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Vecchio 23-03-2006, 11.43.57   #1
Uno
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Predefinito Starnuto e rigidità

Per capire lo starnuto oltre all'espulsione delle particelle microbiche (che secondo me è una funzione secondaria e minima, il corpo smaltisce molte tossine attraverso il sudore) dobbiamo riflettere sul raffreddore in generale.
Il raffredore è un "malattia" strana se ci pensate... si c'è il virus.. ma viene.. va i virus sono praticamente mutanti alla velocità della luce (era una battuta) altrimenti avrebbero già trovato un antivirus... in pratica pur essendo la malattia più stupida e apparentemente innocua è la più complicata da studiare e catalogare. Il maestro Noguchi il creatore del Setai giapponese sosteneva (dopo una vita di osservazioni su tutte le tipologie di persone) che il raffreddore subentra nell'individuo quando c'è un'affaticamento di una sola zona del nostro organismo e ciò crea rigidità in quella zona.
Interessante non trovate?
Esempio io mangio troppo... entro certi limiti la cosa si compensa da sola, oltre la soglia di affaticamento possibile scatta il raffreddore.
passato il raffreddore la zona riacquista elasticità, questo fino a che la rigidità diventa non più localizzata ed estesa a zone troppo vaste... la morte .
Vedendo lo starnuto in quest'ottica ed osservandolo in azione... cambia il concetto di starnuto... pensateci è come una piccola vibrazione, una frustatina leggera che ha lo scopo di sbloccare la rigidità della zona colpita, non so descriverlo meglio.
Il raffreddore non è da temere, anzi se non abbiamo una perfetta elasticità (non parliamo di ginnastica ovviamente, ma dell'insieme olistico del nostro corpo) è bene ogni tanto averne, una persona che ha una certa padronanza del suo corpo come il maestro suddetto può avere dei brevi raffreddori di 40 minuti la massimo e con tre starnuti essere in forma perfetta, cioè la lunghezza di tempo ci indica se abbiamo un carico da sistemare, una spia...

poteva stare in benessere... ma dato che sono considerazioni puramente energetiche ed esoteriche (per ora) penso sia meglio portare avanti il discorso qui... si può espandere al raffredamento e rigidità o elasticità etc etc
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Vecchio 23-03-2006, 14.06.15   #2
Era
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e per questo dunque che dopo uno starnuto si ha come
un senso di sollievo?
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il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare
e la saggezza
di distinguere tra le une e le altre
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Vecchio 23-03-2006, 14.56.20   #3
Sole
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Si è vero Era, anche a me fà lo stesso effetto!
La potenza che tira fuori, si dice 100 km al minuto ... è talmente tanta da lasciare uno stordimento.. ma liberatorio.
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Vecchio 23-03-2006, 15.22.14   #4
Cat
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E nel caso delle allergie? Cos'è che sblocca lo starnuto?
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Vecchio 23-03-2006, 17.12.46   #5
RedWitch
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Vedendo lo starnuto in quest'ottica ed osservandolo in azione... cambia il concetto di starnuto... pensateci è come una piccola vibrazione, una frustatina leggera che ha lo scopo di sbloccare la rigidità della zona colpita, non so descriverlo meglio
Visto che sono due giorni che starnutisco, ho avuto l'occasione di osservare... quando arriva lo starnuto, che appunto sembra "liberare" , sbloccare.. il corpo si protende in avanti.. è.. curioso.
Domanda: lo starnuto ci segnala solo dei blocchi diciamo fisici (es mangio troppo, mangio male etc), oppure puo' segnalarci qualcosa di più.. interno diciamo.. ?
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Vecchio 24-03-2006, 11.26.37   #6
Uno
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Si dice è rigido... tutto d'un pezzo... anche riferendoci al carattere... le due cose poi sono molto legate... più ci si (o si è) rigidi fisicamente e più lo si è caratterialmente... questa cosa la si potrebbe aggiungere nella discussione fisiognomica dandogli una connotazione di fisiognomica dinamica.... diciamo che rietnra più nella P.N.L.

Provate quando starnutite ad esserne più consapevoli e a lasciar fluire la vibrazione che ne scaturisce... il senso di sollievo aumenterà notevolmente ( e non sono il senso)....
anche la parola "raffreddore" può essere letta nell'ottica di raffreddare qualcosa che ci sta scaldando in una direzione sbagliata... poi al raffredamento subentra la rigidità.. la contrazione ed ecco che lo starnuto sblocca ed armonizza...

Nasciamo ultra elastici.. a tal punto che neanche le ossa sono solide... i muscoli sono talmente elestici che non riescono a tenerci in posizione eretta... (vedi discussione rettitudine)... poi iniziamo la discesa vera e propria nella materia... il nostro nucleo caldo si raffredda... inizia il nostro primo coagula...
Il processo è fisico con la crescita la struttura corporea deve reggere carichi sempre maggiori, sia emotiva, culturale, ambientale etc etc... anche li dobbiamo reggere carichi sempre maggiori... in entrambi i casi di solito ci irrigidiamo cosa che non da il massimo risultato... anche solo a livello fisico un carico si può portare con il muscolo la forza bruta o con la testa, il cuore e anche il corpo... ci sono esercizietti orientali che lo mostrano con facilità.... provate a sollevare una cosa pesantuccia come fate di solito... poi provate prima ad "ancorarvi" bene a terra... a visualizzare la vostra forza sul braccio e secondariamente al sostegno della schiena etc.... farete molta meno fatica e riuscirete ad sollevare più peso... anche senza sapervi concentrare bene... il test kinesiologico sulla stretta delle dita è un altro esempio... prendete nella mano sinstra una sostanza a voi benefica e stringete tra pollice ed indice la mano di un'altra persona... poi sostituite la sostanza benefica con una malefica e vedrete diminuire la forza di molto....
Questo evidenzia come la forza reale può essere diversa dalla contrazione e dalla comune volontà... quella che tentiamo di usare sempre
Dicevo nasciamo elastici... con il tempo solitamente tale elasticità va esaurendosi... come la molla di un orologio... quando arriviamo alla mssima contrazione il rigor mortis si impossessa del nosto corpo... quindi mantenere l'elasticità fisica è una buona cosa.. allunga la vita. non scambiamo l'elasticità fisica con strane ed assurde discipline che al ci portano sotto sforzo e ci contraggono... anche il tanto decantato jogging è traumatico che mai... e ad ogni trauma succede un irrigidimento (anche psicologicamente) se non riusciamo a risciolglierci (solverci)

ok ho "appizzato" (annoiato ) abbastanza per adesso
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Vecchio 24-03-2006, 13.07.18   #7
Kael
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Beh, effettivamente ci sono maestri di yoga che, di primo acchitto, sembrano avere un corpo "strano"... Poi guardando bene si nota che rassomiglia a quello di un bambino, elastico e un po' molliccio... e dal contrasto col volto adulto nasce appunto quel senso di stranezza a cui non si è abituati.. Non si può dire che siano bei corpi, per noi occidentali che in parte discendiamo dall'arte statuaria greca ci appaiono quasi bruttini, anonimi, goffi... Così anche come per i volti, vedere un 60enne senza nessuna ruga in viso fa un effetto strano, quasi biasimevole rispetto al concetto di "uomo vissuto" occidentale...
Non trovate infatti che in occidente la rigidità sia non solo apprezzata, ma anche ricercata? (i corpi nelle palestre, il concetto di uomo duro, tutto d'un pezzo, ecc..)
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Vecchio 24-03-2006, 13.15.24   #8
Sole
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Originalmente inviato da Uno
Il processo è fisico con la crescita la struttura corporea deve reggere carichi sempre maggiori, sia emotiva, culturale, ambientale etc etc... anche li dobbiamo reggere carichi sempre maggiori... in entrambi i casi di solito ci irrigidiamo cosa che non da il massimo risultato... anche solo a livello fisico un carico si può portare con il muscolo la forza bruta o con la testa, il cuore e anche il corpo... ci sono esercizietti orientali che lo mostrano con facilità.... provate a sollevare una cosa pesantuccia come fate di solito... poi provate prima ad "ancorarvi" bene a terra... a visualizzare la vostra forza sul braccio e secondariamente al sostegno della schiena etc.... farete molta meno fatica e riuscirete ad sollevare più peso... anche senza sapervi concentrare bene...

Piantando i piedi in terra così ... in qualche modo sprofondiamo nella forza di gravità, che è una forza che subiamo, così invece la sfruttiamo ... ci ancoriamo a lei .. e sfruttiamo lei per sollevare il peso ... aumenta il nostro peso ... che avvicinandosi alla gravità comincia ad avvicinarsi allo 0 rispetto a lei ... (la gravità) e quindi l'oggetto sembra più leggero.

boh .. mi sa che non mi sono capita ... ho detto una cavolata è vè?
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Vecchio 11-09-2006, 09.06.57   #9
astronave
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E chi ha notato ancora la sensazione di vibrazione cervicale e l'effetto di spaesamento momentaneo, ma anche di liberazione, che può dare uno starnuto veramente potente, può avere una vaga idea di ciò che si prova al termine di una seduta ben riuscita.


4. Attenti al naso


In tutto questo il naso ha una funzione fondamentale, ed io molte volte ricorro alla stimolazione meccanica delle mucose nasali per provocare la produzione del muco susseguente allo starnuto.
Caro UNO, mi pare che questo forum sia il più adatto per proseguire la nostra discussione.
E' chiaro per me che la funzione principale dello starnuto è proprio quella di provocare l'espulsione del muco, e di dare avvio a quel processo di "riconversione" della nostra "matrice" psicofisica di cui parlo nella pagina web "linkata sopra.
Ciao, e a risentirci.
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Vecchio 11-09-2006, 12.58.34   #10
Uno
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Ok continuiamo, anche se non sono sicuro che tu voglia proprio discutere in un confronto, ti avevo già esposto come le tue sono giuste osservazioni, ma pure dove esse sono limitate.
Non puoi limitare il senso liberatorio dello starnuto all'espulsione del muco, tant'è che spesso in quelli che definisco (prima di me altri) liberatori l'espulsione del muco non v'è.
Comunque per riprendere il discorso ti riscrivo qui alcuni spunti, che anche se non completamente in tema, possono farci pensare tutti.
Non sono d'accordo nel considerare il muco un fluido di scarto e dannoso per tutti, è il suo eccesso il danno come la tua esperienza ben documentata evidenzia (consiglio di leggerla), ma non siamo tutti uguali, c'è chi ne ha una produzione in scarsità per esempio.
Un buon spunto di partenza è lo studio della teoria umorale di Ippocrate (si quello del giuramento che è stranamente è stato modificato in tempi moderni e ci si può aprire un discorso su questo) se io ho molta acqua (testa, pensiero) e molta terra (bile nera milza) ma poco fuoco (bile gialla, fegato) e poca aria (sangue, cuore) per alimentare il fuoco ecco che avrò una "poltiglia" di acqua e terra in eccesso che darà origine al muco in eccesso.
L'ideale sarebbe la possibilità di "cuocere" tramite il fuoco la "poltiglia" perchè diventi sostanza utile, l'espulsione pur dando risultati a chi ne ha in eccesso limita lo spettro delle possibilità Umane.
Come dicevo sopra c'è chi ha molto fuoco e poca terra o acqua e allora lo stesso starà male se non si libera del fuoco in eccesso, questi se gli capita si mettono in testa spesso di essere pranoterapeuti o comunque si dedicano ad attività fisiche che consumano il fuoco... ma con i quattro elementi possiamo "giocare" le direzioni....
l'ultimo spunto per ora... qual'è quel fluido che assomiglia molto al muco, che generalmente si crede di dover espellere (maschi, uomini, per le donne funziona diversamente) pena chissà quale sofferenza?

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Vecchio 11-09-2006, 13.12.07   #11
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Lo sperma?
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Vecchio 11-09-2006, 13.17.18   #12
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Vecchio 11-09-2006, 14.42.18   #13
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Cosa intendi con :"..che generalmente si crede di dover espellere pena chissà quale sofferenza?"
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Vecchio 11-09-2006, 21.53.51   #14
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Ok continuiamo, anche se non sono sicuro che tu voglia proprio discutere in un confronto, ti avevo già esposto come le tue sono giuste osservazioni, ma pure dove esse sono limitate.
Non puoi limitare il senso liberatorio dello starnuto all'espulsione del muco, tant'è che spesso in quelli che definisco (prima di me altri) liberatori l'espulsione del muco non v'è.
Comunque per riprendere il discorso ti riscrivo qui alcuni spunti, che anche se non completamente in tema, possono farci pensare tutti.
Non sono d'accordo nel considerare il muco un fluido di scarto e dannoso per tutti, è il suo eccesso il danno come la tua esperienza ben documentata evidenzia (consiglio di leggerla), ma non siamo tutti uguali, c'è chi ne ha una produzione in scarsità per esempio.
Un buon spunto di partenza è lo studio della teoria umorale di Ippocrate (si quello del giuramento che è stranamente è stato modificato in tempi moderni e ci si può aprire un discorso su questo) se io ho molta acqua (testa, pensiero) e molta terra (bile nera milza) ma poco fuoco (bile gialla, fegato) e poca aria (sangue, cuore) per alimentare il fuoco ecco che avrò una "poltiglia" di acqua e terra in eccesso che darà origine al muco in eccesso.
L'ideale sarebbe la possibilità di "cuocere" tramite il fuoco la "poltiglia" perchè diventi sostanza utile, l'espulsione pur dando risultati a chi ne ha in eccesso limita lo spettro delle possibilità Umane.
Come dicevo sopra c'è chi ha molto fuoco e poca terra o acqua e allora lo stesso starà male se non si libera del fuoco in eccesso, questi se gli capita si mettono in testa spesso di essere pranoterapeuti o comunque si dedicano ad attività fisiche che consumano il fuoco... ma con i quattro elementi possiamo "giocare" le direzioni....
l'ultimo spunto per ora... qual'è quel fluido che assomiglia molto al muco, che generalmente si crede di dover espellere (maschi, uomini, per le donne funziona diversamente) pena chissà quale sofferenza?

ok lo so che non passerò l'esame ma mi piacerebbe capire qualcosa di quanto hai scritto sopra quindi faccio qualche ipotesi e domanda , consapevole che sarò rimandata al posto con un brutto voto
Allora molti pensieri tristi divento melanconica eccesso di terra e di acqua, ma poco fuoco quindi poca collera/fegato, (chi non ha fegato non ha coraggio si suole dire, chi non ha coraggio non ha autostima) da usare, per osare, e poco cuore (emozioni) per alimentare il coraggio-fegato (per osare amandosi) quindi avrò un eccesso di pensieri perché mi manca il coraggio di osare e mi fermo ad una fase che non riesco a superare.
Chi ha molto coraggio ma si sovrastima a causa dei pochi pensieri/poca testa, o poca malinconia/sentimenti starà male se non si libera del troppo coraggio/sovrastima per equilibrare quello che mi sembra di capire sia un equilibrio importantissimo, tra anima corpo spirito?
Nella eiaculazione vi è una perdita di “muco” quindi acqua (testa/pensieri) surplus di pensieri sessuali produzione di acqua/muco?
Nel raffreddore produzione di pensieri freddi? Tristi, melanconici sentimentali? Boh!


Ultima modifica di griselda : 11-09-2006 alle ore 22.01.27.
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Vecchio 11-09-2006, 22.26.51   #15
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Originalmente inviato da griselda
ok lo so che non passerò l'esame ma mi piacerebbe capire qualcosa di quanto hai scritto sopra quindi faccio qualche ipotesi e domanda , consapevole che sarò rimandata al posto con un brutto voto
Allora molti pensieri tristi divento melanconica eccesso di terra e di acqua, ma poco fuoco quindi poca collera/fegato, (chi non ha fegato non ha coraggio si suole dire, chi non ha coraggio non ha autostima) da usare, per osare, e poco cuore (emozioni) per alimentare il coraggio-fegato (per osare amandosi) quindi avrò un eccesso di pensieri perché mi manca il coraggio di osare e mi fermo ad una fase che non riesco a superare.
Chi ha molto coraggio ma si sovrastima a causa dei pochi pensieri/poca testa, o poca malinconia/sentimenti starà male se non si libera del troppo coraggio/sovrastima per equilibrare quello che mi sembra di capire sia un equilibrio importantissimo, tra anima corpo spirito?
Nella eiaculazione vi è una perdita di “muco” quindi acqua (testa/pensieri) surplus di pensieri sessuali produzione di acqua/muco?
Nel raffreddore produzione di pensieri freddi? Tristi, melanconici sentimentali? Boh!
Hai fatto un calderone ma a qualcosa ti sei avvicinata... non c'è nessun esame si anche lo sperma è uno dei fluidi del corpo, anzi è già un prodotto.
Se hai pensieri tristi hai molta acqua, un pò di terra, abbastaza fuoco ma senz'aria (o quasi)... hai presente una fiamma senz'aria? Chi "gioca" con le saldature a cannello può capirmi meglio.
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Vecchio 17-09-2006, 19.19.59   #16
astronave
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Caro UNO,
ti ho chiesto la disponibilità a continuare la discussione qui, perché non mi pareva giusto coinvolgere in questioni lontane chi era già chiaramente in tilt.
E d’altra parte ci tenevo a fare alcune precisazioni:
a) è assodato che sul “fatto” siamo perfettamente d’accordo: non so quanti passi del mio libro dicono esattamente le stesse cose che dici tu sulla correlazione tra starnuto e ripercussioni psicofisiche. Cito solo il capitoletto intitolato “L’occhio”; ma TUTTO IL LIBRO ripete in tutte le salse la stessa cosa
b) mi pare molto diverso il “contesto intenzionale” in cui questa coincidenza di vedute sui fatti si colloca: il mio “contesto intenzionale” è del tutto esplicitamente la lotta alla malattia mentale; la mia SCOPERTA non è avvenuta sulla base di teorie o di pratiche di una qualche scuola, ma su un percorso e su una sfida esistenziale, di cui do appunto conto nel mio libro
c) ognuno colloca poi i “fatti” in un contesto significante “totalizzante”, religioso o filosofico o militante; e qui chiaramente la divergenza diventa massima: il mio orientamento filosofico è originale, mio; ma volendo classificarlo, non ho problemi a dichiararlo cartesiano – galileano, se non fosse che il povero Cartesio è correntemente sottoposto ad una distorsione radicale, che FALSIFICA totalmente il suo pensiero
d) continuo a parlare di SCOPERTA e non di semplice esperienza che RIPETE cose già risapute proprio perché la connessione tra espulsione del muco e “riconversione” della “matrice” psicofisica in modo da RICOSTRITUIRE una struttura organica SANA in relazione alla malattia mentale è proprio ciò che tu neghi, e quindi, suppongo, sia ignoto anche alle scuole ed agli autori a cui tu fai riferimento
e) io non considero il muco come qualcosa di negativo da eliminare; quello che ho appena detto è solo una ipotesi di spiegazione dei fatti che mi sono capitati; il muco non è una sostanza pronta lì in una quantità già data che si può espellere, oppure “bruciare”, come dici tu: una volta innescata l’inversione della tendenza a comprimere la presenza del muco, si innesca un meccanismo per cui più ne espelli, più se ne presenta per una abbondante espulsione: nel mio libro riferisco di un “esperimento” nel corso del quale ho espulso circa un litro di muco nella 24 ore: DOVE era? DA DOVE veniva? La cosa più plausibile mi sembra quella di ipotizzare che VENGA PRODOTTO man mano che viene espulso, producendo appunto la “riconversione” generale – solistica – della totalità psicofisica dell’individuo.

Comunque si ti ringrazio dell’ospitalità.
astronave non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 21-09-2006, 10.14.27   #17
Uno
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Citazione:
Originalmente inviato da astronave
a) è assodato che sul “fatto” siamo perfettamente d’accordo: non so quanti passi del mio libro dicono esattamente le stesse cose che dici tu sulla correlazione tra starnuto e ripercussioni psicofisiche. Cito solo il capitoletto intitolato “L’occhio”; ma TUTTO IL LIBRO ripete in tutte le salse la stessa cosa
b) mi pare molto diverso il “contesto intenzionale” in cui questa coincidenza di vedute sui fatti si colloca: il mio “contesto intenzionale” è del tutto esplicitamente la lotta alla malattia mentale; la mia SCOPERTA non è avvenuta sulla base di teorie o di pratiche di una qualche scuola, ma su un percorso e su una sfida esistenziale, di cui do appunto conto nel mio libro
Sono contento di sapere che siamo d'accordo e non ho mai dubitato sulla realtà del tuo percorso esperenziale, non farlo tu con altri anche se a volte (raramente e quando è comodo per questioni di tempo) preferiscono citare fonti... non è mia intenzione dare autorevolezza a nessuno ne impanatarmici... quando cito (anche quando ho detto che trovo il tuo libro meritevole di essere letto) lo faccio solo se è già una mia esperienza diretta

Citazione:
c) ognuno colloca poi i “fatti” in un contesto significante “totalizzante”, religioso o filosofico o militante; e qui chiaramente la divergenza diventa massima: il mio orientamento filosofico è originale, mio; ma volendo classificarlo, non ho problemi a dichiararlo cartesiano – galileano, se non fosse che il povero Cartesio è correntemente sottoposto ad una distorsione radicale, che FALSIFICA totalmente il suo pensiero
d) continuo a parlare di SCOPERTA e non di semplice esperienza che RIPETE cose già risapute proprio perché la connessione tra espulsione del muco e “riconversione” della “matrice” psicofisica in modo da RICOSTRITUIRE una struttura organica SANA in relazione alla malattia mentale è proprio ciò che tu neghi, e quindi, suppongo, sia ignoto anche alle scuole ed agli autori a cui tu fai riferimento
e) io non considero il muco come qualcosa di negativo da eliminare; quello che ho appena detto è solo una ipotesi di spiegazione dei fatti che mi sono capitati; il muco non è una sostanza pronta lì in una quantità già data che si può espellere, oppure “bruciare”, come dici tu: una volta innescata l’inversione della tendenza a comprimere la presenza del muco, si innesca un meccanismo per cui più ne espelli, più se ne presenta per una abbondante espulsione: nel mio libro riferisco di un “esperimento” nel corso del quale ho espulso circa un litro di muco nella 24 ore: DOVE era? DA DOVE veniva? La cosa più plausibile mi sembra quella di ipotizzare che VENGA PRODOTTO man mano che viene espulso, producendo appunto la “riconversione” generale – solistica – della totalità psicofisica dell’individuo.
Non è questione di militanza religiosa o filosofica... sono aperto a tutte i possibili punti di vista, non mi fermo a conoscenze antiche quanto il mondo, ma cerco nei limiti possibili di integrarle nella modernità... certo se hai scelto di rispondere qui nella sezione esoterica e non hai iniziato una discusssione nella zona scientifica sei tu che accetti (o dovresti) questi punti di vista.... comunque nulla ci vieta di allargare il discorso trasversalmente anche ad impostazioni più "misurabili".

Dopo l'amichevole "schermaglia" ()veniamo al dunque, dove era sto benedetto muco? Certo... è corretta la tua interpretazione più ne espelli e più ne produci...(e non ho mai affermato il contrario, nè mai detto che sia una quantità data, ma che sia il prodotto di altri fattori primi) e qui ci ricolleghiamo al fatto che dal "mio" punto di vista l'espulsione è un "paliativo"... va bene e da risultati allo stesso modo in cui se uno sta per morire con 40 di febbre è giusto metterlo anche dentro il ghiaccio per abbassarla (una volta non esisteva la tachipirina ) ma se rimane la condizione scatenante di questo aumento di temperatura lo lasciamo in frigorifero?
Allo stesso modo evidentemente c'è un perchè ed una funzione di questo muco... se vuoi allargare le tue vedute, ho letto anche di fantasiose teorie di vegetariani che eliminando i formaggi vedono il muco prima diventare più pulito () e poi diminuire e sparire.... questo è il solito modo di vedere dei fatti e dargliene una spiegazione senza appurare che sia oggettiva.... nella realtà non è l'alimentazione che influisce in questi soggetti (se non come concausa) ma il cambio del loro modo di vivere, che contrariamente alla loro credenza non si apre al mondo... ma si chiude... scusami se questa parte è poco chiara (ma sono sicuro che tu possa capire cosa intendo), poi cercheremo di tradurre anche in termini più orecchiabili, purtroppo in questo periodo il tempo a disposizione degli argomenti qui trattati da parte mia è poco... ma se non abbiamo fretta ne veniamo a capo.

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