l'ho presa abbastanza in braccio e coccolata quando era piccola, al contrario di sua sorella che è nata 5 anni dopo, e questo si vede bene nella loro personalità, la prima chiusa e poco sicura di sè, la seconda più spigliata e grintosa.
Ebbene posso dire che amo tutte e due moltissimo, nel periodo dei primi anni di vita della prima figlia ho avuto molti problemi di depressione e anche peggio, volevo solo dormire e stare al buio, ma non per mancanza di amore verso mia figlia, ma perchè stavo male e ci sono voluti anni per uscire da questa situazione, risolta parzialmente alla nascita della seconda ma non del tutto, tanto che ambedue hanno dovuto affrontare il collegio ed essere per un periodo allontanate dalla famiglia con molto dolore da parte mia che non mi sono mai sentita realizzata come madre, anche perchè quelli sono gli anni più importanti nella formazione di un figlio...
Ora che sono grandi non vivono con me, dopo il matrimonio finito con un divorzio e dopo altri anni di difficoltà da parte mia a ritrovare il mio posto nella vita, ho formato una nuova famiglia con un altro uomo e una figlia sua che vive con noi, per la quale cerco di essere una madre, le mie figlie non se la sono presa per questo e l'hanno accettata come amica, specie mia figlia maggiore, non sento nessun astio da parte loro anche se ciò che non ho potuto dare loro da piccole se lo portano dentro e anch'io faccio molta fatica a far tacere un senso di colpa che ho nel profondo...
Forse il fatto di aver avuto la prima figlia troppo giovane, forse il fatto di non sentirmi amata abbastanza neppure io avendo fatto un matrimonio senza rifletterci troppo su, scavare in queste cose fa molto male... ma queste sono esperienze mie che loro non hanno quindi non è giusto che siano loro a pagarle per mancanze che non sono dipese da loro.
Posso solo dire che ad un certo punto le mie figlie hanno capito e perdonato e mi vogliono bene, mi hanno detto che capiscono perchè hanno visto quanto ho sofferto e quanto hanno sofferto anche loro quando i punti fissi di riferimento sono andati allo sfascio, stranamente la prima ha continuato a tenere i rapporti con il padre risposato mentre la seconda non ne vuole più sapere ritenendolo l'unico responsabile di questa situazione.

Invece la mia esperienza come figlia è stata positiva, mia madre non mi ha mai fatto mancare l'amore che aveva da darmi, si fidava di me ed io contraccambiavo la sua fiducia, fino a che non ho iniziato a raccontare le prime bugie quando volevo fare qualcosa di nascosto senza che lei lo sapesse.... ma a parte questo parlavamo di tutto e alla fine sapeva sempre tutto perchè non stavo bene finchè non glielo dicevo, non mi ha mai negato il suo aiuto e i suoi consigli, mi dicevo sempre che sarei stata una brava madre come la mia, cosa che invece non è avvenuta.

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Originalmente inviato da dafne
Mamma non mi crede-= io non sono credibile.
Dafne la madre che non crede alla figlia è perchè le è più comodo non credere, credere a una cosa accaduta vuol dire prenderne atto e dover affrontarla, non credere è ignorarla, oppure raccontarsela, certo che dal punto di vista della figlia è duro accettare questo atteggiamento.
Quindi non è che non sei credibile, non sei credibile da lei perchè se ti credesse dovrebbe cambiare il suo atteggiamento verso di te.

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Originalmente inviato da Sole
La sua è risposta è stata impensabile per me e cioè: perchè tu non mi volevi dalla prima volta che ti ho preso in braccio
Se la madre appena avuto un figlio si sente in qualche modo rifiutata quando lo prende in braccio, penso che sia mancanza di sicurezza da parte della mamma... anche a me era successo con la seconda figlia che quando la prendevo in braccio perchè piangeva, strillava ancora più forte, ma perchè io ero ancora più agitata di lei.
Invece un abbraccio sereno, tranquillizzante, una voce calma e non alterata fanno miracoli... un neonato è come una spugna che assorbe le emozioni materne, sia quelle positive che quelle negative.

E' proprio vero che i figli si portano dentro i conflitti irrisolti dei genitori, è difficile uscirne indenni, penso che l'unica cosa sia la buona volontà da ambedue le parti di venirsi incontro e di salvare il salvabile parlandone finalmente e svuotando il sacco, sentirsi amati e accettati oggi, sia per le madri nei confronti dei figli che dei figli nei confronti delle madri, è una bella cosa, quando si può fare ne vale la pena.
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Vecchio 17-01-2010, 20.38.15   #39
Sole
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.......
Credo che non sia possibile che una madre risponda così, come fa una figlia di pochi mesi a decidere di non voler essere toccata dalla propria madre?.....
Ti ha già risposto Ray con il quale concordo se parliamo di un Genitore. Ma qui si parla di persone che combattono ogni giorni con i propri demoni.
Io non so sinceramente spiegare cosa provo in riferimento a questa cosa perchè è stata rivelatrice di molto altro ma siamo già abbondatemente fuori tema, dico solo qualcosa che può esserlo, in tema, con l'esperieza di Daf.
Un genitore ha colpa vera laddove è consapevole di ciò che fa. Ma una donna, che si trova incapace di gestire una situazione con tutte le sue ragioni non ha colpa. Già questo è liberatorio. La cattiveria è colpevole ma la cattiveria è consapevole.

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Si Daf, ci attacchaimo alla sofferenza e la visione dell'altro non la consideriamo. Per quello dico che è illuminante sentire il suo punto di vista perchè serve anche a distruggere le nostre ragioni.
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Vecchio 17-01-2010, 20.42.26   #40
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Sono andata a leggerti di là dove trovo hai espresso chiaramente il tuo pensiero molto vicino al mio.
Scusa se mi permetto, ma mi ha colpito il contrasto di ruoli , quello tra la Griselda-figlia che scrive qua su e la Griselda -madre accogliente e comprensiva delle difficoltà strettamente connesse al ruolo di madre che scrive nell'altro tread.
Chissà forse ora che avrai letto quello che ho scritto successivamente sulla questione di cui abbiamo disquisito io e Nike tu sarà più chiaro.
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Vecchio 17-01-2010, 21.07.31   #41
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Ti ha già risposto Ray con il quale concordo se parliamo di un Genitore. Ma qui si parla di persone che combattono ogni giorni con i propri demoni.
Io non so sinceramente spiegare cosa provo in riferimento a questa cosa perchè è stata rivelatrice di molto altro ma siamo già abbondatemente fuori tema, dico solo qualcosa che può esserlo, in tema, con l'esperieza di Daf.
Un genitore ha colpa vera laddove è consapevole di ciò che fa. Ma una donna, che si trova incapace di gestire una situazione con tutte le sue ragioni non ha colpa. Già questo è liberatorio. La cattiveria è colpevole ma la cattiveria è consapevole.
E se parliamo di genitori veri non concordi? Vale solo per quelli irreali con la G grande? Per quelli non si porrebbe neanche il problema.
Quello che volevo dire è che la frase di tua madre serve a capire meglio la realtà, in questo caso la sua, solo in termini di proiezione. Per il resto è del tutto inutile, ossia non parla di alcuna realtà oggettiva (il tuo presunto rifiuto in culla).
Io non ho parlato di colpa, e la mia ultima frase è molto chiara a riguardo.

Aggiungo una cosa, sempre agganciabile grossomodo al dire basta di Nike. Se è vero che molte delle nostre difficoltà nella vita le dobbiamo ai genitori e alle loro mancanze, è altrettanto vero che, in un'ottica più ampia, che poi è quella che dovrebbe interessare il Ricercatore, evidentemente di quelle difficoltà avevamo bisogno... noi, per la struttura che abbiamo in dotazione. Qualcuno direbbe che ce li siamo scelti i genitori così, no?

Quel che siamo ora, e sorpattutto quel che possiamo diventare, lo dobbiamo anche e soprattutto alle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare.
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Vecchio 17-01-2010, 21.38.00   #42
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Si certo ma darsi una mossa non è reprimere, e a volte il colpo di spugna lasciando il passato alle spalle potrebbe essere più dannoso che rimestare. Un conto è taglliare davvero, un conto e non voler più star male e accontentarsi di un finto patteggiamento.
Conosco una persona che rifiuta di guardare indietro nel passato perchè lo ritiene più dannoso di guardare avanti, dice: tanto.... quel che è stato è stato, non cambia. Ed è ferma lì incastrata ugualmente nel rancore che tanto è stato e nel presente che non sa vivere e in un futuro che non vede.

Comunque quel che volevo dire era che dal tuo punto di vista non c'è nulla per cui rimestare ancora da adulti o dopo anni ecc ecc, ma se le domandi lei magari ne ha di ragioni che sono troppo grandi emotivamente per lasciarle al passato, e le emozioni degli altri non sono misurabili con la nostra tara. Questo volevo dire...

p.s. non ho letto gli altri post sotto il quote di Nike
Due cose :
la prima, ho pensato a cosa significa dire basta nel suo significato piu' vero , significa non voler piu' star male , vuol dire volersi bene , vuol dire aver SAPUTO (DA SAPERE ) aprire un nuovo orizzonte per se' anche a costo di allontanarsi per essere piu' liberi.
Quando dici allora che guardare avanti e' sbagliato e che e' meglio continuare a guardare indietro, rappresenti un vivere sempre in funzione di quel che e' stato .
Dire basta significa aver il coraggio , la voglia e l'intuizione di poter prendere in mano il proprio destino, la propria vita .
Per far questo bisogna volersi bene e saper leggere attraverso le cose che fai in modo spontaneo, il momento di liberta' e di bene che c'e'.

La seconda : sono certo che la stessa storia infelice della figlia la potrebbe raccontare la madre .
Perche' non ascoltare anche la storia della madre ?
Sarebbe molto utile
ma no la vittima e' solo una : la figlia che ormai ha 40, 50 anni !!!! ma ti pare che non e' in grado questa figlia di leggere la storia identica di sua madre e di averne compassione, la stessa compassione che ha per la propria storia ?
Ecco la compassione puo' fare miracoli .
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Vecchio 17-01-2010, 21.51.17   #43
griselda
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Ossia rinunciare per sempre a quel nutrimento mai ricevuto, smettendo quindi di continuare a chierderlo a chi non ce l'ha dato all'epoca e/o a tutti quelli che ci capitano a tiro. Rinunciarci con un taglio netto... smettere di guardare indietro e sbirciare avanti.
Quindi smetterla di cercare di essere accettata, di piacere, di essere perdonata quando sbaglio?Brrrrrrrrr che solitudine!
Mi sento già senza pelle, nel senso che mi sento priva della mia interfaccia non ho mai fatto altro anche se inconsapevolmente.
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Vecchio 17-01-2010, 23.19.30   #44
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La seconda : sono certo che la stessa storia infelice della figlia la potrebbe raccontare la madre .
Perche' non ascoltare anche la storia della madre ?
Sarebbe molto utile
ma no la vittima e' solo una : la figlia che ormai ha 40, 50 anni !!!! ma ti pare che non e' in grado questa figlia di leggere la storia identica di sua madre e di averne compassione, la stessa compassione che ha per la propria storia ?
Ecco la compassione puo' fare miracoli .
Ho sempre invidiato moltissimo questa razionalità fredda e scevra di fronzoli capace di dividere in bianco e nero ogni cosa, davvero, ho persino tentato di imitarla facendo poi alla fine una mistura fastidiosa per me e per gli altri.

Parlo per me, anche se non ho 50 anni , della storia di mia mamma mi son servita per comprendere molti meccanismi, rancore per lei come Pina o Gigia non ne ho in realtà, ma lei come madre riesce a scatenarmi dei pensieri come in poche altre occasioni. E quando scattano con lei assumono toni da sbriciolamento di muri

Quello che ho notato è che quel "basta fare così" mi ha mandato in ebbollizione. E' semplice, persino ovvio. Tutto il malessere che provo è persino superfluo, ingiustificato, inutile, sciocco. (questo quello che ci ho letto io, non quello che dicevate voi eh)
Anche lei usa questo sistema. E' facile. Fallo.Perchè non riesci a farlo??
ahhhhhhhhhhhh


Intanto grazie per avermi permesso di vederlo, cercherò di tenerlo d'occhio. Distruggere mia madre, simbolicamente, penso che significhi viaggiare da sola. E' vero che non me ne sento capace. Mi fà paura, a un livello quasi annichilente. Per quanto fastidio possa darmi ammetterlo.
Temo che prima di distruggerla dovrò ammettere con me stessa che ho bisogno di lei

Una volta una persona mi ha detto che era piuttosto difficile volermi bene perchè non glielo permettevo, Mi sono persino offesa al tempo, adesso mi sà che devo rivedere più di qualche posizione.

Grazie intanto.
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Vecchio 17-01-2010, 23.31.04   #45
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Ecco la compassione puo' fare miracoli .
Io concordo con te su questa frase la trovo veritiera, perchè a me è servita purtroppo troppo tardi per poter costruirci qualcosa di buono ma è servita.
Ora dovrei non aspettare ad essere sul letto di morte per farlo con me.
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Vecchio 18-01-2010, 00.22.31   #46
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Ciao Shanti tutte con difficolta' con le madri , c'e' sicuro un conflitto legato al possesso degli affetti in famiglia .
Ma tu sei riuscita a superarlo .
Raccontaci come hai fatto se vuoi .
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Anche io come te mi associo alla domanda che hai fatto a Sha visto che io ho ricapitolato,almeno quello che mi ricordo, ma non credo proprio di esser ritornata vergine.
L'ho superato? Non lo so, come ho detto non so se e che cosa ho risolto, e sono d'accordo con Ray su due punti: c'è sempre il rischio che torni fuori, e lo so molto bene visto che a me è successo e mi ci sono dovuta rituffare. Ho finito? e chi lo sa? Secondo punto: ognuno ha il proprio duro lavoro da compiere, ognuno ha il suo modo. Gris anche io ho iniziato con la ricapitolazione, ma poi mi perdo per la strada, non riesco a impormi un lavoro da fare... va sempre a finire che le cose me le lascio venire addosso come treni e allora sono costretta a muovermi per affrontarle. E magari in questi frangenti si risolvono cose che stagnavano lì da tempo, mi è successo con mia madre, poi con mio padre, e mi è successo addirittura con mia suocera recentemente dopo 20 anni di incomprensioni. Non so dire se l'ho superato, ma non covo rancore in questo momento. Per mia madre sono passata attraverso vari processi, soprattutto uno di grande rabbia quando mi sono resa conto che lei aveva cancellato dalla sua mente quello che secondo me mi aveva fatto. Non capivo se lo aveva rimosso per non doversi sentire in colpa o se davvero per lei non fosse così grave come lo vedevo io. Poi mi sono vista io, tutte le volte in cui mi sono comportata come lei con i miei figli. Di chi sono le colpe se ce ne sono? mie, di mia madre, di mia nonna... di chi? Ma che importanza ha? Vorrei davvero dire basta, mia madre è molto anziana, per me è una donna straordinaria e io ho la fortuna di averla ancora qui, mi vuole bene, le voglio bene... questo è ciò che conta: il suo amore io adesso lo sento, al di là dei gesti e delle parole. Se davvero qualcosa mi ha tolto quando ero bambina, sento che ora me lo ha restituito... con tanto di interessi.
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Vecchio 18-01-2010, 00.29.05   #47
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E se parliamo di genitori veri non concordi? Vale solo per quelli irreali con la G grande? Per quelli non si porrebbe neanche il problema.
Quello che volevo dire è che la frase di tua madre serve a capire meglio la realtà, in questo caso la sua, solo in termini di proiezione. Per il resto è del tutto inutile, ossia non parla di alcuna realtà oggettiva (il tuo presunto rifiuto in culla).
Io non ho parlato di colpa, e la mia ultima frase è molto chiara a riguardo.
Che pastroccio. Probabilmente l'ho inizato io non essendomi spiegata al meglio.
Prima di tutto l'analisi che hai fatto è corretta è quello che è, ma ciò che invece non è, per cui non condividevo (e mi son spiegata da cani) è la pretesa che lei non si dovesse comportare così e questa ultima parte era la risposta a Filo. Allo stesso modo non ho riferito a te il discorso delle colpe, ma rispondevo sempre a Filo che invece ne dava (Filo non ti arrabbiare, te prego... ), questa era la mia impressione almeno, e di fatti la quoto.
Con la G in maiuscolo alludevo al fatto che ognuno si porta dietro i propri demoni e che è irreale pensare di accusare a vita gli adulti che saremo e cioè persone che avranno figli e che sbaglieranno e che verranno accusati dai figli di aver sbagliato.

Per realtà oggettiva si intende il maggior numero di informazioni in nostro possesso, più ne abbiamo più siamo oggettivi su un qualcosa, su questo penso siamo vicini. Detto ciò io non ho affermato che quello che dice la mamma è reale ed oggettivo a scapito mio, molto più praticamente ho detto che se metto insieme le mie memorie soggettive alle sue memorie soggettive ne vien fuori una terza memoria che è più vicina alla realtà. Su questo pensavo di essere stata abbastanza chiara, se rileggi e ti par di no fammi sapere.
Detto ciò, non sto dicendo di andare in giro a far domande ai parenti, ho solo portato il frutto di un'esperienza che poteva servire da confronto diretto per Daf, ma anche no, tutto da valutare, sicuramente non a Nike () e che spesso vedo giudizi (non che tu hai giudicato) senza però considerare che ognuno è un piccolo mondo.

Spero di aver schiarito
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Vecchio 18-01-2010, 00.39.32   #48
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L'ho superato? Non lo so, come ho detto non so se e che cosa ho risolto, e sono d'accordo con Ray su due punti: c'è sempre il rischio che torni fuori, e lo so molto bene visto che a me è successo e mi ci sono dovuta rituffare. Ho finito? e chi lo sa? Secondo punto: ognuno ha il proprio duro lavoro da compiere, ognuno ha il suo modo. Gris anche io ho iniziato con la ricapitolazione, ma poi mi perdo per la strada, non riesco a impormi un lavoro da fare... va sempre a finire che le cose me le lascio venire addosso come treni e allora sono costretta a muovermi per affrontarle. E magari in questi frangenti si risolvono cose che stagnavano lì da tempo, mi è successo con mia madre, poi con mio padre, e mi è successo addirittura con mia suocera recentemente dopo 20 anni di incomprensioni. Non so dire se l'ho superato, ma non covo rancore in questo momento. Per mia madre sono passata attraverso vari processi, soprattutto uno di grande rabbia quando mi sono resa conto che lei aveva cancellato dalla sua mente quello che secondo me mi aveva fatto. Non capivo se lo aveva rimosso per non doversi sentire in colpa o se davvero per lei non fosse così grave come lo vedevo io. Poi mi sono vista io, tutte le volte in cui mi sono comportata come lei con i miei figli. Di chi sono le colpe se ce ne sono? mie, di mia madre, di mia nonna... di chi? Ma che importanza ha? Vorrei davvero dire basta, mia madre è molto anziana, per me è una donna straordinaria e io ho la fortuna di averla ancora qui, mi vuole bene, le voglio bene... questo è ciò che conta: il suo amore io adesso lo sento, al di là dei gesti e delle parole. Se davvero qualcosa mi ha tolto quando ero bambina, sento che ora me lo ha restituito... con tanto di interessi.
Mi hai commossa grazie per avere condiviso la tua esperienza.
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Vecchio 18-01-2010, 00.51.11   #49
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Conosco una persona che rifiuta di guardare indietro nel passato perchè lo ritiene più dannoso di guardare avanti, dice: tanto.... quel che è stato è stato, non cambia. Ed è ferma lì incastrata ugualmente nel rancore che tanto è stato e nel presente che non sa vivere e in un futuro che non vede.
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Quando dici allora che guardare avanti e' sbagliato e che e' meglio continuare a guardare indietro, rappresenti un vivere sempre in funzione di quel che e' stato .
Se leggi bene cosa ho davvero scritto ti accorgi che quello che mi metti in "post" è del tutto una tua interpretazione libera che in effetti io non ho detto e nemmeno pensato. Ho detto tutto altro e cioè che far finta che il passato non esiste, e citavo un esempio, senza nemmeno elaborarlo è cosa completamente diversa dal risolverlo e non ha senza nemmeno ad 80 anni, non ne farei una questione di età. Se ti dovessi argomentare ancora non farei altro che fare doppioni di ciò che ti hanno già detto altri.
Quote:


La seconda : sono certo che la stessa storia infelice della figlia la potrebbe raccontare la madre .
Perche' non ascoltare anche la storia della madre ?
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ma no la vittima e' solo una : la figlia che ormai ha 40, 50 anni !!!!
Ma tu stai ancora parlando di tua sorella? Perchè sennò non capisco, scusami.
In ogni caso se così non fosse, Il peggior carnefice è sicuramente una vittima, per punire una persona ci si fa vittime. Le vittime sono maggiormente dannose dei carnefici. Riprovo a dire che farsi raccontare la versione dei fatti di quando non si ha memoria per ricordarsi bene e di cui si hanno percezioni e per cose che sono meccanismi ecc ecc come in un tribunale, fa si che i fatti siano maggiormente oggettivi per tutti. E maggiore è l'oggettività, maggiore secondo me, è la possibilità di perdonare/perdonarsi e dire basta davvero oltre ceh guardare avanti non con gli occhi di ieri ma con quelli di oggi, nostri. Perchè il rischio di un "basta, sono grande per queste cose, mi vergogno dei miei sentimenti è meglio fare l'adulta" è che guardiamo il mondo con gli occhi di allora volenti o nolenti e questo è così, ne sono certa. E poi amarsi non è uno schiocco di dita quello, perdonami, è raccontarsela.
Quote:
ma ti pare che non e' in grado questa figlia di leggere la storia identica di sua madre e di averne compassione, la stessa compassione che ha per la propria storia ?
Ecco la compassione puo' fare miracoli .
No non può, perchè ha rancore o lo reprime dicendo basta oppure lavora, odia la mamma, la vive profondamente e poi quando ha sciolto può dire un sincero, onesto liberatorio "basta", che sia a 20 a 50 o in punto di morte. .
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Vecchio 18-01-2010, 01.28.04   #50
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Allo stesso modo non ho riferito a te il discorso delle colpe, ma rispondevo sempre a Filo che invece ne dava (Filo non ti arrabbiare, te prego... ), questa era la mia impressione almeno, e di fatti la quoto.
Eh, non si capiva no. Vero che quoti Filo ma dici che ho risposto io col quale concordi solo se...
bon, adesso è chiaro.
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