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Vecchio 13-11-2006, 10.15.15   #1
Grey Owl
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Predefinito Arcobaleno

Ho letto di colori a 7 a 9... non ci ho capito tanto... allora mi sono andato a vedere l'arcobaleno... ed ho fatto un disegno... 7+2=9... ma non so' se ho capito bene... ecco a sinistra lo spettro di luce... e ad destra il mio disegno... ho sempre visto i colori associati ai centri di energia dell'uomo... un po' per tradizione e un po' per intuizione...
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Ultima modifica di Grey Owl : 13-11-2006 alle ore 10.18.26.
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Vecchio 21-11-2006, 14.33.17   #2
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Sintesi additiva ovvero RGB... in verita' la luce bianca che noi vediamo puo' essere suddivisa in tre colori primari e non uno di piu'... Rosso... Giallo... Blu... in allegato ho messo un disegno che puo' fare intuire cosa s'intende per sintesi additiva... supponiamo di avere tre faretti di colore rosso, giallo e blu ed illuminiamo una ballerina che danza sul ghiaccio in un'ambiente buio... quando i tre fasci di luce colorata si sovrappongono avremo un'area bianca... ecco questo discorso forse valeva farlo altrove ma l'ho fatto qui...sorry


Mannaggia... non riesco a visualizzare il bmp che ho allegato...ufff

AGGIUNGO: ho tolto il bmp ma in compenso ho messo un "mio" disegnetto che mostra la sintesi additiva....
PS: per gli amanti dell'alchimia o dell'ermetismo apprezzeranno sicuramente il rosso-Zolfo, il blu-Mercurio ed il giallo-Sale...
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Vecchio 21-11-2006, 15.39.33   #3
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Dalla sovrapposizione dei tre colori primari si possono ottenere altri quattro...
Un bravo pittore ha bisogno dei soli tre primari ed ovviamente del bianco e del nero...
Nella sintesi additiva il bianco e il nero non sono colori ma bensi' la intensita' dei colori primari...
assenza di luce rgb= nero...
massima luce rgb=bianco...

L'esempio che abbiamo sotto gli occhi (purtroppo) tutto il giorno sono i fosfori della tv a colori con il tubo catodico classico (non LCD/TFT)...
Se vi avvicinate ed osservate un pixel (non si chiama cosi)... vedrete (in corrispondenza del colore bianco) tre barrette luminose di rosso giallo e blu...


PS: in verita' la frequenza minima che percepiamo come "luce" e' di colore rosso-Zolfo mentre la frequenza massima che percepiamo come luce e' il blu-Mercurio... in mezzo alle due ci sta' il giallo-Sale.
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Vecchio 21-11-2006, 16.42.18   #4
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In verita' ce' un'errore di fondo in quello che ho scritto sulla sintesi additiva...
RGB non indica i colori primari ma bensi' il Rosso, il Verde e il blu...

Mentre nella sintesi sottrattiva i colori primari sono effettivamente il Rosso (magenta), il giallo e il blu (ciano)...
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Vecchio 25-11-2006, 20.56.10   #5
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per capire bene il fenomeno non può certo mancare l'immagine del prisma che usò Newton per i suoi studi

eccolo qua



in pratica la luce bianca solare è formata da tanti colori ....anche perché in pratica un "colore" bianco non esiste (ciò che percepiamo bianco è la stessa luce riflessa)

ora filtrando piccoli tratti di questo spettro avremo tante luci colorate

forse sembra ovvio ma considerate questo: a volte per avere per esempio una luce gialla si può unire una luce rossa e una verde: la luce così ottenuta non avrà nulla a che fare con quella gialla dello spettro (in quanto resterà composta da "fotoni" verdi e rossi) ma la percepiremo per illusione gialla
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Vecchio 28-11-2006, 11.55.28   #6
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Provocazione.... e se invece fossero i colori a non esistere ma esistesse solo bianco e nero e la loro "mancanza" a derminare i colori?

Provocazione perchè non posso dire che non esiste una cosa che è percepibile
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Vecchio 28-11-2006, 14.58.14   #7
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Provocazione.... e se invece fossero i colori a non esistere ma esistesse solo bianco e nero e la loro "mancanza" a derminare i colori?

Provocazione perchè non posso dire che non esiste una cosa che è percepibile
Il senso della tua ultima frase cambia molto se ti sei dimenticato il punto di domanda o se hai fatto apposta...

A rigor di termini non possiamo dire che una cosa percepita non esiste a meno di ammettere che non esistano neanche gli organi di senso e quindi io che li uso e, con essi, percepisco. Tuttavia posso ben dire che quel che percepisco non è reale.

Normalmente "reale" ed "esistente" sono utilizzati come sinonimi anche se non lo sono. In ogni caso, senza tante disquisizioni filosofiche (si potrebbe trovare uno spazio per farle cmq) la questione è risolvibile abbastanza facilmente se consideriamo, come a mio avviso si dovrebbe, la relatività dell' "esistere". Come dire che da un certo punto di vista una determinata cosa esiste e da un altro può benissimo non esistere. E questo non solo variando il punto di vista sullo stesso piano (mio e tuo) ma anche su piani diversi (mio da bambino, mio da adulto, tuo da dormiente, tuo da Santo ecc.). Può anche darsi di qualcosa (forse il caso dei colori) che da un mio punto di vista esiste e da un altro punto di vista sempre mio non esiste.

Il problema dell'esistenza in se è un falso problema. Diviene tale solo quando è in relazione a qualcosa (CIO' esiste, CIO' non esiste). In effetti il problema è sulla cosa che si ha da stabilire se esiste o meno... ed è dato dalla definizione di quel qualcosa di specifico, definizione che può essere basata su un percepito soggettivo oppure no. Dal che si può dire che in base ad una certa definizione (il colore verde è ciò che io percepisco come verde) una determinata cosa esiste, in base ad un'altra definizione (il colore verde è l'assenza di una serie di vibrazioni in un certo tipo di emanazione) quella stessa cosa non esiste proprio.

Basta ricordarsi che le definizioni che diamo sono attribuzioni arbitrarie che, alla fin fine, cercano indebitamente di racchiudere la Realtà (esistente in se) in categorie (esistenti in relaziona a)... ovvero il grande nel piccolo... si trova sempre qualche difetto.

Bon, delirio finito. Spero si capisca... sennò sono fregato
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Vecchio 28-11-2006, 17.08.54   #8
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no non c'era il punto interrogativo.... anche se volendo ci si poteva domandare perchè io facessi tale affermazione.

Si si capisce quello che volevi dire, almeno io lo capisco, anche se volendo si potrebbe condensare in:" c'è un'esistenza oggettiva ed una soggettiva".... fatto sta che non posso dire che una cosa che esiste per esempio nella tua mente non esiste, non è oggettiva, non esiste oggettivamente, ma esiste.

Nel caso dei colori avevo rivoltato la cosa, perchè in un certo punto i colori non esistono..... ma oggettivamente nella creazione esistono

Si capisce quello che ho scritto?

Quindi l'arcobaleno è una causa o un prodotto?
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Vecchio 28-11-2006, 20.28.42   #9
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Non sono convintissimo che quel che ho detto sia condensabile in oggettivo-soggettivo, anche prendendo per "oggettivo" la sintesi dei soggettivi. Lo diventa se prendiamo in considerazione i "piani" di esistenza (o livelli) e quindi ci mettiamo anche manifesto-non manifesto (potenziale) che può corrispondere a soggettivo-oggettivo ma non in tutti i casi.

Nel senso che ciò che è manifesto su un piano (colore rosso, blu ecc.) è potenziale al piano superiore (non manifesto per questa caratteristica) dove i vari colori (rosso, blu ecc.) sono appunto possibilità di manifestazione (ma nessuno di essi esiste).

In questo modo l'arcobaleno, che esiste sul piano dove è manifestato, è un prodotto della possibilità del piano superiore (questa possibilità può essere anche una "mancanza"), nel quale piano superiore detto arcobaleno non esiste ma rappresenta una delle possibilità (esiste come non-manifestazione).

Funzia?

(forte sta questione... sto tipo di questioni... )
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Vecchio 28-11-2006, 21.56.10   #10
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Predefinito colori

Può aiutare a comprendere il fenomeno colori pensando che l'oggetto o la pittura assorbe tutti i "colori" e rilascia solo il colore che noi percepiamo... ad esempio un colore ad olio rosso è composto da pigmenti che ricevono la luce "bianca" e ne rilascia solo la "frequenza" rosso...

Da questo punto di vista se assorbo tutto il bianco risulterei essere nero... assenza di luce... ma se rilascio un determinato colore è perchè non rimane in me...

Il pigmento in sè non è un prisma che "scompone" la luce bianca ma in verità ne assorbe le restanti...

AGGIUNGO: noi percepiamo una gamma di colori che sono alla nostra "portata"... siamo fatti di quei colori... altri non "vediamo" perchè siamo fatti così... animali quali il gatto o il gufo (hehehehe) ne vedono di altri... il nostro mondo è colorato con i colori dell'arcobaleno... poi come li interpretiamo è un'altro discorso...

... si capisce?

Ultima modifica di Grey Owl : 28-11-2006 alle ore 22.00.48.
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Vecchio 28-11-2006, 23.05.31   #11
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Provocazione perchè non posso dire che non esiste una cosa che è percepibile
I puntini neri sono percepibili pur NON essendo reali:



E' l'illusione ad essere reale... e quindi percepibile...
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Vecchio 28-11-2006, 23.33.46   #12
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Ottimo l'esempio di Kael perchè opposto a quello dei colori (rispetto ai "piani" i colori in su i puntini in giù).

I puntini esistono ma non sono reali... ovvero non sono manifesti su questo piano (sono potenziali) ma sono manifesti sul piano dell'illusione percettiva.

L'illusione (come Kael sottolinea) invece esiste ed è reale, ovvero è manifesta su questo piano, mentre è potenziale (forse si manifesta/manifesterà forse no, forse in questo modo forse in un altro) sul piano delle possibili percezioni.
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Vecchio 29-11-2006, 11.07.09   #13
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Questo discorso è duro più di quello che sembra
potrei linkare quest'altra discussione ma era anche quella un pò in sospeso
Distinguiamo un pò, se usiamo un metodo scientifico dobbiamo toccare l'oggetto che vogliamo studiare... anzi il metodo empirico vuole adirittura che sia toccabile più volte ed in qualsiasi condizione per essere classificato reale.
Se invece ragioniamo filosoficamente basterebbe dire che se io posso pensare una mucca questa esiste comunque nel mio pensiero, anche esistesse solo nella dimensione del mio pensiero e non in quella percepibile da tutti, per me sarebbe reale.
In merito ai puntini, perchè si chiamano illusioni ottiche? Perchè appunto colpiscono l'occhio, il fatto che illudano l'occhio che qualcosa sia al posto di quello che c'è fisicamente (qui dovremmo discutere dei confini del fisico) non ci permette di dire che qualcosa non c'è, non esiste.
Poi il tutto può essere appunto oggettivo (cioè "valido" per la media di tutti) oppure soggettivo magari valido solo per un allucinato, nel caso dei puntini sono anche oggettivi dato che li percepiscono tutti quelli che guardano il disegno.

Forse è più chiaro se distinguiamo reale e fisico, esistente fisicamente.... però appunto quell'esistente fisicamente significa che un oggetto è in un range che i nostri 5 sensi fisici definiscono tale, cioè materia..... anche se come sappiamo che esistono i gas non sempre percepibili dovremmo prendere in considerazione la possibilità (per essere cauto) che esistano infinite sfumature di materialità.
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