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webetina 01-09-2010 21.07.05

Canale troppo stretto
 
Sogno di essere nella casa di mia sorella, con due ambienti separati da un breve corridoio, per passare il quale devo abbassarmi molto e passare entrando di testa attraverso un foro che fino all'ultimo si restringe quasi ad impedirmi il passaggio; fuoriuscita la testa passa anche il corpo. Seguendo lei da una zona all'altra della casa devo di continuo passare dal quel foro, provando un'angoscia indescrivibile, e rischiando il soffocamento quando metto la testa nel foro. Forse è la prima volta che ricordo questo tipo di sogno una volta sveglia, ma posso dire che l'ho fatto molte volte, vivendo nel sogno una difficoltà simile a quella vissuta in sogni di 20 anni fà nei quali ero in viaggio , prendevo l'aereo ma ad un certo punto la rotta era in un tunnel sotto il mare profondo, vedevo i pesci, ma il tunnel poteva crollare ogni volta.
Ci vuole una pazienza assurda con questi sogni.
L'unica cosa che me li rende meglio sopportabili è che da mesi non mi svegliano più nel cuore della notte , e se accade ritorno ad addormentarmi senza troppa fatica. A proposito del dormire scriverò in altro thread, più che altro sentire ordine e continuità nei confronti di questo lavoro.

webetina 02-09-2010 01.41.14

Claustrofobia
costrizione a seguire
strozzamento

I due ambienti separati dalla strettoia sono molto belli, luminosi, ben curati e tinteggiati di nuovo, specialmente il secondo che ha molte vetrate , come se fosse più un esterno ed è per passare verso questo che attraverso la strettoia, mentre non debbo farlo per tornare nel primo ambiente che raggiungo girando da altra stanza. Un sogno ossessivo, so che è difficile attraversare il foro e lo provo di continuo, forse per verificare che poi passo. Tra le mie, guarda caso, non poche disavventure, ho avuto un incidente in anestesia, il curaro mi lasciò sveglia senza respirare per molti micidiali secondi e per la mia mente devastanti. Da lì i sogni col tunnel. A volte è impossibile superare del tutto certe esperienze di contatto con la morte, diventarne consapevoli serve solo a conviverci senza troppo lottare.Ciò che accaduto non si può eliminare. Infatti a sogni come questi non voglio dare troppa importanza, ad altri si perchè penso che la loro comprensione mi aiuti in cose che è più facile metabolizzare e utilizzare per evolvermi.
Qualcosa però di attuale avrà attirato questo sogno e non un altro.

Ray 02-09-2010 01.59.37

Passare da una stanza all'altra è una buona cosa, il fatto è che tocca lavorare sul tunnel. Sono i collegamenti che vanno costruiti... spesso le stanze ci sono già.

Può darsi che quell'esperienza con l'anestesia abbia lasciato un varco percettivo aperto mostrandoti gallerie che stai appena scavando... non so a dire il vero, questa è la mia impressione.
Se così fosse il lavoro di scavo del collegamento potrebbe essere un po' disturbato da queste percezioni che scatenano l'emotività. Molto meglio a volte che certi inizi restino inconsapevoli.

Se la mia impressione non è delirante, cosa che può essere benissimo, il mio consiglio è quello di lavorare, da sveglia, sulle emozioni che passare il tunnel ti scatena. In modo da reggerle più facilmente, da assimilarle a livello di esperienza. Forse è questa la richiesta del subconscio.

webetina 02-09-2010 18.22.59

Una richiesta forte c'è di sicuro , da troppi anni. Ci lavorerò sicuramente sul tunnel, ma guidata , perchè da sola non saprei nemmeno come fare.
Ho cambiato vita, ho cambiato lavoro, rinnovato le amicizie, mi sono goduta una certa posizione di "far come volere in indipendenza e lontano da occhi al minimo accenno di aggressività giudizio e interferenza" , ma i miei sogni non mi hanno lasciato in pace mai.

Nel sogno solo io sono costretta a passare attraverso la strettoia, mia sorella no, che si muoveva veloce sicura e contenta. Era normale che la seguissi da una stanza all'altra.
Vedo l'altra meglio ancorata alla vita, me stessa inconsistente e sfiancata dalla sua richiesta di vitalità.

E' come in un parto, se passa la testa , passa il resto, sennò...
E ad una nascita, per il resto felice, è legato l'empasse accadutomi.

Mi chiedo se resti memoria del momento in cui nasciamo non stessi, e magari abbiamo avuto difficoltà in quel passaggio, il primo della vita. Anche il tornare indietro e ripassare dal canale è come un voler rientrare nel grembo materno, e non stare alla luce. La seconda stanza era molto più luminosa, ma non più bella di quella con l'atmosfera più intima.

webetina 02-09-2010 18.47.26

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 89233)
Può darsi che quell'esperienza con l'anestesia abbia lasciato un varco percettivo aperto mostrandoti gallerie che stai appena scavando...

E' possibile aldilà di altre speculazioni. In effetti io sto scavando; prima che non abbia più le forze, mi piacerebbe abbattere i limiti della paura, di vedere com'è la vita senza paura, anche solo per un attimo. A che serve una vita sempre in schiavitù mi sono sempre detta. Grazie Ray


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