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Vecchio 04-06-2007, 23.00.17   #1
Ray
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Sono assai curioso di sentire le vostre opinioni in merito...

Senza farla troppo lunga (per ora... poi non prometto nulla eh) come introduzione basta rilevare l'ambivalenza, almeno apparente, che viene comunemente data a questa caratteristica umana.

Da una parte è deplorata la curiosità della pettegola, rappresentante umana talmente altruista da occuparsi esclusivamente dei fatti altrui ( )

Dall'altra è lodata la curiosità dello scienziato o del ricercatore in genere, mosso, a quanto pare, da desiderio di conoscenza...

In me sono presenti entrambe e, senza pensarci troppo su, la tendenza è combattere la prima ed agevolare la seconda... ma possono esistere l'una senza l'altra? Sono la stessa cosa, due aspetti diversi della stessa cosa, due cose diverse?

Molte altre domande avrei, ma per adesso...
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Vecchio 04-06-2007, 23.09.16   #2
'ayn soph
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Ma potrebbe essere che la curiosità o ce l'hai o non c'è l'hai, nel senso che curiosi si nasce. L'interesse invece per determinati settori non mi sembra curiosità in quanto è finalizzata a realizzare un progetto attraverso scoperta e approfondimento cosa che mi sembra la curiosità generica non abbia.
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Vecchio 04-06-2007, 23.38.44   #3
griselda
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Credo che la curiosità segua l'interesse...
La curiosità si può usare per motivazioni a crescere o automatizzate, in questo ultimo caso si è usati dalla curiosità mentre nel primo la utilizziamo noi.
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Vecchio 04-06-2007, 23.47.02   #4
RedWitch
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Non so se possano esistere una senza l'altra, ma di sicuro è bene agevolare la seconda a discapito della prima.
La curiosità tesa verso gli altri pero' a me sembra (per come la vivo su di me ) un voler controllare gli altri. Avere tutto sotto controllo, in qualche modo avere un posto nella vita di un altro..
Conoscere cose di altri da una sensazione di potere pericolosa.. che è quello che la pettegola attua ogni volta che trasforma la curiosità in pettegolezzo..
Il tutto in genere è inconscio.. penso che la curiosità non dovrebbe implicare per forza l'andare poi a spiattellare in giro gli affari degli altri.. ma tant'è... in genere è quello che accade..

La curiosità di secondo tipo, credo che si potrebbe accomunare alla voglia di conoscenza.. sempre che le domande per soddisfare la curiosità non scattino in maniera automatica.. in quel caso la curiosità diventa paragonabile a quella della pettegola.. voler sapere tanto per ....

A me sembrano due cose diverse.... una è per ottenere.. l'altra per conoscere..
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Vecchio 05-06-2007, 00.29.31   #5
jezebelius
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Sono assai curioso di sentire le vostre opinioni in merito...

Senza farla troppo lunga (per ora... poi non prometto nulla eh) come introduzione basta rilevare l'ambivalenza, almeno apparente, che viene comunemente data a questa caratteristica umana.

Da una parte è deplorata la curiosità della pettegola, rappresentante umana talmente altruista da occuparsi esclusivamente dei fatti altrui ( )

Dall'altra è lodata la curiosità dello scienziato o del ricercatore in genere, mosso, a quanto pare, da desiderio di conoscenza...

In me sono presenti entrambe e, senza pensarci troppo su, la tendenza è combattere la prima ed agevolare la seconda... ma possono esistere l'una senza l'altra? Sono la stessa cosa, due aspetti diversi della stessa cosa, due cose diverse?
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Non so se possano esistere una senza l'altra, ma di sicuro è bene agevolare la seconda a discapito della prima.
La curiosità tesa verso gli altri pero' a me sembra (per come la vivo su di me ) un voler controllare gli altri. Avere tutto sotto controllo, in qualche modo avere un posto nella vita di un altro..
Conoscere cose di altri da una sensazione di potere pericolosa.. che è quello che la pettegola attua ogni volta che trasforma la curiosità in pettegolezzo..
Il tutto in genere è inconscio.. penso che la curiosità non dovrebbe implicare per forza l'andare poi a spiattellare in giro gli affari degli altri.. ma tant'è... in genere è quello che accade..

La curiosità di secondo tipo, credo che si potrebbe accomunare alla voglia di conoscenza.. sempre che le domande per soddisfare la curiosità non scattino in maniera automatica.. in quel caso la curiosità diventa paragonabile a quella della pettegola.. voler sapere tanto per ....

A me sembrano due cose diverse.... una è per ottenere.. l'altra per conoscere..
Mhm..a me sembrano la stessa cosa invece..non so.
E' l'uso che se ne fa, forse il cercare di raggiungere uno scopo insomma che è differente!
Il cercare di ottenere delle informazioni, trasformate poi a pettegolezzo dalla nostra amica "altruista" ed il cercare di conoscere che alla fine mi pare sempre un ottenere qualcosa, si differenziano nel fine a cui voglio arrivare.
Nella curiosità del pettegolezzo "uso" questo fare, che so per avere credito agli occhi degli altri; probabilmente è questo l'intento primario, tant'è che è come se, in quel momento, l'informazione la si trasportasse per poi rifletterla all'esterno.
Lo scienziato invece, dal canto suo, acquisisce un merito, secondario, si presume, rispetto all'uso che fa della informazione in suo possesso poichè alla fine la elabora cerca di farla sua, la trasforma.
Ad ogni modo, mi pare si possa dire che c'è un utilizzo delle informazioni ma lo scopo è diverso.
La curiosità forse, allora, è un mezzo di conoscenza.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 05-06-2007, 00.50.32   #6
Grey Owl
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Riprendo l'esempio della pettegola (che potrebbe benissimo essere un pettegolo) e lo scienziato (che potrebbe benissimo essere una scienziata)...

Nella curiosità della pettegola vi è aspettativa... come dire... essa condiziona l'informazione e spesso la modifica secondo un "desiderio" o "teorema" creato nella sua mente...
Quando una pettegola ascolta una "informazione" spesso la codifica a suo uso e consumo... quando questa informazione giunge di terza mano ne è così stravolta l'informazione che non vè più traccia dell'originale.

Nella curiosità dello scienziato vi è metodo... come dire... effettua prove su prove e ne verifica i risultati con metodo (appunto) scientifico...
Lo scienziato occulato non crea teorie e teoremi a monte per poi farvi quadrare i risultati di laboratorio (anche se spesso alcuni scienziati lo fanno)...
Lo scienziato mosso dalla curiosità si pone delle domande a quello che studia... le nuove informazioni sono vagliate con metodo per non incorrere in errori di valutazione...

La curiosità muove entrambi i soggetti...
La pettegola incorre in errori di valutazione.
Lo scienziato cerca di evitare gli errori di valutazione.
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Vecchio 05-06-2007, 14.26.10   #7
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curiosità e interesse.....
mah....a volte è l'una a "trascinare"...a volte è quell' altra....
se una cosa mi incuriosisce...desta il mio interesse
e viceversa....almeno la vedo così.....

la cosa "interessante" avviene quando un curioso/a..
(del tipo che si fa i c...zi altrui) incontra uno/a che di
questo non gli frega niente.....quindi non dà soddisfazione al curioso/ficcanaso.....quest'ultimo
in qualche modo...si sente defraudato
(inutile dire che chi si fa i fatti propri sarà l' argomento
della prossima "curiosità")

vi lascio immaginare cosa avviene invece se sono
entrambi del primo genere

la curiosità....quella che intende Ray....è per me una
sorta di motore che ti porta a chiedere...cercare...capire...scoprire.... imparare.....
l' altra...è l'esatto contrario....assolutamente sterile

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la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare
il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare
e la saggezza
di distinguere tra le une e le altre
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Vecchio 05-06-2007, 15.51.49   #8
Ray
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la curiosità....quella che intende Ray....è per me una
sorta di motore che ti porta a chiedere...cercare...capire...scoprire.... imparare.....
l' altra...è l'esatto contrario....assolutamente sterile
Mi piace sta cosa del motore, ma penso che lo sia anche per la pettegola. Forse sono solo due direzioni diverse, due diversi incanalamenti... o forse la curiosità si mescola con cose diverse nello scienziato e nella pettegola.

Sono d'accordo in parte con quello che diceva Grey... è vero che allle due diverse curiosità possono essere applicate regole diverse, tipo la pettegola non applica il "non entrare in certi ambiti", ma conosco pettegole che, per sapere ciò che interessa loro, applicano metodi che definire scintifici e psicologici è un lieve eufemismo... averne di scienziati come certe pettegole!

Comunque l'esempio dello scienziato è solo appunto un esempio... potremmo considerare la curiosità del letterato o anche quella del Ricercatore...
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Vecchio 05-06-2007, 17.01.41   #9
Kael
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Il curioso è colui che "si cura", "si prende cura" di una determinata cosa.
E' interessante che si dica curarsi di una cosa, prendersi cura di una cosa, cioè riflessivo, e non "curo quella cosa".

Se tengo alla mia "salute" (non intendo solo quella fisica) cercherò di curarmi di quante più cose possibile...
Anche se di fondo secondo me conta l'intenzione. Se sono curioso per amore per la scoperta, per imparare, etc.. va bene, se invece lo faccio per controllare gli altri, spiarli, o per aver modo di parlare male di qualcuno, diventa una curiosità sterile fine a se stessa.
Dovrei curarmi cioè di ciò che può essere utile a me, come individuo, per crescere etc.. e non di altro. In qualche modo qua torniamo a parlare di "Bisogni reali e non"

Ultima modifica di Kael : 05-06-2007 alle ore 17.06.25.
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Vecchio 05-06-2007, 17.33.45   #10
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Concordo quando vai in automatico dovresti accorgerti se ti osservi che a muovere la tua curiosità verso certe cose è un bisogno non conosciuto e che va studiato per vedere cosa c'è dietro che realmente ti muove.
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Vecchio 05-06-2007, 18.25.55   #11
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Originalmente inviato da Kael Visualizza messaggio
Il curioso è colui che "si cura", "si prende cura" di una determinata cosa.
E' interessante che si dica curarsi di una cosa, prendersi cura di una cosa, cioè riflessivo, e non "curo quella cosa".
Infatti il curarsi eccessivamente degli affari degli altri puo' nascere quando non ci prendiamo cura di noi stessi.. se sei impegnato a curarti delle faccende altrui, riempi in quel modo per evitare di curarti di te stesso.. se sei impegnato a curarti di te.. gli altri passano in secondo piano. E' un po' come spostare l'obiettivo, anche se l'intenzione è buona, fintanto che ti occupi troppo di guardare fuori invece che dentro, è un po' una fuga a mio parere..
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Vecchio 05-06-2007, 20.57.39   #12
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E' un po' come spostare l'obiettivo, anche se l'intenzione è buona, fintanto che ti occupi troppo di guardare fuori invece che dentro, è un po' una fuga a mio parere..
si sono daccordo....una fuga da se stessi....
e magari non sai da cosa fuggi.....comunque...
come gia detto e ridetto è più facile/comodo...
ficcare il naso altrove piuttosto che cercare dentro
di se.....
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Vecchio 05-06-2007, 22.48.44   #13
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Si Era sono d'accordo infatti le persone di solito sono curiose anche di cose assurde sugli altri...malanni vari, dispiaceri, problemi e via dicendo quasi a esorcizzare le paure ed allontanarle "automaticamente" da se, quasi che dietro questo tipo di curiosità si nascondano delle subdole paure.
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Vecchio 05-06-2007, 23.36.43   #14
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quasi che dietro questo tipo di curiosità si nascondano delle subdole paure.
già, puzza tanto di roba istintiva...
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Vecchio 05-06-2007, 23.41.42   #15
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Mi piace sta cosa del motore, ma penso che lo sia anche per la pettegola. Forse sono solo due direzioni diverse, due diversi incanalamenti... o forse la curiosità si mescola con cose diverse nello scienziato e nella pettegola.

Sono d'accordo in parte con quello che diceva Grey... è vero che allle due diverse curiosità possono essere applicate regole diverse, tipo la pettegola non applica il "non entrare in certi ambiti", ma conosco pettegole che, per sapere ciò che interessa loro, applicano metodi che definire scintifici e psicologici è un lieve eufemismo... averne di scienziati come certe pettegole!

Comunque l'esempio dello scienziato è solo appunto un esempio... potremmo considerare la curiosità del letterato o anche quella del Ricercatore...
Prendiamo ad esempio il bambino. Uno qualsiasi.
Si puo dire che non sia curioso? Questo forse è un dato ulteriore.
La curiosità allora potrebbe muoversi per " recuperare" quello che manca o ciò che si ritiene prioritario rispetto a ciò che si fa. Per il bambino è tutto importante, quindi è sempre curioso di sapere, conoscere e cercare di capire.
Allora per lo scienziato sarà importante conoscere quale è l'effetto o la causa di un esperimento o di altro. Per la/il pettegola/o l'importante sarà altro..che so...sapere se due hanno litigato e perchè.
Insomma, il bambino invece sarà curioso sia di sapere perchè il sole va dormire e sia di sapere perchè Tizio piange, casomai dopo un litigio, posto che sappia o capisca che di un litigio.
E' sempre curioso perchè questo stuzzica il suo interesse, poichè è come se sapesse che da ciò può prendere quel qualcosa che gli serve; come pure ovviamente per lo scienziato e il pettegolo..! Parzialmente differente allora il metodo.
Si potrebbe parlare di curiosità che cerca di andare a fondo, appunto come quella del bambino, dalla quale si genera il capire quel perchè delle cose?
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Vecchio 05-06-2007, 23.49.04   #16
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Chissà se dietro al detto " sei curioso come una scimmia" si voglia sottolineare qualcosa di istintivo.
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Vecchio 06-06-2007, 11.45.57   #17
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E invece la curiosità che possiamo definire "sana"?
Cosa è che fa muovere il letterato o il Ricercatore o lo scienziato verso la conoscenza di qualcosa di preciso? Credo che in questo caso non sia l'istinto a muoverci .. si puo' parlare di intuito in questo caso?
Essere curiosi, muoversi verso una direzione in qualche modo, cercare di discernere il necessario dal non necessario.. interesse e curiosità in questo senso dovrebbero andare di pari passo credo.
Si puo' fare in modo che la curiosità diventi benzina per il motore?
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Vecchio 06-06-2007, 22.22.37   #18
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La curiosità secondo me nasce da un desiderio di sapere e scoprire... ma è anche il cercare la cosa nuova, la rarità o la stranezza...
Infatti delle cose normali non si è curiosi, si è curiosi delle cose nuove...
La curiosità della pettegola è come spiare dal buco della serratura, per catturare qualcosa di cui parlare.... meglio se nuova tipo scoop giornalistico....
Comunque nella curiosità c'è una elasticità mentale.... molto difficile che una persona apatica sia curiosa.... sta chiusa nel suo mondo e il resto potrebbe anche crollargli intorno che non se ne importa più di tanto.
Quindi la curiosità è un fatto positivo, ma è come la libertà, dovrebbe limitarsi a non ledere la sfera altrui....
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Vecchio 06-06-2007, 22.33.11   #19
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E invece la curiosità che possiamo definire "sana"?
Cosa è che fa muovere il letterato o il Ricercatore o lo scienziato verso la conoscenza di qualcosa di preciso? Credo che in questo caso non sia l'istinto a muoverci .. si puo' parlare di intuito in questo caso?
Essere curiosi, muoversi verso una direzione in qualche modo, cercare di discernere il necessario dal non necessario.. interesse e curiosità in questo senso dovrebbero andare di pari passo credo.
Si puo' fare in modo che la curiosità diventi benzina per il motore?
La mia personale curiosità si inerpica nei meandri della mente altrui..
Nella conoscenza di tutto ciò che mi è ignoto.
Scherzosamente su tanti post ho scritto "cibo... cibo" in effetti per me è cibo (benzina).
Alimento primario.
Io per prima non so spiegarmene il perché..
Però difficilmente riesco a selezionare il necessario dal non utile di conseguenza cado nel confusionale.
(Però ci sto lavorando... )

A parte questo....
Ritengo che il riuscire a convogliare totalmente il proprio interesse su un'unico punto abbia una certa assonanza con una forma di amore, di passione.
Se ami fare una cosa l'azione stessa ti ricarica, ti gratifica, ti rallegra...
Forse anche in questo caso l'amore è la benzina per far muovere il motore...

-------------
Non so cosa sia successo, non l'ho capito. Forse non sono nemmeno affari miei, ma sento di dover esprimere il mio disappunto in merito a questa diatriba.
Confido nel fatto che stiate scherzando...

Ultima modifica di Faltea : 06-06-2007 alle ore 22.39.11.
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Vecchio 06-06-2007, 23.09.15   #20
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Uhm... proviamo a prenderla da qualche altra parte.. chissà che aggiungendo ingredienti alla zuppa non si riesca ad ottenere un minestrone nutriente (che sennò Falty... ).

Senza per adesso cercare di stabilire cosa muove la curiosità iniziale, anche se il discorso del bambino di Jeze secondo me va scavato perchè contiene roba buona, c'è da notare che in diverse persone la curiosità prende strade diverse. Nel senso di argomenti. La pettegola si interessa di alcune cose, lo scienziato di altre. C'è chi è curioso di "tutto", ma a mio avviso è una questione di range...

Insomma, cosa spinge qualcuno ad interessarsi di nuovo (e ancora a lungo magari) di qualcosa?
A mio avviso la risposta è palese: il piacere.

Uno si incuriosisce di qualcosa, si mette appunto a curiosare e capita che quel che ottiene sia piacere. Forse non piacere fisico, anche se a volte ci assomiglia parecchio, ma pur sempre piacere di qualche tipo... goduria.

A questo punto, riformuilando una delle domande iniziali, che differenza c'è tra il piacere della pettegola e quello dello scienziato?
Da parte mia, che come ho detto provo entrambe le curiosità (e anche altre, era solo per esempio) noto che si tratta di due piaceri diversi anche se simili... o meglio lo stesso piacere di fondo ma in zone diverse...
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Vecchio 06-06-2007, 23.15.35   #21
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Forse il gusto, ampliato oltre il suo senso comune.
A me piace chessò il burro di arachidi a Ray magari no...
Credo sia sullo stesso piano la pettegola e lo scienziato..
Mmmm... suona molto banale però
Faltea non è connesso  
Vecchio 06-06-2007, 23.27.32   #22
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Forse il gusto, ampliato oltre il suo senso comune.
A me piace chessò il burro di arachidi a Ray magari no...
Credo sia sullo stesso piano la pettegola e lo scienziato..
Mmmm... suona molto banale però
Ach, la pappa non era buona? Cucinata male? sorry...

Sullo stesso piano dici? Mah, magari per te è così. Però come ho detto a me capita che il risultato della curiosità pettegola mi dia un certo tipo di piacere, mentre quello della curiosità poniamo su un argomento filosofico o scientifico un altro tipo.

Non è come burro di arachidi o fragole (stesso tipo di piacere ma gusto diverso) è più come fragole e carezza... (come differenze di piacere, non che ci sia analogia)
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Vecchio 08-06-2007, 00.26.21   #23
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Forse è una questione di cosa piace di più, di scale di valori come dicevo prima.
O forse no....
di piani diversi di piacere..
Il piano curiosità culturale, il piano emotivo, il piano materiale...
Diverse curiosità su diversi piani che creano diversi tipi di piacere giudicabili su distinti mondi (?) paralleli...

.... mubble .....

non so nemmeno io dove sto andando a parare... però mi sembra che una logica ci sia....
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Vecchio 08-06-2007, 00.54.50   #24
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Se buttassi li che la soddisfazione della curiosità della pettagola è "istintiva" e quella dello scienziato "intellettuale" ?
Pur restando sempre "emozioni"?

In effetti davvero le si sente in zone del corpo diverse, se ci si fa caso. Poi ovvio, come dice Faltea, a qualcuno può interessare di più il piacere istintivo e a un altro quello intellettuale... ma sempre piacere è, almeno a me pare così...
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Vecchio 08-06-2007, 01.07.55   #25
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La penso come Faltea... piani differenti di piacere... esistono vari piaceri... viscerali, emotivi, intellettuali... ma pur sempre piaceri...

Il sottile piacere, la goduria, il solleticamento, pare che la curiosità passi attraverso il piacere... anzi ne è strumento... la curiosità è strumento del piacere... non vi può essere curiosità se non poggia sul piacere della "scoperta"... cosa si nasconde dietro l'angolo?... la voglia di scoprire è piacevole... sennò se fosse timore o paura ne fuggiremmo.
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